La notte di Manolo Gabbiadini

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In Danimarca il calcio spettacolo del Napoli 2

Un Midtjylland troppo spavaldo nell’affrontare il Napoli,concedendogli sempre campo.Poi sui gol,cè il gap tecnico.Il Midtjylland gioca con il 4-4-2 una scelta del tecnico che dura una ventina di mimnuti,con una unica punta ,quella piu’ vicina a Valdifiori,che va a togliere l’aria al regista.Ma evapora in fretta.Che dire ci hanno provato contro un grande Napoli,che ha giocato con con El Kaddouri esterno alto offensivo.Stavolta ci sono tracce di contropiede piu’ marcate,perche’ le favorisce l’avversario.Callejon è andato sempre a far male agli avversari,il gol dell’ 1-0 è stata una sua lettura diligente,che poi è figlia di esercitazione e,va detto,di una capacita’ che aiuta a fare la differenza  e che è nelle corde del giocatore spagnolo,ex Real Madrid. .È il calcio-spettacolo del Napoli Due. Da Varsavia a Herning grande orchestra azzurra. Contro il Midtjylland gioca la formazione vittoriosa in Polonia più Reina ed El Kaddouri dall’inizio. Tutta la “rosa” esalta il lavoro di Sarri che vuole sempre di più. Rimprovera Reina peri lanci lunghi. Fa il matto per il finale,ma molti azzurri sono stanchi. Fa cambi intelligenti facendo riposare Allan (59’ entra Hamsik).Manda in campo Higuain che vuole segnare e segna.Prova Strinic nel finale per fare rifiatare Ghoulam. Terza vittoria in Europa League, passaggio ai sedicesimi ipotecato. Undici gol all’attivo, uno al passivo. L’Europa League non si snobba.

Miki De Lucia

La notte di Manolo Gabbiadini l’oro di Napoli

Tanta panchina in campionato, ha sfruttato benissimo la chance offerta da Sarri in Danimarca. «Solo un po’ di stanchezza

Gabbiadini: «Non meravigliatevi, questo sono io»

Prime due reti stagionali in Europa League per Manolo Gabbiadini.L’attaccanteazzurro porta cosi a tre il totale stagionale:era gia’ andato asegno contro la Lazio in campionato nella vittoria per 5-0

Comincia con qualche difficoltà. Poi diventa devastante col suo sinistro. In scivolata sul cross di Allan, grande colpo per il raddoppio:controllo di sinistro e al volo deposita in porta una lunga palombella

– E’ la sua notte. Titolare, al centro dell’attacco, al posto di Higuain. Una doppietta da urlo, i suoi due primi sigilli stagionali in Europa League. Un bel segnale sul piano personale, la dimostrazione che Sarri può contare anche su di lui. Manolo Gabbiadini però si isola da tutto ciò che gli accade intorno, è il suo modo di reagire a pressioni e aspettative: «Non leggo i giornali, non leggo le dichiarazioni di nessuno, quando sono chiamato in causa penso a me stesso e alla squadra, penso a dare tutto quello che ho. Sono un po’ stanco, abbiamo giocato su un campo pesante e in un clima che a Napoli è insolito, e poi era da un po’ che non facevo novanta minuti. Primi nel girone? Fosse stata un’amichevole, era bello vincere a prescindere perché porta entusiasmo: perdere non fa mai bene». 
Una serata specialissima, comunque. Tra un mese la sua compagna Martina darà alla luce il loro primo bimbo: ecco il perché di quel pallone sotto la maglia a mimare il pancione.  

 
Si viaggia. Ma è finita anche questa e per l’Europa League se ne riparlerà tra due settimane: da stamani, parte l’operazione-Chievo, che nasce con il viaggio all’alba, l’atterraggio a Verona e poi lo spostamento nel ritiro di Desenzano. E’ contro turn-over, ovviamente, con il Napoli ammazzagrandi che deve inventarsi una dimensione provinciale, uscendo da un equivoco che va avanti (ormai) da anni e che in questo bimestre è costato qualcosina (un pari ad Empoli, un altro a Modena con il Carpi; la sconfitta alla prima con il Sassuolo che poi ha mostrato di avere numeri d’alta classifica). 
 
Rieccolo. Mertens decolla più o meno alla stessa ora, da Capodichino, e va ad attendere il Napoli in albergo: ha due giorni per convincere Sarri a portarlo in distinta, in campo o in panchina, però le terapie qualche risultato l’hanno dato e l’ottimismo, pur restando cauto, si ingrossa. Aver rinunciato alla trasferta ad Herning ha consentito all’esterno offensivo belga di curarsi in sede, di evitare inutile stress, di provare a recuperare per il match di domenica, che nell’economia della stagione ha priorità, come sempre. 
 
Gli undici. Ma la squadra pare fatta, annunciata dai precedenti con la Lazio, la Juventus, il Milan e la Fiorentina, sostenuta non solo dai risultati (e non è poco) ma anche dalla agilità della manovra e dalla solidità di una retroguardia che concede all’allenatore la serenità ideale per una serata che si preannuncia comunque complicata. Ed allora, recitando quasi a memoria – come nel calcio del passato – viene fuori il Napoli del 4-3-3 che ha una sua identità: gioca Reina in porta e davanti a lui Hysaj (ieri fuori dai diciotto), Albiol, Koulibaly e Ghoulam che è diventato un perno; in mediana, come sempre, Allan, Jorginho e Hamsik; in attacco, non c’è motivo di dubitare, Callejon a destra, Higuain al centro e Insigne a sinistra. Anche se Mertens dovesse stare benissimo. 

