Fondazione Ravello, Paolo Russo fa interrogazione in Parlamento. De Masi in silenzio lavora per il prossimo Festival

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Continua la guerrra interna alla Fondazione Ravello che tiene banco non solo sulla politica della Costiera amalfitana ma in Campania e addirittura a livello nazionale con l’interrogazione di Paolo Russo .«La Fondazione Ravello – scrive Russo – ha raggiunto, negli anni, brillanti ed eccezionali risultati sia in termini di realizzazione del famosissimo, e ormai ultra sessantennale, Ravello Festival, vero fiore all’occhiello dell’offerta culturale italiana, sia in termini di gestione del monumento Villa Rufolo, che oggi vive un momento felicissimo per la complessa e complessiva mole di interventi realizzati per le modalità gestionali messe in campo, dopo cento anni di sostanziale immobilismo e degrado, tanto da indurre il ministro Franceschini a dichiarare, nel luglio 2014 e nel corso di una sua visita/sopralluogo: ‘La Fondazione Ravello è un modello da seguire’». «Si apprende dagli organi di stampa – sottolinea il deputato – che dagli atti trasmessi al ministro, nei primi due mesi del nuovo corso della Fondazione, si sarebbe operato solo per “defenestrare anticipatamente a scadenze contrattuali i protagonisti della precedente gestione, e per tentare di spendere immediatamente le risorse rinvenute, frutto di attenta e scrupolosa gestione, tralasciando, invece, le azioni veramente urgenti, volte a dare garanzie e supporto alle importanti attività in corso, e segnatamente a quelle riguardanti il bene monumentale Villa Rufolo, alle emergenze, alle urgenze rappresentate e rimaste disattese». Paolo Russo chiede quindi al ministro Franceschini «quali iniziative di propria competenza intende intraprendere per porre freno a quella che è una deriva pericolosa che, travolgendo la Fondazione Ravello in nome della ‘politica’, finirebbe per travolgere uno degli esempi più fulgidi di modello gestionale, una eccellenza dell’offerta culturale italiana, un monumento tra i fiori all’occhiello del ricchissimo patrimonio nazionale». Intanto il Presidente della Fondazione Ravello Domenico De Masi , interpellato da Positanonews, non risponde e lavora per il prossimo Ravello Festival, archiviati al momento i Festival per ogni stagione, visto il bailamme, si concentra per il prossimo Ravello Festival che potrebbe avere come tema “Guerra e Pace” o fuoco come il clima che si annuncia in primavera con le prossime elezioni che vedrà Paolo Vuilleumier vedersela con il ritorno di Salvatore Di Martino. 

Continua la guerrra interna alla Fondazione Ravello che tiene banco non solo sulla politica della Costiera amalfitana ma in Campania e addirittura a livello nazionale con l'interrogazione di Paolo Russo .«La Fondazione Ravello – scrive Russo – ha raggiunto, negli anni, brillanti ed eccezionali risultati sia in termini di realizzazione del famosissimo, e ormai ultra sessantennale, Ravello Festival, vero fiore all'occhiello dell'offerta culturale italiana, sia in termini di gestione del monumento Villa Rufolo, che oggi vive un momento felicissimo per la complessa e complessiva mole di interventi realizzati per le modalità gestionali messe in campo, dopo cento anni di sostanziale immobilismo e degrado, tanto da indurre il ministro Franceschini a dichiarare, nel luglio 2014 e nel corso di una sua visita/sopralluogo: ‘La Fondazione Ravello è un modello da seguire'». «Si apprende dagli organi di stampa – sottolinea il deputato – che dagli atti trasmessi al ministro, nei primi due mesi del nuovo corso della Fondazione, si sarebbe operato solo per "defenestrare anticipatamente a scadenze contrattuali i protagonisti della precedente gestione, e per tentare di spendere immediatamente le risorse rinvenute, frutto di attenta e scrupolosa gestione, tralasciando, invece, le azioni veramente urgenti, volte a dare garanzie e supporto alle importanti attività in corso, e segnatamente a quelle riguardanti il bene monumentale Villa Rufolo, alle emergenze, alle urgenze rappresentate e rimaste disattese». Paolo Russo chiede quindi al ministro Franceschini «quali iniziative di propria competenza intende intraprendere per porre freno a quella che è una deriva pericolosa che, travolgendo la Fondazione Ravello in nome della ‘politica', finirebbe per travolgere uno degli esempi più fulgidi di modello gestionale, una eccellenza dell'offerta culturale italiana, un monumento tra i fiori all'occhiello del ricchissimo patrimonio nazionale». Intanto il Presidente della Fondazione Ravello Domenico De Masi , interpellato da Positanonews, non risponde e lavora per il prossimo Ravello Festival, archiviati al momento i Festival per ogni stagione, visto il bailamme, si concentra per il prossimo Ravello Festival che potrebbe avere come tema "Guerra e Pace" o fuoco come il clima che si annuncia in primavera con le prossime elezioni che vedrà Paolo Vuilleumier vedersela con il ritorno di Salvatore Di Martino.