COME FUNZIONA LA NUOVA DISOCCUPAZIONE? PATRONATO E CENTRO PER L’IMPIEGO IN COSTA D’AMALFI PROVANO A SPIEGARCELO.

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Caos e disinformazione per il lavoratore stagionale che vuole conoscere la nuova disoccupazione NASPI, in vigore dal primo Maggio di quest’anno. Come funziona? Cercherò di riassumere concretamente il contenuto sia della circolare 94 che la successiva 142, le quali risultano di complessa interpretazione per gli stessi operatori INPS e del Centro per l’Impiego di Maiori (che ringrazio per la collaborazione ed il confronto nel merito tecnico della normativa) nella speranza di schiarire le idee, il più possibile ed in via definitiva, ai tanti lavoratori che si apprestano ad affrontare la domanda nei prossimi giorni.
Il requisito appare a primo impatto abbastanza facile da raggiungere: tredici settimane di contribuzione negli ultimi quattro anni dalla data dell’ultimo licenziamento e almeno trenta giornate nell’anno corrente.
La novità essenziale della nuova NASPI ( o se preferiamo la trappola ) consiste nella durata della prestazione. A qualsiasi lavoratore spetterà infatti esattamente la metà delle settimane che ha lavorato nell’anno in corso. Abbiamo già visto che dalla data del licenziamento si andrà indietro di quattro anni nel conteggio dei contributi utili, ma in questi stessi quattro anni i periodi già sfruttati ai fini delle passate ASPI, MINI ASPI, DS Ordinaria o Requisiti Ridotti, vengono di fatto annullati e non considerati.
In risposta a proteste ed istanze anche attraverso le piattaforme informatiche è successivamente arrivata ad Agosto una circolare ”salvagente” per tamponare almeno per questo anno 2015. Si concede infatti di recuperare dei periodi nei quattro anni precedenti il licenziamento o di estendere il calcolo oltre il quadriennio attraverso un complesso calcolo di proporzionalità tra periodi fruiti di disoccupazione e settimane lavorate. In poche parole, specie chi non ha mai utilizzato le settimane di contribuzione per la disoccupazione o chi semplicemente ha sempre seguito con costanza la formula di sei mesi di lavoro dipendente più sei mesi di disoccupazione, ha la possibilità di non ritrovarsi solo tre mesi di naspi ma qualche mese in più, a seconda dei singoli casi.
Un salvagente che tuttavia vale solo per quest’anno! Dal prossimo infatti i lavoratori dovranno rassegnarsi a percepire la metà esatta di quanto hanno contribuito (ES. 6 mesi di lavoro = 3 mesi di NASPI). Un contesto davvero difficile quello che dunque si prospetta nell’immediato futuro e che lascia intendere quanto sia importante aderire ai movimenti di protesta o ad iniziative come la manifestazione nazionale dei lavoratori stagionali che si terrà a Roma il prossimo 12 Novembre.
Non molto cambia per quanto riguarda invece il calcolo dell’indennità NASPI. SI baserà ancora sulla media della retribuzione ma degli ultimi quattro anni, ricalcolata al 75 per cento. Per ogni anno andrà moltiplicata la durata dei mesi di lavoro al lordo in busta paga, la somma finale divisa per le settimane complessive di tutti e quattro gli anni, poi ancora il risultato moltiplicato per il coefficiente 4,33. Avremo così la nostra NASPI di cui va considerato solo il 75 % e ovviamente al lordo delle trattenute IRPEF. Il massimo della prestazione sarà di 1300 euro, mentre la cifra nel calcolo della retribuzione media superiore a 1195 sarà calcolata a parte per il 25 per cento ( es. media retributiva 1690, 1690 -1195=495, 495×25/ 100= 123, NASPI calcolata precedentemente su 1195 + 123= calcolo definitivo).
Inoltre si ricorda che la durata massima della NASPI fino al 01/01/2017 sarà di 24 mesi, mentre a decorrere dal primo giorno del quinto mese di fruizione dell’indennità, l’importo della naspi verrà ridotto progressivamente del 3% al mese.
Resta invariato il diritto alla disoccupazione anche per gli apprendisti o soci di cooperative , mentre gli ultracinquantenni non avranno più diritto ad una maggiore durata della prestazione. I periodi di malattia e infortunio continueranno ad estendere il periodo di calcolo non costituendo quindi un grosso problema e poco o nulla cambia anche per le lavoratrici in maternità rispetto al vecchio sistema.
