Momento poetico cilentano, fate largo, passa ora il ciclista

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Uno strano cavaliere
 s’aggira pei borghi e per le calli
 velocemente corre pei colli e per le valli…
 Di metallo il destriere
 che non vuole sella ma sellino
 Nè staffe, nè redini a guidarlo sul cammino.
 Come fulmine lui si lancia
 giù per il declivio periglioso
 che subito a risalir caparbio
 s’appressa alla scalata dell’alto monte impervio,
 quasi fosse un nemico che sfida alla battaglia.
 Forzando il suo particolar corsiero
 l’erto sentier ne doma, tortuoso e serpeggiante
 e giunto sulla vetta, infin vi trova meta,
 sì tanto agognata e vinta.
 Sempre sulla strada, timor non ha di Eolo
 nonostante gli soffi in faccia,
 nè pioggia, nè calore ed il freddo ancor di meno
 potranno mai fiaccarlo, anzi più ne attinge sprone
 a perseguir l’amato agone.
 La gente lo porta in cuore ed ha il suo nome bene in vista,
 al suo passaggio in borgo, amiche voci per lui si levano:
– Fate largo, fate largo! Egli è qui, passa ora “IL CICLISTA” –

Vincenzo Abatiello

Uno strano cavaliere
 s'aggira pei borghi e per le calli
 velocemente corre pei colli e per le valli…
 Di metallo il destriere
 che non vuole sella ma sellino
 Nè staffe, nè redini a guidarlo sul cammino.
 Come fulmine lui si lancia
 giù per il declivio periglioso
 che subito a risalir caparbio
 s'appressa alla scalata dell'alto monte impervio,
 quasi fosse un nemico che sfida alla battaglia.
 Forzando il suo particolar corsiero
 l'erto sentier ne doma, tortuoso e serpeggiante
 e giunto sulla vetta, infin vi trova meta,
 sì tanto agognata e vinta.
 Sempre sulla strada, timor non ha di Eolo
 nonostante gli soffi in faccia,
 nè pioggia, nè calore ed il freddo ancor di meno
 potranno mai fiaccarlo, anzi più ne attinge sprone
 a perseguir l'amato agone.
 La gente lo porta in cuore ed ha il suo nome bene in vista,
 al suo passaggio in borgo, amiche voci per lui si levano:
– Fate largo, fate largo! Egli è qui, passa ora "IL CICLISTA" –

Vincenzo Abatiello