Venezia. Due minacce di morte a Sgarbi: «Pagherai tutto, venerdì ti faremo fuori»

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Due lettere con chiare minacce di morte per Vittorio Sgarbi sono state recapitate questa mattina a Venezia negli uffici della Soprintendenza. Lo conferma lo stesso critico, che ha denunciato la vicenda a carabinieri e guardia di finanza. Una vicenda legata alle denunce contro l’eolico e il fotovoltaico, spiega.


La prima di queste lettere, arrivate entrambe in busta chiusa, è firmata con un nome proprio, Matteo: «Sgarbi – si legge – hai fatto bene a scappare a Venezia, ma noi ti seguiremo fin qui. E ti faremo pagare di essere venuto in Sicilia. Venerdì ti faremo fuori. Saluti tutti. Un bacio da Matteo». Più breve la seconda lettera, in questo caso senza firma, nella quale si legge: «Pagherai tutto, infame. Ti faremo sparire venerdi. Addio Sgarbi».

Da parte sua, Sgarbi spiega di sentirsi tranquillo: «Minacce nella mia vita ne ho avute moltissime, certo è singolare che siano arrivati a Venezia», commenta. Quindi precisa: «Credo si tratti dell’effetto, abbastanza turbolento, di alcune dichiarazioni che ho fatto giusto un paio di giorni fa, in Sicilia, denunciando un signore che aveva fatto soldi, ben un miliardo e mezzo, con l’eolico». Ma non solo. Una dose di ostilità, Sgarbi racconta di averla raccolta anche a Salemi, il comune nel catanese del quale è sindaco, dove di recente ha proibito il fotovoltaico».

Solidarietà al critico minacciato è arrivata in serata dalla Uil beni culturali, il sindacato che da mesi contesta la sua nomina alla guida della soprintendenza speciale di Venezia: «Inaccettabile che possa essere minacciato per la sua attività di amministratore pubblico», scrive il segretario generale Gianfranco Cerasoli.

Il Gazzettino

scelto da Michele Pappacoda