La domanda, al solito, si potrà inoltrare entro 68 giorni (ma è meglio non far passare più di 8 giorni dalla data di licenziamento per evitare penalizzazioni nel calcolo del periodo ), attraverso il proprio codice PIN o avvalendosi dell’assistenza dei patronati. Obbligatorio presentare al CPI competente la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro prima della domanda. Per i lavoratori nel settore alberghiero che risultano già iscritti negli anni passati al collocamento non sarà un problema inoltrare la propria DID direttamente online all’atto stesso della domanda di Naspi sia essa inoltrata col PIN personale che tramite un Patronato. Matteo CobaltoCaos e disinformazione per il lavoratore stagionale che vuole conoscere la nuova disoccupazione NASPI, in vigore dal primo Maggio di quest’anno. Come funziona? Cercherò di riassumere concretamente il contenuto sia della circolare 94 che la successiva 142, le quali risultano di complessa interpretazione per gli stessi operatori INPS e del Centro per l’Impiego di Maiori (che ringrazio per la collaborazione ed il confronto nel merito tecnico della normativa) nella speranza di schiarire le idee, il più possibile ed in via definitiva, ai tanti lavoratori che si apprestano ad affrontare la domanda nei prossimi giorni.
Il requisito appare a primo impatto abbastanza facile da raggiungere: tredici settimane di contribuzione negli ultimi quattro anni dalla data dell’ultimo licenziamento e almeno trenta giornate nell’anno corrente.
La novità essenziale della nuova NASPI ( o se preferiamo la trappola ) consiste nella durata della prestazione. A qualsiasi lavoratore spetterà infatti esattamente la metà delle settimane che ha lavorato nell’anno in corso. Abbiamo già visto che dalla data del licenziamento si andrà indietro di quattro anni nel conteggio dei contributi utili, ma in questi stessi quattro anni i periodi già sfruttati ai fini delle passate ASPI, MINI ASPI, DS Ordinaria o Requisiti Ridotti, vengono di fatto annullati e non considerati.
In risposta a proteste ed istanze anche attraverso le piattaforme informatiche è successivamente arrivata ad Agosto una circolare ”salvagente” per tamponare almeno per questo anno 2015. Si concede infatti di recuperare dei periodi nei quattro anni precedenti il licenziamento o di estendere il calcolo oltre il quadriennio attraverso un complesso calcolo di proporzionalità tra periodi fruiti di disoccupazione e settimane lavorate. In poche parole, specie chi non ha mai utilizzato le settimane di contribuzione per la disoccupazione o chi semplicemente ha sempre seguito con costanza la formula di sei mesi di lavoro dipendente più sei mesi di disoccupazione, ha la possibilità di non ritrovarsi solo tre mesi di naspi ma qualche mese in più, a seconda dei singoli casi.
Un salvagente che tuttavia vale solo per quest’anno! Dal prossimo infatti i lavoratori dovranno rassegnarsi a percepire la metà esatta di quanto hanno contribuito (ES. 6 mesi di lavoro = 3 mesi di NASPI). Un contesto davvero difficile quello che dunque si prospetta nell’immediato futuro e che lascia intendere quanto sia importante aderire ai movimenti di protesta o ad iniziative come la manifestazione nazionale dei lavoratori stagionali che si terrà a Roma il prossimo 12 Novembre.
Non molto cambia per quanto riguarda invece il calcolo dell’indennità NASPI. SI baserà ancora sulla media della retribuzione ma degli ultimi quattro anni, ricalcolata al 75 per cento. Per ogni anno andrà moltiplicata la durata dei mesi di lavoro al lordo in busta paga, la somma finale divisa per le settimane complessive di tutti e quattro gli anni, poi ancora il risultato moltiplicato per il coefficiente 4,33. Avremo così la nostra NASPI di cui va considerato solo il 75 % e ovviamente al lordo delle trattenute IRPEF. Il massimo della prestazione sarà di 1300 euro, mentre la cifra nel calcolo della retribuzione media superiore a 1195 sarà calcolata a parte per il 25 per cento ( es. media retributiva 1690, 1690 -1195=495, 495×25/ 100= 123, NASPI calcolata precedentemente su 1195 + 123= calcolo definitivo).
Inoltre si ricorda che la durata massima della NASPI fino al 01/01/2017 sarà di 24 mesi, mentre a decorrere dal primo giorno del quinto mese di fruizione dell’indennità, l’importo della naspi verrà ridotto progressivamente del 3% al mese.
Resta invariato il diritto alla disoccupazione anche per gli apprendisti o soci di cooperative , mentre gli ultracinquantenni non avranno più diritto ad una maggiore durata della prestazione. I periodi di malattia e infortunio continueranno ad estendere il periodo di calcolo non costituendo quindi un grosso problema e poco o nulla cambia anche per le lavoratrici in maternità rispetto al vecchio sistema.
La domanda, al solito, si potrà inoltrare entro 68 giorni (ma è meglio non far passare più di 8 giorni dalla data di licenziamento per evitare penalizzazioni nel calcolo del periodo ), attraverso il proprio codice PIN o avvalendosi dell’assistenza dei patronati. Obbligatorio presentare al CPI competente la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro prima della domanda. Per i lavoratori nel settore alberghiero che risultano già iscritti negli anni passati al collocamento non sarà un problema inoltrare la propria DID direttamente online all’atto stesso della domanda di Naspi sia essa inoltrata col PIN personale che tramite un Patronato. Matteo Cobalto

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