Celebrata a Montechiaro la ‘Festa del Ringraziamento’

0

Gli attrezzi ed i prodotti della terra benedetti dall’Arcivescovo Monsignor Franco Alfano

 

 

 

VICO EQUENSE – Il borgo collinare aequano  di Montechiaro ha festeggiato il ‘Ringraziamento’ in cui i contadiniringraziano la natura che premia il loro lavoro donando i suoi frutti.

Gli abitanti di questa frazione del comune costiero, nella terza domenica di ottobre, celebrano questo evento tutto italiano, la ‘Giornata del Ringraziamento’,  le cui origini risalgono al 1951 per iniziativa della Coldiretti.

Un giorno nel quale si rende grazie non solo per i prodotti della terra, ma anche per i mestieri antichi e nuovi: il contadino, il fabbro, il meccanico, la ricamatrice, il falegname, il poliziotto, il carabiniere, il finanziere, il ferroviere e tanti altri ancora. Una data in cui la festa, che da quel succitato giorno, viene celebrata nella seconda domenica di novembre ed a livello locale viene riproposta nel periodo che va dalla festa di San Martino (11 novembre) alla festa di Sant’Antonio Abate (17 gennaio). Mentre in questa frazione collinare la si ‘venera’ nella detta terza domenica del mese di ottobre per motivi climatici e la clemenza del tempo. Un evento di ringraziamento a San Vincenzo (venerato nella frazione) che quest’anno ha celebrato la ventiquattresima edizione organizzata dalla Parrocchia dei SS. AA. Pietro e Paolo e dal parroco don Giuseppe Cappiello.

Ed anche quest’anno, anche se la giornata è stata tra il sereno ed il variabile, con una temperatura gradevole ed un’invidiabile vista del golfo partenopeo, il tutto è stato allestito con cura per l’avvento dell’arcivescovo diocesano Monsignor Francesco Alfano (Nella foto di Rosario Criscuolo con il parroco Don Giuseppe Cappeillo). Infatti se lo scorso anno ci fu la solenne processione, quest’anno c’è stata la visita dell’arcivescovo diocesano che celebrato insieme al parroco  don Giuseppe Cappiello, la Santa Messa.

Nella piccola piazzetta davanti la chiesa parrocchiale, dove era stata allestita un’aiuola sia con la statua di San Vincenzo che con gli attrezzi che usano i contadini che con i frutti di stagione, essi sono stati benedetti dall’arcivescovo Mons. Francesco Alfano che è stato accolto dal coro dei bambini preparato da Annarita Mercatelli, e poi durante la messa il Coro di Montechiaro ha cantato l’Inno a San Giovanni Paolo II, scritto da Marco Frisina. Davanti a centinaia di persone, allo scoccare delle ore 10,00 circa è avvenuto questo importante benedizione per gli abitanti questa frazione collinare. Ma non solo una benedizione per tutti quelli che lavorano la terra con i loro attrezzi e da cui poi crescono i frutti, ma anche per quei mestieri antichi che nuovi: il contadino, il fabbro, il meccanico, la ricamatrice, il falegname, il poliziotto, il carabiniere, il finanziere, il ferroviere e tanti altri ancora. Dopo la benedizione impartita l’arcivescovo coadiuvato dal parroco locale ha celebrato la Santa Messa nella gremita chiesa dei SS. AA. Pietro e Paolo (presente anche la dottoressa Flora Beneduce, primario del Pronto Soccorso dell’ospedale di Sorrento), e nell’omelia il suo credo è stato rivolto alla parola servire. La chiesa “è una piramide capovolta dove chi deve guidare non sta sopra ma sotto” ed in riferimento al vangelo domenicale ha proseguito affermando che “i discepoli hanno capovolto la prospettiva, perché non possiamo esaudire le nostre richieste ma le Sue”. “In poche parole bisogna –continua Monsignor Alfano- servire Gesù che è venuto per  servire i miseri e per premiare chi vuol essere grande nel servire. Non bisogna imitare chi vuole imporre e non scegliete il primo posto ma l’ultimo”. Infine bisogna “portare il Vangelo nelle comunità, così come portiamo i frutti delle terra ed i sacerdoti devono stare tra la gente”. Dopo l’omelia, verso la fine della funzione sono stati donati i frutti della terra e del lavoro dell’uomo, il tutto contornato dagli stand che nella piccola piazzetta proponevano quei frutti che la terra da.

