Impresario contro vescovo: «Ristorante della diocesi al posto del parcheggio»

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Murino (VeliaTeatro) accusa monsignor Favale:
«Il locale nato per magia dopo il collaudo prefettizio

 

SALERNO – Avrebbe fatto costruire un ristorante della diocesi al posto del maxi parcheggio previsto dal progetto presentato alla Prefettura, violando così quanto stabilito nel documento già approvato. È l’accusa che, in una lettera aperta, il direttore artistico di «Velia Teatro», Michele Murino, muove al vescovo di Vallo della Lucania Giuseppe Rocco Favale.

ANTICHE RUGGINI – Le polemiche tra i due non sono una novità, come non è nuovo lo strumento della lettera aperta utilizzato dall’uomo di teatro per criticare il vescovo. Solo qualche mese fa, Murino, che non ha mai perdonato al religioso di aver chiuso le porte del teatro gestito dalla diocesi alla sua compagnia e l’ha anche denunciato all’Antitrust per una presunta gestione monopolistica del settore spettacoli nel Cilento, aveva scritto a Favale per criticare alcune scelte del cartellone: «Eccellenza», scriveva Murino facendo riferimento ad una precedente polemica sollevata dal vescovo «se la imbarazzò tanto Anna Tatangelo, perché non la imbarazza Ornella Muti che, da attrice cinematografica e non certamente teatrale, è più che famosa per i particolarissimi film erotici che ha interpretato, sin da ragazzina, durante la sua carriera?». Le tensioni tra i due sono arrivate in Tribunale nel luglio scorso, sotto forma di una querela per diffamazione presentata da Murino nei confronti del vescovo. Una precedente vicenda giudiziaria, invece, ha visto in passato Favale contrapposto, e poi condannato, sempre per diffamazione, all’ex presidente del Tribunale di Vallo della Lucania Claudio Tringali.

C’E’ ANCHE LA PALESTRA – Il nuovo «round» tra il vescovo e lì’impresario riguarda invece questioni edilizie. Al centro della vicenda un parcheggio di 2 mila metri quadrati che avrebbe dovuto essere realizzato accanto al cine- teatro «La Provvidenza», di proprietà della diocesi, e al posto del quale sarebbero in seguito sorti un ristorante, «Il Sinodo», e una palestra, sempre di proprietà della diocesi vallese. «Dov’è finito il parcheggio da lei ampiamente documentato nel progetto presentato alla Prefettura?», si chiede Murino nella lettera, dove aggiunge, sempre rivolgendosi al religioso: «Da tredici anni lei continua ad esercitare l’attività commerciale di cine-teatro, con ben 490 posti a sedere, senza l’obbligatorio parcheggio».

POLEMICA SULL’ICI – Secondo il direttore artistico della rassegna il ristorante, in origine destinato a mensa per poveri, e la palestra, «sarebbero comparsi come per magia subito dopo il collaudo prefettizio, sugli stessi duemila metri quadrati destinati a parcheggio». Ma Murino non si ferma qui. Nella lettera, infatti, il direttore artistico di «Velia Teatro» accusa il vescovo vallese anche di evasione fiscale. Secondo Murino, infatti, la diocesi non verserebbe l’Ici né per il teatro «La Provvidenza», né per il ristorante «Il Sinodo» e neppure per la palestra. «Eccellenza», si legge nella lettera, «l’Ici viene corrisposta al Comune? E se no, perché, dal momento che i manufatti non sono stati destinati a luoghi di culto? Intanto, al Comune di Vallo della Lucania i funzionari responsabili osservano da anni in silenzio assordante le sue attività commerciali». A chi gli chiede quale sia il significato di questa lettera, Murino risponde: «Voglio essere sentinella del Cilento, proprio come ha esortato a fare sua eccellenza il vescovo in occasione dei funerali del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo».

Ch. Ma Corriere del Mezzogiorno

scelto da Michele Pappacoda