Affarismi e collusioni, l’Associazione Caponnetto nella Terra dei Fuochi con la nuova legge sugli ecoreati.

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– di Salvatore Caccaviello-
Con la partecipazione del Governatore della Campania Vincenzo De Luca, il Prefetto di Napoli Gerarda Maria Pantalone, Luisa Bossa (Commissione Antimafia), Salvatore Micillo (Commissione Ambiente) , i Magistrati Cesare Sirignano (Direzione Nazionale Antimafia), Antonio Esposito (Corte di Cassazione), Franco Greco (Procuratore capo Napoli Nord) e Alessandro Milita (DDA Napoli), il Generale Sergio Costa (Corpo Forestale dello Stato), Antonio Marfella (medici per l’Ambiente) e don Maurizio Patriciello (parroco), il Sindaco di Bacoli Josi Della Ragione, il Sindaco di Giugliano Antonio Poziello e il Vescovo di Aversa Antonio Spinillo, si terrà il prossimo venerdì 30 ottobre, con inizio alle ore 16.00, nell’epicentro degli sversamenti illegali, a Giugliano in Campania, un interessante convegno, organizzato dall’ Associazione Nazionale contro le mafie e le illegalità “Antonino Caponnetto”in collaborazione con l’Associazione Voce delle Voci onlus, e l’ Associazione Carabinieri di Giugliano. Tema dell’evento:” Bonificare il territorio significa prima di tutto bonificare la politica. Gli affarismi e le collusioni nella Terra dei Fuochi, ma anche la nuova legge sugli ecoreati, con la sua portata di novità ed i suoi limiti.” Il convegno, che si terrà al Liceo Maristi con il patrocinio del Comune di Giugliano, vede per la prima volta riuniti nell’epicentro degli sversamenti illegali, a Giugliano in Campania ,alti esponenti della Magistratura, delle Forze dell’Ordine , delle Istituzioni e della politica regionale a discutere di una problematica di primaria importanza per i nostri territori. – Ricordiamo che nell’area di Giugliano, popoloso comune a nord di Napoli, si trovano tuttora cinque milioni di ecoballe stoccate dal 2000 al 2009, con un costo per la collettività che in termini economici è pari a 16 milioni di euro l’anno ed un prezzo ben più alto, secondo i ricercatori, in termini di avvelenamenti, malattie congenite, tumori e vite umane perse. Anche l’estate scorsa il territorio è stato bersaglio di incendi ad opera della malavita organizzata, mentre sempre nuovi siti di sversamenti tossici vengono rinvenuti nella zona. Una critica situazione che non può essere ignorata assolutamente dalle ridenti località turistiche costiere. Se si pensa soltanto che dai territori dell’entroterra campano provengono innumerevoli prodotti alimentari che giungono sulle nostre tavole che potrebbero altresì essere contaminati. Tuttavia negli ultimi tempi grazie soprattutto all’opera di persone come don Patriclello l’interesse mediatico sulla Terra dei Fuochi è cresciuto in maniera esponenziale. Concreta continua ad essere la preoccupazione circa la possibilità che gli inquinanti presenti nell’aria possano arrivare al terreno e quindi al cibo. Per quello di origine vegetale la contaminazione può avvenire durante la coltivazione, attraverso l’uso di acque irrigue o per ricaduta di polveri originatesi durante i roghi. Per gli alimenti di origine animale la contaminazione può avvenire direttamente quando i capi leccano staccionate o vengono a contatto con il terreno, oppure attraverso il foraggio. – Dal 2008 la regione Campania dal 2008 segue il problema dell’inquinamento ambientale e della possibile ricaduta di sostanze tossiche negli alimenti In questo periodo sono state fatte a livello regionale e nazionale più di 2000 campionamenti. Le analisi sono condotte sulle materie prime, in modo da prevenire la diffusione della contaminazione. Quando si rilevano irregolarità tutte le partite vengono eliminate e non finiscono nel ciclo produttivo. Secondo gli esperti necessiterebbe una mappatura dei terreni. Affinché si abbia la certezza che in determinate aree non si coltivi, arginando i terreni contaminati quindi salvare e rilanciare quello che è sano. Il Governo ha recentemente annunciato lo stanziamento di 450 milioni di euro per le bonifiche di questi siti e di Bagnoli. Sebbene forti dubbi rimangono circa i metodi da seguire per la messa in sicurezza dei territori e degli abitanti nonché sui sistemi di controllo messi in campo per evitare che intorno ai finanziamenti siano in campo imprese riferibili alla malavita organizzata. – 28 ottobre 2015 – fonti: La voce delle voci, Il Fatto alimentare.- di Salvatore Caccaviello-
