Reato di omicidio stradale, carcere fino a diciotto anni. Via libera della Camera, ora il testo torna al Senato

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L’omicidio stradale è reato, ma per la legge bisogna aspettare fine anno: la Camera ha votato l’introduzione del nuovo reato nel codice penale ma il testo, approvato a Montecitorio con il no di Sel e l’astensione di M5S e Fi, dovrà tornare al Senato in quanto ha subito delle modifiche rispetto a quello approvato a Palazzo Madama. Entro l’anno il via libera, assicurano il vice ministro Riccardo Nencini (Infrastrutture) e il sottosegretario Cosimo Ferri (Giustizia). Arriva il nuovo reato ma resta la pena già prevista oggi (da 2 a 7 anni) nell’ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada. Chi uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe, rischierà da 8 a 12 anni di carcere. Sarà punito con la reclusione da 5 a 10 anni l’omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l’incidente per condotte di particolare pericolosità (eccesso di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio). La pena può però aumentare della metà se a morire è più di una persona: in quel caso il colpevole rischia fino a 18 anni di carcere. Ecco le altre novità del testo approvato alla Camera. Lesioni stradali. Aumentano le pene se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Se invece il colpevole ha un tasso alcolemico fino a 0,8 g/l o se l’incidente è causato da manovre pericolose la reclusione sarà da 1 anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime. Gli autisti dei Tir. L’ipotesi più grave di omicidio stradale (e di lesioni) si applica ai camionisti e agli autisti di autobus anche in presenza di un tasso alcol emico sopra gli 0,8 g/l. La fuga dopo l’incidente. Se il conducente fugge dopo l’incidente scatta l’aumento di pena da un terzo a due terzi, e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e a 3 anni per le lesioni. Altre aggravanti sono previste se vi è la morte o lesioni di più persone oppure se si è alla guida senza patente o senza assicurazione. La pena è invece diminuita fino alla metà quando l’incidente è avvenuto anche per colpa della vittima. Revoca della patente. In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 anni (omicidio) o 5 anni (lesioni). Tale termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente è fuggito dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca. Non sono di poco conto le modifiche incluse alla Camera, rispetto al testo approvato dal Senato, nella legge che introduce l’omicidio stradale e le lesioni personali stradali. La seconda lettura ha infatti definito le due fattispecie specifiche perché, in prima lettura, uccidere una o più persone guidando sotto l’effetto di stupefacenti o avendo superato il tasso alcolemico consentito, rimaneva un’aggravante del reato di omicidio colposo. La legge prevede una serie di aggravanti in presenza di infrazioni al codice della strada come l’eccesso di velocità o le manovre pericolose, guida senza patente e senza copertura assicurativa. Il passaggio a Montecitorio ha infine ridotto il ricorso all’arresto obbligatorio in flagranza di reato solo nei casi più gravi di ubriachezza e di inabilità psicofisica dovuta all’uso di droghe. Per queste modifiche la legge torna al Senato per la terza lettura. In Italia ogni anno oltre 4.000 persone perdono la vita in seguito a scontri stradali. Si può stimare che almeno un terzo di questi sia riconducibile alla fattispecie di omicidio stradale (fonte Istituto Superiore della Sanità). Lo scorso anno sono ci sono stati circa 600 gli omicidi con arma da fuoco o da taglio. (Antonio Manzo – Il Mattino)

L’omicidio stradale è reato, ma per la legge bisogna aspettare fine anno: la Camera ha votato l'introduzione del nuovo reato nel codice penale ma il testo, approvato a Montecitorio con il no di Sel e l'astensione di M5S e Fi, dovrà tornare al Senato in quanto ha subito delle modifiche rispetto a quello approvato a Palazzo Madama. Entro l’anno il via libera, assicurano il vice ministro Riccardo Nencini (Infrastrutture) e il sottosegretario Cosimo Ferri (Giustizia). Arriva il nuovo reato ma resta la pena già prevista oggi (da 2 a 7 anni) nell'ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada. Chi uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe, rischierà da 8 a 12 anni di carcere. Sarà punito con la reclusione da 5 a 10 anni l'omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l'incidente per condotte di particolare pericolosità (eccesso di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio). La pena può però aumentare della metà se a morire è più di una persona: in quel caso il colpevole rischia fino a 18 anni di carcere. Ecco le altre novità del testo approvato alla Camera. Lesioni stradali. Aumentano le pene se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Se invece il colpevole ha un tasso alcolemico fino a 0,8 g/l o se l'incidente è causato da manovre pericolose la reclusione sarà da 1 anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime. Gli autisti dei Tir. L'ipotesi più grave di omicidio stradale (e di lesioni) si applica ai camionisti e agli autisti di autobus anche in presenza di un tasso alcol emico sopra gli 0,8 g/l. La fuga dopo l’incidente. Se il conducente fugge dopo l'incidente scatta l'aumento di pena da un terzo a due terzi, e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l'omicidio e a 3 anni per le lesioni. Altre aggravanti sono previste se vi è la morte o lesioni di più persone oppure se si è alla guida senza patente o senza assicurazione. La pena è invece diminuita fino alla metà quando l'incidente è avvenuto anche per colpa della vittima. Revoca della patente. In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 anni (omicidio) o 5 anni (lesioni). Tale termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente è fuggito dopo l'omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca. Non sono di poco conto le modifiche incluse alla Camera, rispetto al testo approvato dal Senato, nella legge che introduce l’omicidio stradale e le lesioni personali stradali. La seconda lettura ha infatti definito le due fattispecie specifiche perché, in prima lettura, uccidere una o più persone guidando sotto l'effetto di stupefacenti o avendo superato il tasso alcolemico consentito, rimaneva un'aggravante del reato di omicidio colposo. La legge prevede una serie di aggravanti in presenza di infrazioni al codice della strada come l'eccesso di velocità o le manovre pericolose, guida senza patente e senza copertura assicurativa. Il passaggio a Montecitorio ha infine ridotto il ricorso all'arresto obbligatorio in flagranza di reato solo nei casi più gravi di ubriachezza e di inabilità psicofisica dovuta all’uso di droghe. Per queste modifiche la legge torna al Senato per la terza lettura. In Italia ogni anno oltre 4.000 persone perdono la vita in seguito a scontri stradali. Si può stimare che almeno un terzo di questi sia riconducibile alla fattispecie di omicidio stradale (fonte Istituto Superiore della Sanità). Lo scorso anno sono ci sono stati circa 600 gli omicidi con arma da fuoco o da taglio. (Antonio Manzo – Il Mattino)