Procida. Sorpreso sul bus senza biglietto, calciatore picchia il controllore che finisce in ospedale

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Procida. Sorpreso sul bus senza avere obliterato il biglietto, il calciatore reagisce e si scaglia contro il controllore. Un pugno, forse due e il controllore finisce in ospedale. Raimondo Ambrosino, 46 anni, ha riportato una «contusione al volto con trauma cranico, con possibile emorragia subracnoidea». Il presunto aggressore, identificato successivamente dai carabinieri del maresciallo Massimiliano Albero, è Massimo Russo, 34 anni, calciatore della «U.S. Isola di Procida», un tempo in forze anche al Napoli, prima che un grave infortunio lo costringesse a interrompere una carriera con maggiori soddisfazioni. Dopo l’allenamento sul campo «Spinetti», alcuni calciatori della squadra isolana erano saliti sul bus di linea per recarsi al porto di Marina Grande e da lì prendere il traghetto per Pozzuoli. Al controllo del titolo di viaggio però i calciatori hanno dichiarato di non avere potuto obliterare il biglietto a causa di un guasto alla macchinetta. A questo punto il controllore chiede loro un documento di riconoscimento. Nasce una discussione. In via Libertà, all’altezza della caserma dei carabinieri, l’autista, su sollecitazione del controllore, ferma il bus per consentire il riconoscimento chiesto ai calciatori. Appena a terra scoppia l’aggressione. Intanto i calciatori raggiungono il porto e s’imbarcano sul traghetto. Diverse le versioni. Ambrosino parla di aggressione. Il calciatore Russo, un passato illustre anche nel Napoli, si dice allibito e dispiaciuto di come sono stati descritti i fatti. «Io non ho colpito nessuno» dice. Intanto sull’isola scoppia la polemica. Al comunicato dell’Eav che esprime solidarietà e vicinanza al dipendente, si aggiunge una dura nota dell’Amministrazione comunale che chiede alla società di calcio di prendere «i dovuti provvedimenti». Il presidente del Procida, l’ex sindaco Luigi Muro, ribatte: «Stiamo accertando i fatti. Ho già indetto una riunione per l’adozione di eventuali provvedimenti. L’inusuale solerzia del Comune dimostra come si voglia strumentalizzare la vicenda». Ambrosino racconta dell’episodio che lo ha visto protagonista dal reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. «Quando mi sono trovato davanti i calciatori del Procida ho chiesto loro i biglietti. I titoli di viaggio li avevano, ma non erano stati obliterati. Gli ho detto che avrei dovuto elevargli la multa e in quel momento mi hanno accerchiato. Dicevano che di lì a pochi minuti sarebbero dovuti salire sul traghetto che li avrebbe riportati a casa e che non c’era tempo. Intuendo cosa sarebbe potuto succedere ho chiesto all’autista di fermare il bus davanti alla caserma dei carabinieri che, nel frattempo, avevo già chiamato. Dalle parole pesanti sono passati agli spintoni e poi sono stato colpito. Inizialmente ho solo sentito dolore, ma poi ho cominciato ad accusare un malessere generale, nausea e giramenti di testa. Mia moglie mi ha accompagnato in ospedale, a Procida. Sarei capace di riconoscere chi mi ha aggredito, senza alcun problema». (Il Mattino) 

Procida. Sorpreso sul bus senza avere obliterato il biglietto, il calciatore reagisce e si scaglia contro il controllore. Un pugno, forse due e il controllore finisce in ospedale. Raimondo Ambrosino, 46 anni, ha riportato una «contusione al volto con trauma cranico, con possibile emorragia subracnoidea». Il presunto aggressore, identificato successivamente dai carabinieri del maresciallo Massimiliano Albero, è Massimo Russo, 34 anni, calciatore della «U.S. Isola di Procida», un tempo in forze anche al Napoli, prima che un grave infortunio lo costringesse a interrompere una carriera con maggiori soddisfazioni. Dopo l’allenamento sul campo «Spinetti», alcuni calciatori della squadra isolana erano saliti sul bus di linea per recarsi al porto di Marina Grande e da lì prendere il traghetto per Pozzuoli. Al controllo del titolo di viaggio però i calciatori hanno dichiarato di non avere potuto obliterare il biglietto a causa di un guasto alla macchinetta. A questo punto il controllore chiede loro un documento di riconoscimento. Nasce una discussione. In via Libertà, all’altezza della caserma dei carabinieri, l’autista, su sollecitazione del controllore, ferma il bus per consentire il riconoscimento chiesto ai calciatori. Appena a terra scoppia l’aggressione. Intanto i calciatori raggiungono il porto e s’imbarcano sul traghetto. Diverse le versioni. Ambrosino parla di aggressione. Il calciatore Russo, un passato illustre anche nel Napoli, si dice allibito e dispiaciuto di come sono stati descritti i fatti. «Io non ho colpito nessuno» dice. Intanto sull’isola scoppia la polemica. Al comunicato dell’Eav che esprime solidarietà e vicinanza al dipendente, si aggiunge una dura nota dell’Amministrazione comunale che chiede alla società di calcio di prendere «i dovuti provvedimenti». Il presidente del Procida, l’ex sindaco Luigi Muro, ribatte: «Stiamo accertando i fatti. Ho già indetto una riunione per l’adozione di eventuali provvedimenti. L’inusuale solerzia del Comune dimostra come si voglia strumentalizzare la vicenda». Ambrosino racconta dell'episodio che lo ha visto protagonista dal reparto di Neurochirurgia dell'ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. «Quando mi sono trovato davanti i calciatori del Procida ho chiesto loro i biglietti. I titoli di viaggio li avevano, ma non erano stati obliterati. Gli ho detto che avrei dovuto elevargli la multa e in quel momento mi hanno accerchiato. Dicevano che di lì a pochi minuti sarebbero dovuti salire sul traghetto che li avrebbe riportati a casa e che non c'era tempo. Intuendo cosa sarebbe potuto succedere ho chiesto all'autista di fermare il bus davanti alla caserma dei carabinieri che, nel frattempo, avevo già chiamato. Dalle parole pesanti sono passati agli spintoni e poi sono stato colpito. Inizialmente ho solo sentito dolore, ma poi ho cominciato ad accusare un malessere generale, nausea e giramenti di testa. Mia moglie mi ha accompagnato in ospedale, a Procida. Sarei capace di riconoscere chi mi ha aggredito, senza alcun problema». (Il Mattino)