Con la partecipazione del Governatore della Campania Vincenzo De Luca, il Prefetto di Napoli Gerarda Maria Pantalone, Luisa Bossa (Commissione Antimafia), Salvatore Micillo (Commissione Ambiente) , i Magistrati Cesare Sirignano (Direzione Nazionale Antimafia), Antonio Esposito (Corte di Cassazione), Franco Greco (Procuratore capo Napoli Nord) e Alessandro Milita (DDA Napoli), il Generale Sergio Costa (Corpo Forestale dello Stato), Antonio Marfella (medici per l’Ambiente) e don Maurizio Patriciello (parroco), il Sindaco di Bacoli Josi Della Ragione, il Sindaco di Giugliano Antonio Poziello e il Vescovo di Aversa Antonio Spinillo, si terrà il prossimo venerdì 30 ottobre, con inizio alle ore 16.00, nell’epicentro degli sversamenti illegali, a Giugliano in Campania, un interessante convegno, organizzato dall’ Associazione Nazionale contro le mafie e le illegalità “Antonino Caponnetto”in collaborazione con l’Associazione Voce delle Voci onlus, e l’ Associazione Carabinieri di Giugliano. Tema dell’evento:” Bonificare il territorio significa prima di tutto bonificare la politica. Gli affarismi e le collusioni nella Terra dei Fuochi, ma anche la nuova legge sugli ecoreati, con la sua portata di novità ed i suoi limiti.” Il convegno, che si terrà al Liceo Maristi con il patrocinio del Comune di Giugliano, vede per la prima volta riuniti nell’epicentro degli sversamenti illegali, a Giugliano in Campania ,alti esponenti della Magistratura, delle Forze dell’Ordine , delle Istituzioni e della politica regionale a discutere di una problematica di primaria importanza per i nostri territori. – Ricordiamo che nell’area di Giugliano, popoloso comune a nord di Napoli, si trovano tuttora cinque milioni di ecoballe stoccate dal 2000 al 2009, con un costo per la collettività che in termini economici è pari a 16 milioni di euro l’anno ed un prezzo ben più alto, secondo i ricercatori, in termini di avvelenamenti, malattie congenite, tumori e vite umane perse. Anche l’estate scorsa il territorio è stato bersaglio di incendi ad opera della malavita organizzata, mentre sempre nuovi siti di sversamenti tossici vengono rinvenuti nella zona. Una critica situazione che non può essere ignorata assolutamente dalle ridenti località turistiche costiere. Se si pensa soltanto che dai territori dell’entroterra campano provengono innumerevoli prodotti alimentari che giungono sulle nostre tavole che potrebbero altresì essere contaminati. Tuttavia negli ultimi tempi grazie soprattutto all’opera di persone come don Patriclello l’interesse mediatico sulla Terra dei Fuochi è cresciuto in maniera esponenziale. Concreta continua ad essere la preoccupazione circa la possibilità che gli inquinanti presenti nell’aria possano arrivare al terreno e quindi al cibo. Per quello di origine vegetale la contaminazione può avvenire durante la coltivazione, attraverso l’uso di acque irrigue o per ricaduta di polveri originatesi durante i roghi. Per gli alimenti di origine animale la contaminazione può avvenire direttamente quando i capi leccano staccionate o vengono a contatto con il terreno, oppure attraverso il foraggio. – Dal 2008 la regione Campania dal 2008 segue il problema dell’inquinamento ambientale e della possibile ricaduta di sostanze tossiche negli alimenti In questo periodo sono state fatte a livello regionale e nazionale più di 2000 campionamenti. Le analisi sono condotte sulle materie prime, in modo da prevenire la diffusione della contaminazione. Quando si rilevano irregolarità tutte le partite vengono eliminate e non finiscono nel ciclo produttivo. Secondo gli esperti necessiterebbe una mappatura dei terreni. Affinché si abbia la certezza che in determinate aree non si coltivi, arginando i terreni contaminati quindi salvare e rilanciare quello che è sano. Il Governo ha recentemente annunciato lo stanziamento di 450 milioni di euro per le bonifiche di questi siti e di Bagnoli. Sebbene forti dubbi rimangono circa i metodi da seguire per la messa in sicurezza dei territori e degli abitanti nonché sui sistemi di controllo messi in campo per evitare che intorno ai finanziamenti siano in campo imprese riferibili alla malavita organizzata. – 28 ottobre 2015 – fonti: La voce delle voci, Il Fatto alimentare.