Intervista a Stefania Gentile, a cura di Maurizio Vitiello.

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Maurizio Vitiello ha intervistato Stefania Gentile sul tema del verde. 

 

MV – L’Italia è un paese ricchissimo di bellezze. Quelle naturali, talvolta, non vengono curate, tenute bene, tutelate efficacemente; insomma, vengono dimenticate per ignoranza, incuria, inciviltà?

SG – Assolutamente si. Soprattutto perché non c’è una vera cultura del verde, che viene affidato sempre più spesso a incompetenti e improvvisatori.

 

MV – Il verde è importante in un paese, in una città, in una regione. Il verde dovrebbe sempre essere tenuto da conto. Il verde è il nostro domani?

SG – Di questo passo ho grossi dubbi che possa essere il nostro domani, siamo in pochi a conoscerlo, a difenderlo e a saperlo curare. E’, infatti, la nostra più grande aspirazione poter contribuire a pieno titolo affinché ciò possa avvenire.

 

MV – Il verde in Italia richiede tempo e denaro?

SG – Soprattutto attenzione … tempo impiegato bene e denaro pubblico, che troppo spesso, falsamente viene ”investito” per finalità diverse dal bene comune.

 

MV – Quali enti o società difendono valorizzano il verde?

SG – Perdonami per la franchezza e per la presunzione: aziende come Royal Garden, che impegnano tutta la loro professionalità e conoscenza per realizzare opere a verde di alta qualità.

 

MV – In Campania e a Napoli, in particolare, come si presenta la situazione-verde?

SG – Lo sai meglio di me. Siamo a Napoli, al sud e tutto diventa precario, complicato e difficile.

 

MV – Da tempo, t’interessi e curi la comunicazione e le public relations di una società molto importante nel campo. Con quali soddisfazioni?

SG – Per la Royal Garden, azienda che progetta e realizza giardini, specializzata in quelli storici. Mi pregio di farne parte, per l’onorato successo che il suo fondatore,il Dott. Antonio Maisto,riceve costantemente per il suo operato e perché condivido profondamente politiche e filosofie aziendali.

 

MV – Che significa operare ”nel verde”?

SG – Significa avere una profonda conoscenza della materia che avviene attraverso un costante e serio lavoro di studio e di rigore filologico. Essere innovativi, usare nuove tecnologie per esaltare al meglio la tradizione e la nostra storia.

 

MV – Quali le differenze operative tra Napoli, Campania e le altre zone italiane?

SG – Innumerevoli, entreremmo troppo in un filone politico e di fazione …

 

MV – Il verde può diventare architettura d’ambiente o ambiente saggiamente costruito; in quali luoghi si trovano eccezionalità e quali luoghi sono stati maggiormente tutelati?

SG – Sicuramente si. L’Italia è piena di eccezionalità,più tutelate al nord, per i motivi di cui sopra, ma il problema, comunque, è la scarsità degli operatori capaci di restituire vigore e bellezza a qualcosa che il tempo ha cambiato. E’ come riprendere una tela d’autore lisa dal tempo e riconsegnarla alla grandiosità del suo tempo.

 

MV – Quali “architetti del verde” potrebbero migliorare la situazione?

SG – Più aziende come Royal Garden che fanno del proprio lavoro la loro passione.

 

MV – A Napoli, si dice, si dovrebbe svolgere un meeting con le migliori e più importanti società private votate a migliorare l’ambiente natura. Risponde al vero?

SG –A Napoli? Che utopia!!!!!!!!!!!! 

 

MV – Napoli potrebbe diventare una “serra”, a prescindere dal magnifico “Orto Botanico” che detiene?

SG –Tutto potrebbe … senza prescindere dal magnifico”Orto Botanico”, che tanto magnifico non lo è più, per la scarsa manutenzione che riceve. Tutto questo, purtroppo, fa di questo Paese, splendido e ricco di grandiosità, la mediocrità che ci meritiamo …

 

MV – Futuro col verde o nel verde?

SG –Mi basterebbe col verde, come hai detto tu, saggiamente costruito. Spero di poterci credere ancora.