Napoli / Fiorentina / Sousa a Napoli per vincere / Sarri il San Paolo sara un inferno

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«Insigne sta bene, mi aspetto la spinta dei tifosi»

NAPOLI-FIORENTINA ore 15 Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Higuain, Insigne. A disp.: Gabriel, Rafael, Henrique, Chiriches, Maggio, Strinic, Chalobah, David Lopez, Valdifiori, El Kaddouri, Mertens, Gabbiadini. All.: Sarri

 Fiorentina (3-4-2-1): Tatarusanu; Tomovic, Rodriguez, Astori; Blaszczykowski, Badelj, Vecino, Marcos Alonso; Borja Valero, Ilicic; Kalinic. A disp.: Sepe, Lezzerini, Roncaglia, Mario Suarez, Fernandez, Verdù, Bernardeschi, Rossi, Babacar. All.: Sousa Squalificati: – Indisponibili: Gilberto, Bakic, Pasqual

LE ULTIME QUI NAPOLI: Tutti a disposizione di Sarri, che dovrebbe confermare la stessa formazione di Milano con Insigne dal primo minuto.

QUI FIORENTINA: Nessun problema particolare per Kalinic, che si è allenato con i compagni e partirà titolare. Out Pasqual, Rebic e Bakic. Tomovic favorito su Roncaglia.

Il Napoli non ha mai subito più di un gol nelle ultime 10 partite di campionato contro la Fiorentina, tenendo la porta inviolata in cinque occasioni. I partenopei, in particolare, hanno vinto cinque delle ultime sette sfide di Serie A con i gigliati (1P). Solo in una delle ultime cinque sfide di campionato giocate in casa del Napoli, entrambe le squadre sono riuscite a trovare il gol. Gli azzurri hanno trovato il gol in tutte le ultime 21 gare casalinghe di campionato, per una media di 2.6 reti a partita. La Fiorentina ha vinto 11 delle ultime 12 gare di campionato e ha subito un solo gol nelle cinque partite più recenti. Nella loro storia, i viola non avevano mai ottenuto sei successi dopo le prime sette giornate in A.

La Fiorentina, miglior difesa del campionato con quattro gol subiti, è la squadra che ha tenuto più volte la porta inviolata in questa Serie A (cinque). Il Napoli è la squadra che ha recuperato più palloni nella metà campo avversaria finora (111). La squadra di Sarri è quella che ha utilizzato meno giocatori in questo avvio di campionato, 18. Dopo sette giornate, Lorenzo Insigne ha già eguagliato il suo record di marcature in Serie A, cinque; lo scorso anno segnò due reti in 20 presenze in campionato.

Il passato è realmente una terra lontana, graffi cancellati dall’abbronzatura di quest’autunno caldo, rovente, accecante: 25.128 spettatoricon la Sampdoria, alla prima interna della nuova era; e appena 13.043 con il Bruges, nel debutto Europeo, un quarto dei cinquantamila (e passa) che passeggiano, ottimisticamente, verso il San Paolo, lasciandosi cullare dalla fantasia. «I tifosi possono sognare, devono. E allora: spero che lo stadio sia un inferno». La Divina Commedia è adesso, in quest’ora e mezza di sana bellezza, il senso estetico allo specchio in un Napoli-Fiorentina che scuote la (apparente) freddezza di Sarri: «Da cinquant’anni abito a quindici chilometri dallo stadio di Firenze, non è una partita come le altre». Ma certo che no, altrimenti non si sarebbe avvertita l’atmosfera da Evento, e quel clima d’insofferenza verso una sosta che ha tentato di ammorbidire la Napoli uscita stordita da San Siro: «Siamo stati bravi, vero, e magari questa pausa può aver spaccato l’inerzia. Però se questo è il big-match della domenica, nella giornata in cui c’è Inter-Juventus, il merito è della Fiorentina, che è capolista. Ma io vado a giocarmela e senza alcun retropensiero….».

«MALEDETTI TOSCANI». Si gioca ed è un bel vedere, è persino un bel sentire, è strategia tattica e però anche dialettica allo stato puro, e la nuova dimensione nella quale Sarri s’è tuffato pare l’habitat naturale di chi ha scelto di vivere ironicamente, provando a non prendersi troppo sul serio e sfruttando appieno il paradosso della provocazione. «Ringrazio De Laurentiis che mi vede come protagonista della sfida. ho sempre sognato un gol sotto la curva… Ma non c’ho il fisico, ben che vada potrei rifilare una capocciata al pallone. La parttia è dei giocatori, io provo a non far danni. E quanto allo scudetto, non bestemmiate: semmai, deve vincerlo la Viola; però la stragrande favorita è la Juventus, vedrete che tornerà».

VOCE ‘E POPOL… Benvenuti al San Paolo, il teatro «regio» d’una sfida tra colossi, che va al di là delle distanze della classifica, che sta ben dentro questo campionato che il Napoli ha cominciato dalla quarta giornata (tre vittorie ed un pareggio) e che Sousa sta comandando con autorevolezza. «Loro sono bravi nel palleggio, vorrei vederli senza il pallino in mano, magari con noi alti di baricentro. Il 4-0 di Milano ci ha lanciato, ma ora cerchiamo la continuità che loro hanno trovato. Ma ce la giocheremo a viso aperto, lasciandoci trascinare dalla nostra gente: siamo felici di averli riportati al San Paolo e siamo felici di poter essere undici più cinquantamila, perché contro un’avversaria così forte il pubblico può essere determinante». RIECCOLI. La partita perfetta è alla vigilia, per chiunque, quando il disegno della sfida non ha opposizioni e lo schema è uno spartito nel teatro vuoto; ma le partite (quasi) perfette, quelle con Lazio, Juventus e Milan, il Napoli le ha già vissute. E vinte.