In Danimarca il calcio spettacolo del Napoli 2

Un Midtjylland troppo spavaldo nell'affrontare il Napoli,concedendogli sempre campo.Poi sui gol,cè il gap tecnico.Il Midtjylland gioca con il 4-4-2 una scelta del tecnico che dura una ventina di mimnuti,con una unica punta ,quella piu' vicina a Valdifiori,che va a togliere l'aria al regista.Ma evapora in fretta.Che dire ci hanno provato contro un grande Napoli,che ha giocato con con El Kaddouri esterno alto offensivo.Stavolta ci sono tracce di contropiede piu' marcate,perche' le favorisce l'avversario.Callejon è andato sempre a far male agli avversari,il gol dell' 1-0 è stata una sua lettura diligente,che poi è figlia di esercitazione e,va detto,di una capacita' che aiuta a fare la differenza  e che è nelle corde del giocatore spagnolo,ex Real Madrid. .È il calcio-spettacolo del Napoli Due. Da Varsavia a Herning grande orchestra azzurra. Contro il Midtjylland gioca la formazione vittoriosa in Polonia più Reina ed El Kaddouri dall’inizio. Tutta la “rosa” esalta il lavoro di Sarri che vuole sempre di più. Rimprovera Reina peri lanci lunghi. Fa il matto per il finale,ma molti azzurri sono stanchi. Fa cambi intelligenti facendo riposare Allan (59’ entra Hamsik).Manda in campo Higuain che vuole segnare e segna.Prova Strinic nel finale per fare rifiatare Ghoulam. Terza vittoria in Europa League, passaggio ai sedicesimi ipotecato. Undici gol all’attivo, uno al passivo. L’Europa League non si snobba.

Miki De Lucia

La notte di Manolo Gabbiadini l'oro di Napoli

Tanta panchina in campionato, ha sfruttato benissimo la chance offerta da Sarri in Danimarca. «Solo un po’ di stanchezza

Gabbiadini: «Non meravigliatevi, questo sono io»

Prime due reti stagionali in Europa League per Manolo Gabbiadini.L'attaccanteazzurro porta cosi a tre il totale stagionale:era gia' andato asegno contro la Lazio in campionato nella vittoria per 5-0

Comincia con qualche difficoltà. Poi diventa devastante col suo sinistro. In scivolata sul cross di Allan, grande colpo per il raddoppio:controllo di sinistro e al volo deposita in porta una lunga palombella

– E’ la sua notte. Titolare, al centro dell’attacco, al posto di Higuain. Una doppietta da urlo, i suoi due primi sigilli stagionali in Europa League. Un bel segnale sul piano personale, la dimostrazione che Sarri può contare anche su di lui. Manolo Gabbiadini però si isola da tutto ciò che gli accade intorno, è il suo modo di reagire a pressioni e aspettative: «Non leggo i giornali, non leggo le dichiarazioni di nessuno, quando sono chiamato in causa penso a me stesso e alla squadra, penso a dare tutto quello che ho. Sono un po’ stanco, abbiamo giocato su un campo pesante e in un clima che a Napoli è insolito, e poi era da un po’ che non facevo novanta minuti. Primi nel girone? Fosse stata un’amichevole, era bello vincere a prescindere perché porta entusiasmo: perdere non fa mai bene». 
Una serata specialissima, comunque. Tra un mese la sua compagna Martina darà alla luce il loro primo bimbo: ecco il perché di quel pallone sotto la maglia a mimare il pancione.  


 
Si viaggia. Ma è finita anche questa e per l’Europa League se ne riparlerà tra due settimane: da stamani, parte l’operazione-Chievo, che nasce con il viaggio all’alba, l’atterraggio a Verona e poi lo spostamento nel ritiro di Desenzano. E’ contro turn-over, ovviamente, con il Napoli ammazzagrandi che deve inventarsi una dimensione provinciale, uscendo da un equivoco che va avanti (ormai) da anni e che in questo bimestre è costato qualcosina (un pari ad Empoli, un altro a Modena con il Carpi; la sconfitta alla prima con il Sassuolo che poi ha mostrato di avere numeri d’alta classifica). 
 
Rieccolo. Mertens decolla più o meno alla stessa ora, da Capodichino, e va ad attendere il Napoli in albergo: ha due giorni per convincere Sarri a portarlo in distinta, in campo o in panchina, però le terapie qualche risultato l’hanno dato e l’ottimismo, pur restando cauto, si ingrossa. Aver rinunciato alla trasferta ad Herning ha consentito all’esterno offensivo belga di curarsi in sede, di evitare inutile stress, di provare a recuperare per il match di domenica, che nell’economia della stagione ha priorità, come sempre. 
 
Gli undici. Ma la squadra pare fatta, annunciata dai precedenti con la Lazio, la Juventus, il Milan e la Fiorentina, sostenuta non solo dai risultati (e non è poco) ma anche dalla agilità della manovra e dalla solidità di una retroguardia che concede all’allenatore la serenità ideale per una serata che si preannuncia comunque complicata. Ed allora, recitando quasi a memoria – come nel calcio del passato – viene fuori il Napoli del 4-3-3 che ha una sua identità: gioca Reina in porta e davanti a lui Hysaj (ieri fuori dai diciotto), Albiol, Koulibaly e Ghoulam che è diventato un perno; in mediana, come sempre, Allan, Jorginho e Hamsik; in attacco, non c’è motivo di dubitare, Callejon a destra, Higuain al centro e Insigne a sinistra. Anche se Mertens dovesse stare benissimo.