Sorrento presunto stupro in discoteca, ieri la testimonianza di Jenna l’americana violentata

0

Sorrento. «Sono stati loro due, li riconosco». Jenna ha 25 anni, è un’americana di New York. In estate era in vacanza a Sorrento, aveva pagato con i suoi risparmi quel viaggio che sognava da anni. Ma mai avrebbe immaginato di doversi ritrovare in un’aula di un tribunale italiano per raccontare la violenza sessuale subita da due ragazzi più giovani di lei. Ieri mattina infatti, nell’aula gip del palazzo di giustizia di Torre Annunziata, la 25enne si è trovata a prendere parte all’incidente probatorio richiesto dall’accusa – la pm Mariangela Magariello – per la violenza sessuale denunciata dalla turista il 28 luglio scorso. Per questo episodio sono in carcere Riccardo Capece, studente 20enne residente a Caserta e Francesco Franchini, 22enne di San Nicola la Strada, ex calciatore del Gladiator che aveva già una denuncia simile nel suo passato. Lucida e convinta, la ragazza ha raccontato tutti i fatti, spesso è scesa nei particolari, ma non si è mai piegata. Ha pianto, più di una volta, ripensando a quella serata «terribile», ha scambiato qualche sguardo con la madre che l’ha accompagnata in Italia, e ha risposto in maniera garbata e decisa; non parla italiano, ma accanto a lei c’era una interprete. Da ieri è assistita con una procura speciale dall’avvocato Gennaro Ausiello, che ha già annunciato la costituzione di parte civile nell’eventuale processo. Jenna non ha avuto dubbi nell’dentificare i due: si è alzata dalla sedia, si è girata verso il gabbiotto e ha indicato Capece e Franchini, spiegando le violenze subite dai due. Secondo la ricostruzione infatti, Jenna e Franchini avrebbero ballato, chiacchierato un po’, bevuto qualche drink. «Ero brilla, ma non ubriaca – ha precisato – e soprattutto non ero consenziente». In supporto al racconto della giovane poi, ci sono alcuni filmati dell’antibagno del locale di Sorrento, acquisiti dai carabinieri e ora agli atti. Dopo aver fumato una sigaretta e scambiato qualche effusione con Franchini, il 22enne avrebbe trascinato la turista nella toilette e con violenza, le avrebbe imposto un rapporto sessuale. «Fino a quel momento, lui si era comportato da vero gentleman» ha aggiunto la giovane. Sul luogo dell’accaduto sarebbero state ritrovate anche tracce ematiche, compatibili con la violenza. Dopo l’allarme lanciato dall’amica della 25enne, sarebbe subentrato anche Capece: di nuovo trascinata in bagno, stavolta dai due giovani, la ragazza sarebbe stata costretta a un rapporto orale con il 20enne. Qualche piccola contraddizione sarebbe emersa solo sulla durata dei fatti: 10-15 minuti secondo la giovane, una quarantina secondo quanto evidenziato dal video e dall’avvocato Romolo Vigonola, difensore dell’ex calciatore. Imprecisione «comprensibile» poiché comunque la giovane ha subito un forte choc. Il lungo interrogatorio è durato oltre 5 ore, senza sosta, per scelta della ragazza che ha chiesto di rispondere dinnanzi al gip Antonio Fiorentino, che due mesi fa ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i due indagati. L’udienza si è chiusa con le richieste di trasferimento ai domiciliari sulla quale il giudice si è riservato, in attesa della formalizzazione dell’istanza contro cui l’accusa ha annunciato parere negativo. Al momento, dunque, Capece e Franchini restano in carcere. Jenna, invece, chiuderà tra qualche giorno la sua seconda vacanza italiana: «Visiterò ancora queste zone con mia madre. Ringrazio le autorità italiane per il supporto, ma chiedo che venga fatta giustizia». Dario Sautto, Il Mattino

Sorrento. «Sono stati loro due, li riconosco». Jenna ha 25 anni, è un’americana di New York. In estate era in vacanza a Sorrento, aveva pagato con i suoi risparmi quel viaggio che sognava da anni. Ma mai avrebbe immaginato di doversi ritrovare in un’aula di un tribunale italiano per raccontare la violenza sessuale subita da due ragazzi più giovani di lei. Ieri mattina infatti, nell’aula gip del palazzo di giustizia di Torre Annunziata, la 25enne si è trovata a prendere parte all’incidente probatorio richiesto dall’accusa – la pm Mariangela Magariello – per la violenza sessuale denunciata dalla turista il 28 luglio scorso. Per questo episodio sono in carcere Riccardo Capece, studente 20enne residente a Caserta e Francesco Franchini, 22enne di San Nicola la Strada, ex calciatore del Gladiator che aveva già una denuncia simile nel suo passato. Lucida e convinta, la ragazza ha raccontato tutti i fatti, spesso è scesa nei particolari, ma non si è mai piegata. Ha pianto, più di una volta, ripensando a quella serata «terribile», ha scambiato qualche sguardo con la madre che l’ha accompagnata in Italia, e ha risposto in maniera garbata e decisa; non parla italiano, ma accanto a lei c’era una interprete. Da ieri è assistita con una procura speciale dall’avvocato Gennaro Ausiello, che ha già annunciato la costituzione di parte civile nell’eventuale processo. Jenna non ha avuto dubbi nell’dentificare i due: si è alzata dalla sedia, si è girata verso il gabbiotto e ha indicato Capece e Franchini, spiegando le violenze subite dai due. Secondo la ricostruzione infatti, Jenna e Franchini avrebbero ballato, chiacchierato un po’, bevuto qualche drink. «Ero brilla, ma non ubriaca – ha precisato – e soprattutto non ero consenziente». In supporto al racconto della giovane poi, ci sono alcuni filmati dell’antibagno del locale di Sorrento, acquisiti dai carabinieri e ora agli atti. Dopo aver fumato una sigaretta e scambiato qualche effusione con Franchini, il 22enne avrebbe trascinato la turista nella toilette e con violenza, le avrebbe imposto un rapporto sessuale. «Fino a quel momento, lui si era comportato da vero gentleman» ha aggiunto la giovane. Sul luogo dell’accaduto sarebbero state ritrovate anche tracce ematiche, compatibili con la violenza. Dopo l’allarme lanciato dall’amica della 25enne, sarebbe subentrato anche Capece: di nuovo trascinata in bagno, stavolta dai due giovani, la ragazza sarebbe stata costretta a un rapporto orale con il 20enne. Qualche piccola contraddizione sarebbe emersa solo sulla durata dei fatti: 10-15 minuti secondo la giovane, una quarantina secondo quanto evidenziato dal video e dall’avvocato Romolo Vigonola, difensore dell’ex calciatore. Imprecisione «comprensibile» poiché comunque la giovane ha subito un forte choc. Il lungo interrogatorio è durato oltre 5 ore, senza sosta, per scelta della ragazza che ha chiesto di rispondere dinnanzi al gip Antonio Fiorentino, che due mesi fa ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i due indagati. L’udienza si è chiusa con le richieste di trasferimento ai domiciliari sulla quale il giudice si è riservato, in attesa della formalizzazione dell’istanza contro cui l’accusa ha annunciato parere negativo. Al momento, dunque, Capece e Franchini restano in carcere. Jenna, invece, chiuderà tra qualche giorno la sua seconda vacanza italiana: «Visiterò ancora queste zone con mia madre. Ringrazio le autorità italiane per il supporto, ma chiedo che venga fatta giustizia». Dario Sautto, Il Mattino