fonte>corrieredellosport

«Insigne sta bene, mi aspetto la spinta dei tifosi»

NAPOLI-FIORENTINA ore 15 Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Higuain, Insigne. A disp.: Gabriel, Rafael, Henrique, Chiriches, Maggio, Strinic, Chalobah, David Lopez, Valdifiori, El Kaddouri, Mertens, Gabbiadini. All.: Sarri

 Fiorentina (3-4-2-1): Tatarusanu; Tomovic, Rodriguez, Astori; Blaszczykowski, Badelj, Vecino, Marcos Alonso; Borja Valero, Ilicic; Kalinic. A disp.: Sepe, Lezzerini, Roncaglia, Mario Suarez, Fernandez, Verdù, Bernardeschi, Rossi, Babacar. All.: Sousa Squalificati: – Indisponibili: Gilberto, Bakic, Pasqual

LE ULTIME QUI NAPOLI: Tutti a disposizione di Sarri, che dovrebbe confermare la stessa formazione di Milano con Insigne dal primo minuto.

QUI FIORENTINA: Nessun problema particolare per Kalinic, che si è allenato con i compagni e partirà titolare. Out Pasqual, Rebic e Bakic. Tomovic favorito su Roncaglia.

Il Napoli non ha mai subito più di un gol nelle ultime 10 partite di campionato contro la Fiorentina, tenendo la porta inviolata in cinque occasioni. I partenopei, in particolare, hanno vinto cinque delle ultime sette sfide di Serie A con i gigliati (1P). Solo in una delle ultime cinque sfide di campionato giocate in casa del Napoli, entrambe le squadre sono riuscite a trovare il gol. Gli azzurri hanno trovato il gol in tutte le ultime 21 gare casalinghe di campionato, per una media di 2.6 reti a partita. La Fiorentina ha vinto 11 delle ultime 12 gare di campionato e ha subito un solo gol nelle cinque partite più recenti. Nella loro storia, i viola non avevano mai ottenuto sei successi dopo le prime sette giornate in A.

La Fiorentina, miglior difesa del campionato con quattro gol subiti, è la squadra che ha tenuto più volte la porta inviolata in questa Serie A (cinque). Il Napoli è la squadra che ha recuperato più palloni nella metà campo avversaria finora (111). La squadra di Sarri è quella che ha utilizzato meno giocatori in questo avvio di campionato, 18. Dopo sette giornate, Lorenzo Insigne ha già eguagliato il suo record di marcature in Serie A, cinque; lo scorso anno segnò due reti in 20 presenze in campionato.

Il passato è realmente una terra lontana, graffi cancellati dall’abbronzatura di quest’autunno caldo, rovente, accecante: 25.128 spettatoricon la Sampdoria, alla prima interna della nuova era; e appena 13.043 con il Bruges, nel debutto Europeo, un quarto dei cinquantamila (e passa) che passeggiano, ottimisticamente, verso il San Paolo, lasciandosi cullare dalla fantasia. «I tifosi possono sognare, devono. E allora: spero che lo stadio sia un inferno». La Divina Commedia è adesso, in quest’ora e mezza di sana bellezza, il senso estetico allo specchio in un Napoli-Fiorentina che scuote la (apparente) freddezza di Sarri: «Da cinquant’anni abito a quindici chilometri dallo stadio di Firenze, non è una partita come le altre». Ma certo che no, altrimenti non si sarebbe avvertita l’atmosfera da Evento, e quel clima d’insofferenza verso una sosta che ha tentato di ammorbidire la Napoli uscita stordita da San Siro: «Siamo stati bravi, vero, e magari questa pausa può aver spaccato l’inerzia. Però se questo è il big-match della domenica, nella giornata in cui c’è Inter-Juventus, il merito è della Fiorentina, che è capolista. Ma io vado a giocarmela e senza alcun retropensiero….».

«MALEDETTI TOSCANI». Si gioca ed è un bel vedere, è persino un bel sentire, è strategia tattica e però anche dialettica allo stato puro, e la nuova dimensione nella quale Sarri s’è tuffato pare l’habitat naturale di chi ha scelto di vivere ironicamente, provando a non prendersi troppo sul serio e sfruttando appieno il paradosso della provocazione. «Ringrazio De Laurentiis che mi vede come protagonista della sfida. ho sempre sognato un gol sotto la curva… Ma non c’ho il fisico, ben che vada potrei rifilare una capocciata al pallone. La parttia è dei giocatori, io provo a non far danni. E quanto allo scudetto, non bestemmiate: semmai, deve vincerlo la Viola; però la stragrande favorita è la Juventus, vedrete che tornerà».

VOCE ‘E POPOL… Benvenuti al San Paolo, il teatro «regio» d’una sfida tra colossi, che va al di là delle distanze della classifica, che sta ben dentro questo campionato che il Napoli ha cominciato dalla quarta giornata (tre vittorie ed un pareggio) e che Sousa sta comandando con autorevolezza. «Loro sono bravi nel palleggio, vorrei vederli senza il pallino in mano, magari con noi alti di baricentro. Il 4-0 di Milano ci ha lanciato, ma ora cerchiamo la continuità che loro hanno trovato. Ma ce la giocheremo a viso aperto, lasciandoci trascinare dalla nostra gente: siamo felici di averli riportati al San Paolo e siamo felici di poter essere undici più cinquantamila, perché contro un’avversaria così forte il pubblico può essere determinante». RIECCOLI. La partita perfetta è alla vigilia, per chiunque, quando il disegno della sfida non ha opposizioni e lo schema è uno spartito nel teatro vuoto; ma le partite (quasi) perfette, quelle con Lazio, Juventus e Milan, il Napoli le ha già vissute. E vinte.

fonte>corrieredellosport

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