Sequestrano e torturano l’amante del padre

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CENTOLA. Sequestrano e pestano a sangue l’amante del padre: due sorelle finiscono in manette. È accaduto nel Cilento, dove due ragazze originarie di San Nicola di Centola, di 21 e 27 anni, sono state arrestate ieri mattina con le accuse di sequestro di persona ed estorsione. I fatti risalgono allo scorso mese di settembre, quando le due sorelle rinchiusero l’amante del padre in una casa presa in affitto per l’occasione nel piccolo centro di Vibonati. Una volta all’interno del piccolo alloggio, le due sorelle tolsero con la forza il telefono cellulare alla malcapitata poi la pestarono violentemente, procurandole diverse lesioni alle gambe, alla schiena e al volto, per un totale di quindici giorni di prognosi. Per non farle dimenticare facilmente la “lezione”, le tagliarono anche i capelli e infine le diedero diversi morsi ad un braccio.
Un pestaggio brutale, senza precedenti nella zona. La malcapitata, una quarantenne originaria di Matera, con grande coraggio denunciò tutto ai carabinieri. Ieri mattina il blitz. I militari della compagnia di Sapri, comandanti dal tenente Michele Zitiello, hanno notificato su ordine del gip del tribunale di Lagonegro l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari alle due sorelle, una domiciliata a San Nicola di Centola e l’altra a Trieste.
Le indagini, svolte dai carabinieri della stazione di Sapri, si sono protratte per alcuni mesi, con accertamenti a tutto campo. E, ieri mattina, è arrivato il risvolto giudiziario. La notizia non è passata inosservata in tutto il comprensorio dove le due sorelle sono molte conosciute. Ragazze insospettabili, alle loro spalle mai nessuna ombra, molto stimate in paese. Ora toccherà a loro chiarire dinanzi all’autorità giudiziaria la propria posizione. Le accuse al momento sono gravissime: sequestro di persona ed estorsione. Sulla vicenda gli investigatori mantengono ancora il massimo riserbo anche perché ci sono ancora dei dettagli da chiarire.
Nel 2012, nella frazione Massicelle del comune di Montano Antilia, si verificò un altro sequestro di persona. Una ragazza marocchina di 27 anni fu picchiata e segregata in casa per circa dieci giorni dal marito violento
che non voleva farla tornare in Marocco per raggiungere i familiari. Lei, fortunatamente, riuscì a contattare le forze dell’ordine e a chiedere aiuto. Anche in quel caso l’intervento dei militari fu provvidenziale

DI VINCENZO RUBANO LA CITTACENTOLA. Sequestrano e pestano a sangue l’amante del padre: due sorelle finiscono in manette. È accaduto nel Cilento, dove due ragazze originarie di San Nicola di Centola, di 21 e 27 anni, sono state arrestate ieri mattina con le accuse di sequestro di persona ed estorsione. I fatti risalgono allo scorso mese di settembre, quando le due sorelle rinchiusero l’amante del padre in una casa presa in affitto per l’occasione nel piccolo centro di Vibonati. Una volta all’interno del piccolo alloggio, le due sorelle tolsero con la forza il telefono cellulare alla malcapitata poi la pestarono violentemente, procurandole diverse lesioni alle gambe, alla schiena e al volto, per un totale di quindici giorni di prognosi. Per non farle dimenticare facilmente la “lezione”, le tagliarono anche i capelli e infine le diedero diversi morsi ad un braccio.
Un pestaggio brutale, senza precedenti nella zona. La malcapitata, una quarantenne originaria di Matera, con grande coraggio denunciò tutto ai carabinieri. Ieri mattina il blitz. I militari della compagnia di Sapri, comandanti dal tenente Michele Zitiello, hanno notificato su ordine del gip del tribunale di Lagonegro l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari alle due sorelle, una domiciliata a San Nicola di Centola e l’altra a Trieste.
Le indagini, svolte dai carabinieri della stazione di Sapri, si sono protratte per alcuni mesi, con accertamenti a tutto campo. E, ieri mattina, è arrivato il risvolto giudiziario. La notizia non è passata inosservata in tutto il comprensorio dove le due sorelle sono molte conosciute. Ragazze insospettabili, alle loro spalle mai nessuna ombra, molto stimate in paese. Ora toccherà a loro chiarire dinanzi all’autorità giudiziaria la propria posizione. Le accuse al momento sono gravissime: sequestro di persona ed estorsione. Sulla vicenda gli investigatori mantengono ancora il massimo riserbo anche perché ci sono ancora dei dettagli da chiarire.
Nel 2012, nella frazione Massicelle del comune di Montano Antilia, si verificò un altro sequestro di persona. Una ragazza marocchina di 27 anni fu picchiata e segregata in casa per circa dieci giorni dal marito violento
che non voleva farla tornare in Marocco per raggiungere i familiari. Lei, fortunatamente, riuscì a contattare le forze dell’ordine e a chiedere aiuto. Anche in quel caso l’intervento dei militari fu provvidenziale

DI VINCENZO RUBANO LA CITTA

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