 

GIUSEPPE SPASIANO

Gli attrezzi ed i prodotti della terra benedetti dall’Arcivescovo Monsignor Franco Alfano

 

 

 

VICO EQUENSE – Il borgo collinare aequano  di Montechiaro ha festeggiato il ‘Ringraziamento’ in cui i contadiniringraziano la natura che premia il loro lavoro donando i suoi frutti.

Gli abitanti di questa frazione del comune costiero, nella terza domenica di ottobre, celebrano questo evento tutto italiano, la ‘Giornata del Ringraziamento’,  le cui origini risalgono al 1951 per iniziativa della Coldiretti.

Un giorno nel quale si rende grazie non solo per i prodotti della terra, ma anche per i mestieri antichi e nuovi: il contadino, il fabbro, il meccanico, la ricamatrice, il falegname, il poliziotto, il carabiniere, il finanziere, il ferroviere e tanti altri ancora. Una data in cui la festa, che da quel succitato giorno, viene celebrata nella seconda domenica di novembre ed a livello locale viene riproposta nel periodo che va dalla festa di San Martino (11 novembre) alla festa di Sant’Antonio Abate (17 gennaio). Mentre in questa frazione collinare la si ‘venera’ nella detta terza domenica del mese di ottobre per motivi climatici e la clemenza del tempo. Un evento di ringraziamento a San Vincenzo (venerato nella frazione) che quest’anno ha celebrato la ventiquattresima edizione organizzata dalla Parrocchia dei SS. AA. Pietro e Paolo e dal parroco don Giuseppe Cappiello.

Ed anche quest’anno, anche se la giornata è stata tra il sereno ed il variabile, con una temperatura gradevole ed un’invidiabile vista del golfo partenopeo, il tutto è stato allestito con cura per l’avvento dell’arcivescovo diocesano Monsignor Francesco Alfano (Nella foto di Rosario Criscuolo con il parroco Don Giuseppe Cappeillo). Infatti se lo scorso anno ci fu la solenne processione, quest’anno c’è stata la visita dell’arcivescovo diocesano che celebrato insieme al parroco  don Giuseppe Cappiello, la Santa Messa.

Nella piccola piazzetta davanti la chiesa parrocchiale, dove era stata allestita un’aiuola sia con la statua di San Vincenzo che con gli attrezzi che usano i contadini che con i frutti di stagione, essi sono stati benedetti dall’arcivescovo Mons. Francesco Alfano che è stato accolto dal coro dei bambini preparato da Annarita Mercatelli, e poi durante la messa il Coro di Montechiaro ha cantato l’Inno a San Giovanni Paolo II, scritto da Marco Frisina. Davanti a centinaia di persone, allo scoccare delle ore 10,00 circa è avvenuto questo importante benedizione per gli abitanti questa frazione collinare. Ma non solo una benedizione per tutti quelli che lavorano la terra con i loro attrezzi e da cui poi crescono i frutti, ma anche per quei mestieri antichi che nuovi: il contadino, il fabbro, il meccanico, la ricamatrice, il falegname, il poliziotto, il carabiniere, il finanziere, il ferroviere e tanti altri ancora. Dopo la benedizione impartita l’arcivescovo coadiuvato dal parroco locale ha celebrato la Santa Messa nella gremita chiesa dei SS. AA. Pietro e Paolo (presente anche la dottoressa Flora Beneduce, primario del Pronto Soccorso dell’ospedale di Sorrento), e nell’omelia il suo credo è stato rivolto alla parola servire. La chiesa “è una piramide capovolta dove chi deve guidare non sta sopra ma sotto” ed in riferimento al vangelo domenicale ha proseguito affermando che “i discepoli hanno capovolto la prospettiva, perché non possiamo esaudire le nostre richieste ma le Sue”. “In poche parole bisogna –continua Monsignor Alfano- servire Gesù che è venuto per  servire i miseri e per premiare chi vuol essere grande nel servire. Non bisogna imitare chi vuole imporre e non scegliete il primo posto ma l’ultimo”. Infine bisogna “portare il Vangelo nelle comunità, così come portiamo i frutti delle terra ed i sacerdoti devono stare tra la gente”. Dopo l’omelia, verso la fine della funzione sono stati donati i frutti della terra e del lavoro dell’uomo, il tutto contornato dagli stand che nella piccola piazzetta proponevano quei frutti che la terra da.

 

GIUSEPPE SPASIANO

Lascia una risposta