Il tenore nolano Raffaele Sepe canterà nel “Requiem” di Verdi alla presenza di Papa Francesco

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Mauro Romano – Nella Basilica Papale di San Paolo, fuori dalle mura di Roma – Piazzale San Paolo, 1 – venerdì 30 ottobre, a partire dalle ore 21,00, vi sarà la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, da parte del Coro e Orchestra dell’IlluminArt Phlharmonic (Giappone) e Coro e Orchestra di Roma, Sinfonietta (Italia). Direttore d’Orchestra: Tomomi Nishimoto; Tenore: Raffaele Sepe; Basso: Mariano Buccino.
L’evento – L’Arte salva l’Arte, Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra – è stato organizzato dalla fondazione “Pro Musica e Arte sana”, in occasione del decennale della morte di Giovanni Paolo II. Vi sarà la presenza di Papa Francesco. Per il tenore nolano Raffaele Sepe, la partecipazione a questa magnifica quanto importante opera, rappresenta la realizzazione di un sogno. Infatti ci dice: “Ho debuttato questo magnifico ruolo di tenore solo ad Harvard, negli Stati Uniti. Questa sarà la volta per il mio debutto italiano. È sarà speciale per la musica ma anche per la presenza del Santo Padre. È un’emozione unica, un evento che difficilmente mi ricapiterà. Sembra un sogno: il ragazzo di Piazzolla di Nola che canta per Papa Francesco. La cosa da un lato mi fa sorridere, ma più forte è un’emozione che mi riscalda il cuore! Ma c’è di più! Io sono convinto che cantare il “Requiem” è come conversare con Dio. La musica diventa preghiera ed io mi sento isolato dal mondo. È Dio che ascolta la voce dell’anima in un qualcosa di magico”. Momento fantastico, quindi, per il Sepe, che è reduce da due altre importantissime interpretazioni, come lui stesso ci dettaglia. “A Bologna lo scorso 9 ottobre ha cantato una “Carmen” in forma di concerto. È stato un inizio, visto che sono stato lontano dalla scena per un virus maledetto che ha debilitato la capacità polmonare e mi ha tenuto lontano dal canto per quasi due anni. Ma la caparbietà, l’amore per la musica ed anche una mano di Dio, hanno voluto che io andassi avanti. Quindi la Carmen e stato un inizio … o un re-inizio. E prosegue: “Poi ho avuto l’opportunità di cantare il ruolo di Luigi nel “Tabarro” di Puccini lo scorso 25 ottobre a Padova, grazie al grande soprano Mara Zampieri. Ed anche questo è stato un successo. Adoro questo ruolo e la musica di Puccini. È la drammatica di quest’opera che me lo fa amare tanto! Questo Giovane ragazzo, Luigi, è tormentato dall’amore di Giorgetta, moglie del suo capo, Michele. Ne viene talmente ossessionato che pensa di uccidere Giorgetta. Ed è così che l’amore a volte diventa una malattia. Ed io amo i personaggi di don Jose e Luigi che, per certi versi, si assomigliano”. E, apprendiamo, notizia dell’ultima ora, che il tenore nolano Raffaele Sepe, presto sarà chiamato per un concerto in Cina. Ad majora, Rafilus, facci sognare! (Mauro Romano).Mauro Romano – Nella Basilica Papale di San Paolo, fuori dalle mura di Roma – Piazzale San Paolo, 1 – venerdì 30 ottobre, a partire dalle ore 21,00, vi sarà la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, da parte del Coro e Orchestra dell’IlluminArt Phlharmonic (Giappone) e Coro e Orchestra di Roma, Sinfonietta (Italia). Direttore d’Orchestra: Tomomi Nishimoto; Tenore: Raffaele Sepe; Basso: Mariano Buccino.
L’evento – L’Arte salva l’Arte, Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra – è stato organizzato dalla fondazione “Pro Musica e Arte sana”, in occasione del decennale della morte di Giovanni Paolo II. Vi sarà la presenza di Papa Francesco. Per il tenore nolano Raffaele Sepe, la partecipazione a questa magnifica quanto importante opera, rappresenta la realizzazione di un sogno. Infatti ci dice: “Ho debuttato questo magnifico ruolo di tenore solo ad Harvard, negli Stati Uniti. Questa sarà la volta per il mio debutto italiano. È sarà speciale per la musica ma anche per la presenza del Santo Padre. È un’emozione unica, un evento che difficilmente mi ricapiterà. Sembra un sogno: il ragazzo di Piazzolla di Nola che canta per Papa Francesco. La cosa da un lato mi fa sorridere, ma più forte è un’emozione che mi riscalda il cuore! Ma c’è di più! Io sono convinto che cantare il “Requiem” è come conversare con Dio. La musica diventa preghiera ed io mi sento isolato dal mondo. È Dio che ascolta la voce dell’anima in un qualcosa di magico”. Momento fantastico, quindi, per il Sepe, che è reduce da due altre importantissime interpretazioni, come lui stesso ci dettaglia. “A Bologna lo scorso 9 ottobre ha cantato una “Carmen” in forma di concerto. È stato un inizio, visto che sono stato lontano dalla scena per un virus maledetto che ha debilitato la capacità polmonare e mi ha tenuto lontano dal canto per quasi due anni. Ma la caparbietà, l’amore per la musica ed anche una mano di Dio, hanno voluto che io andassi avanti. Quindi la Carmen e stato un inizio … o un re-inizio. E prosegue: “Poi ho avuto l’opportunità di cantare il ruolo di Luigi nel “Tabarro” di Puccini lo scorso 25 ottobre a Padova, grazie al grande soprano Mara Zampieri. Ed anche questo è stato un successo. Adoro questo ruolo e la musica di Puccini. È la drammatica di quest’opera che me lo fa amare tanto! Questo Giovane ragazzo, Luigi, è tormentato dall’amore di Giorgetta, moglie del suo capo, Michele. Ne viene talmente ossessionato che pensa di uccidere Giorgetta. Ed è così che l’amore a volte diventa una malattia. Ed io amo i personaggi di don Jose e Luigi che, per certi versi, si assomigliano”. E, apprendiamo, notizia dell’ultima ora, che il tenore nolano Raffaele Sepe, presto sarà chiamato per un concerto in Cina. Ad majora, Rafilus, facci sognare! (Mauro Romano).