YARA: “SUL CORPO TRACCE DEL SEDILE DELL’AUTOCARRO DI BOSSETTI”

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Una prova potrebbe incastrare Bossetti definitivamente.
Gli esiti del lavoro di comparazione tra le sfere di metallo trovate sul corpo e quelle acquisite dall’autocarro dell’imputato supportano le ipotesi che sia stato il tessuto del sedile del mezzo all’origine di quelle particelle trovate sul cadavere».Lo ha spiegato durante la sua deposizione nel processo a Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio, il comandante del Ris di Parma Giampietro Lago.

L’ufficiale ha spiegato il complesso procedimento mediante il quale si è giunti a questa conclusione. Sugli indumenti di Yara furono trovate delle sferette di metallo (ferro e altri in misura minore) che risultarono non poter essere risultato di contaminazione da parte del terreno del campo di Chignolo d’Isola nel quale Yara fu trovata uccisa il 26 febbraio del 2015, a tre mesi dalla scomparsa. «Ci chiedemmo come una ragazza di 13 anni, con una vita normale, che andava in palestra, a scuola, potesse avere quelle particelle». Furono quindi sottoposti a rilievi quattro ragazzi che avevano la stessa età della tredicenne e i loro abiti evidenziarono la presenza di nove particelle di questo genere in tutto, mentre sul corpo di Yara ne erano state trovate «nell’ordine delle centinaia».

Si passò quindi ad analizzare gli abiti di lavoro di persone che potevano essere state in contatto con sferette dello stesso tipo e, sulle tute di operai, tornitori e altri che svolgono professioni simili, ne furono trovate «migliaia». Furono quindi eseguiti dei campioni sull’autocarro di Bossetti, che è muratore, in particolare nell’abitacolo e gli investigatori trovarono sferette dello stesso tipo. «Anche da un punto di vista quantitativo – ha detto Lago – si trovarono dei dati coerenti, in quanto sul cadavere dovevano esserci sferette in misura inferiore rispetto al mezzo: sul furgone vi erano migliaia di particelle di interesse e centinaia sul corpo di Yara».Una prova potrebbe incastrare Bossetti definitivamente.
Gli esiti del lavoro di comparazione tra le sfere di metallo trovate sul corpo e quelle acquisite dall’autocarro dell’imputato supportano le ipotesi che sia stato il tessuto del sedile del mezzo all’origine di quelle particelle trovate sul cadavere».Lo ha spiegato durante la sua deposizione nel processo a Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio, il comandante del Ris di Parma Giampietro Lago.

L’ufficiale ha spiegato il complesso procedimento mediante il quale si è giunti a questa conclusione. Sugli indumenti di Yara furono trovate delle sferette di metallo (ferro e altri in misura minore) che risultarono non poter essere risultato di contaminazione da parte del terreno del campo di Chignolo d’Isola nel quale Yara fu trovata uccisa il 26 febbraio del 2015, a tre mesi dalla scomparsa. «Ci chiedemmo come una ragazza di 13 anni, con una vita normale, che andava in palestra, a scuola, potesse avere quelle particelle». Furono quindi sottoposti a rilievi quattro ragazzi che avevano la stessa età della tredicenne e i loro abiti evidenziarono la presenza di nove particelle di questo genere in tutto, mentre sul corpo di Yara ne erano state trovate «nell’ordine delle centinaia».

Si passò quindi ad analizzare gli abiti di lavoro di persone che potevano essere state in contatto con sferette dello stesso tipo e, sulle tute di operai, tornitori e altri che svolgono professioni simili, ne furono trovate «migliaia». Furono quindi eseguiti dei campioni sull’autocarro di Bossetti, che è muratore, in particolare nell’abitacolo e gli investigatori trovarono sferette dello stesso tipo. «Anche da un punto di vista quantitativo – ha detto Lago – si trovarono dei dati coerenti, in quanto sul cadavere dovevano esserci sferette in misura inferiore rispetto al mezzo: sul furgone vi erano migliaia di particelle di interesse e centinaia sul corpo di Yara».