Castellammare è già campagna elettorale , continua la guerra nel PD

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Castellammare. È già campagna elettorale. Dopo la caduta dell’amministrazione Cuomo, i partiti e i movimenti civici accendono i motori in vista delle prossime amministrative di primavera. A tenere banco, tuttavia, è ancora la guerra del Pd, con le varie correnti in campo per conquistare la leadership del partito scrive oggi Francesco Fusco su Il Mattino . Il deferimento al collegio dei probiviri dei dissidenti, ufficializzato in settimana dal segretario provinciale Venanzio Carpentieri, è soltanto l’ultima tappa di un lungo percorso ad ostacoli e dall’esito ancora incerto. Rischiano l’espulsione dal partito Francesco Iovino, Rosanna Esposito, Rodolfo Ostrifate e Francesco Russo, firmatari insieme a Sel, Idv e centrodestra della sfiducia a Cuomo. «L’interruzione prematura della consiliatura è frutto di un gesto irresponsabile ed opportunistico – afferma Carpentieri – Le motivazioni politiche addotte dai consiglieri dissidenti si sono rivelate poco consistenti e, in ogni caso, non tali da giustificare la traumatica conclusione cui si è pervenuti. A questo punto – continua – è inevitabile che le strade di quanti hanno concorso alla caduta dell’amministrazione Cuomo si distinguano dal percorso del Partito Democratico stabiese, adesso impegnato a rilanciare la propria azione su basi di profondo rinnovamento». La procedura per il deferimento sarà completata nelle prossime ore, anche se ai diretti interessati non è stato ancora notificato alcun documento. «Aspettiamo l’evolversi della situazione prima di esprimere un commento ufficiale – affermano i dissidenti – restiamo tuttavia convinti di aver fatto la scelta migliore per il futuro della città, visto che l’amministrazione Cuomo si è rivelata fallimentare sotto molti aspetti». È un Pd dilaniato dalla «guerra delle correnti» dunque quello che si appresta ad affrontare una campagna elettorale aspra, dai toni sicuramente alti. E, di riflesso, la crisi stabiese potrebbe avere delle ripercussioni anche sugli equilibri provinciali del partito di Renzi. Iovino ed Esposito sono infatti rappresentanti della corrente «casilliana», Ostrifate è ritenuto vicino all’europarlamentare Andrea Cozzolino, mentre Russo è un fedelissimo del consigliere regionale Antonio Marciano. Una loro eventuale espulsione dal partito potrebbe creare nuove frizioni anche a livello napoletano. Per quanto riguarda Castellammare invece, si attende la convocazione del prossimo congresso che, a questo punto, si preannuncia come una vera e propria prova di forza tra le varie correnti in campo. La crisi tra i democrat fa già sorridere il centrodestra, pronto ad approfittare di questo momento di debolezza degli avversati per riconquistare il Comune.  «Castellammare è una città che ha moltissime necessità e tante urgenze – afferma Antonio Pentangelo (Forza Italia) – ma non aveva certo bisogno di un’amministrazione ragioneristica e priva di idee. Occorrono progetti, iniziative, interventi mirati e concreti, ma soprattutto bisogna volare alto». Pentangelo, che con la caduta dell’amministrazione stabiese ha perso anche il posto di consigliere della Città Metropolitana, guarda al futuro. «Abbiamo la possibilità di raccogliere una grande opportunità – conclude – quella di riunire moderati e movimenti civici e liberare tutte quelle energie che questa straordinaria realtà possiede».

Castellammare. È già campagna elettorale. Dopo la caduta dell’amministrazione Cuomo, i partiti e i movimenti civici accendono i motori in vista delle prossime amministrative di primavera. A tenere banco, tuttavia, è ancora la guerra del Pd, con le varie correnti in campo per conquistare la leadership del partito scrive oggi Francesco Fusco su Il Mattino . Il deferimento al collegio dei probiviri dei dissidenti, ufficializzato in settimana dal segretario provinciale Venanzio Carpentieri, è soltanto l’ultima tappa di un lungo percorso ad ostacoli e dall’esito ancora incerto. Rischiano l’espulsione dal partito Francesco Iovino, Rosanna Esposito, Rodolfo Ostrifate e Francesco Russo, firmatari insieme a Sel, Idv e centrodestra della sfiducia a Cuomo. «L’interruzione prematura della consiliatura è frutto di un gesto irresponsabile ed opportunistico – afferma Carpentieri – Le motivazioni politiche addotte dai consiglieri dissidenti si sono rivelate poco consistenti e, in ogni caso, non tali da giustificare la traumatica conclusione cui si è pervenuti. A questo punto – continua – è inevitabile che le strade di quanti hanno concorso alla caduta dell’amministrazione Cuomo si distinguano dal percorso del Partito Democratico stabiese, adesso impegnato a rilanciare la propria azione su basi di profondo rinnovamento». La procedura per il deferimento sarà completata nelle prossime ore, anche se ai diretti interessati non è stato ancora notificato alcun documento. «Aspettiamo l’evolversi della situazione prima di esprimere un commento ufficiale – affermano i dissidenti – restiamo tuttavia convinti di aver fatto la scelta migliore per il futuro della città, visto che l’amministrazione Cuomo si è rivelata fallimentare sotto molti aspetti». È un Pd dilaniato dalla «guerra delle correnti» dunque quello che si appresta ad affrontare una campagna elettorale aspra, dai toni sicuramente alti. E, di riflesso, la crisi stabiese potrebbe avere delle ripercussioni anche sugli equilibri provinciali del partito di Renzi. Iovino ed Esposito sono infatti rappresentanti della corrente «casilliana», Ostrifate è ritenuto vicino all’europarlamentare Andrea Cozzolino, mentre Russo è un fedelissimo del consigliere regionale Antonio Marciano. Una loro eventuale espulsione dal partito potrebbe creare nuove frizioni anche a livello napoletano. Per quanto riguarda Castellammare invece, si attende la convocazione del prossimo congresso che, a questo punto, si preannuncia come una vera e propria prova di forza tra le varie correnti in campo. La crisi tra i democrat fa già sorridere il centrodestra, pronto ad approfittare di questo momento di debolezza degli avversati per riconquistare il Comune.  «Castellammare è una città che ha moltissime necessità e tante urgenze – afferma Antonio Pentangelo (Forza Italia) – ma non aveva certo bisogno di un’amministrazione ragioneristica e priva di idee. Occorrono progetti, iniziative, interventi mirati e concreti, ma soprattutto bisogna volare alto». Pentangelo, che con la caduta dell’amministrazione stabiese ha perso anche il posto di consigliere della Città Metropolitana, guarda al futuro. «Abbiamo la possibilità di raccogliere una grande opportunità – conclude – quella di riunire moderati e movimenti civici e liberare tutte quelle energie che questa straordinaria realtà possiede».