ATRANI RECUPERATE 31 AUTO. PER FRANCESCA RICERCHE SULLA SPIAGGIA CON IL GEORADAR

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Atrani, costiera amalfitana. Trentuno automobili e cinquanta scooter tirati fuori dal fango. Ma di Francesca Mansi ancora nessuna traccia. Anche il settimo giorno di ricerche non ha sortito alcun effetto e mentre oramai sono stati recuperati tutti i mezzi meccanici scaraventati in mare e sulla spiaggia dalla furia distruttrice del fango, della barista non si hanno notizie. Le ricerche, a questo punto, come emerso dalla riunione che si è tenuta presso il centro operativo comunale, si concentreranno sull’arenile. E’ proprio lì, a detta degli esperti, che potrebbe trovarsi il corpo della venticinquenne, trascinato dal fiume di melma che, nel tardo pomeriggio del 9 settembre, ha attraversato e sfigurato Atrani. La sabbia, dopo essere stata sistemata, sará scandagliata con un georadar. «Sará necessario – spiega l’assessore regionale alla Protezione civile Edoardo Cosenza – riportare in piano il suolo: le montagne di fango e di sabbia attualmente presenti non permetterebbero al georadar di funzionare correttamente. Si tratta di un sofisticato sistema di indagine del sottosuolo a piccole profonditá. Attraverso la riflessione di onde elettromagnetiche il sistema rileva le discontinuitá nel sottosuolo. Al termine di questa indagine si mapperanno le anomalie riscontrate e poi si procederá allo scavo». Una fiducia condivisa anche dall’assessore comunale ai Lavori pubblici, Valeria Gambardella. «Fino ad oggi, una volta accertato che Francesca non era nella piazza – evidenzia – l’abbiamo cercata con tutti i mezzi e le forze disponibili sia sul tratto di spiaggia che nello specchio d’acqua antistante il lungomare, purtroppo senza esiti positivi. Speriamo che il georadar possa aiutarci ad individuarla. Nel frattempo sono state pianificate tutte le operazioni di somma urgenza con tempestivitá – aggiunge Gambardella – dalla sistemazione impiantistica alla messa in sicurezza e copertura dell’alveo. Al momento stiamo per concludere, anche raccordandoci con il vicino comune di Scala, la programmazione delle attivitá volte innanzitutto ad abbattere il rischio a valle». La speranza che la natura, così crudele con Francesca, restituisca almeno il suo corpo, la nutrono pure i familiari e gli amici. Che, ieri sera, hanno organizzato una veglia di preghiera in piazza Umberto I, lo slargo assurto a simbolo di una tragedia annunciata. Stavolta il dito è puntato contro gli incendi boschivi. A dare una spiegazione è Franco Ortolani, direttore del Dipartimento di pianificazione e scienza del territorio dell’Universitá Federico II di Napoli, in una relazione tecnica pubblicata dal quotidiano ecologista Terra. «La devastazione di Atrani è attribuibile alle frane rapide sviluppatesi lungo i versanti montani che solitamente vengono devastati dagli incendi». In segno di lutto e solidarietá, infine, l’Autoritá Portuale di Salerno, che ha organizzato il Sea Sun 2010, ha deciso di annullare gli spettacoli nei tre giorni di manifestazione e di devolvere alla popolazione di Atrani il budget. Gaetano de Stefano