Atrani, Amodeo sindaco per 35 anni. La colpa? Gli scarichi che arrivano da Scala. Georadar per Francesca

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Atrani costiera amalfitana  «Non si può dare tutta la colpa ad Atrani per quello che è successo. Il fiume Dragone passa per soli 400 metri nel paesino alle porte di Amalfi e per ben sette chilometri a Scala». E’ passata una settimana dalla tragedia che ha colpito la Costiera amalfitana. Il corpo di Francesca Mansi, la giovane barista scomparsa per l’alluvione, non è stato ancora trovato. Ma le polemiche, invece, non trovano freno. Ora a parlare è l’ex sindaco di Atrani, Pio Amodeo, per 35 anni ha ricoperto la carica di primo cittadino. «Quest’acqua è scesa dal monte, verso Scala— precisa — quel corso d’acqua è sempre stato usato come discarica. Ci buttano di tutto: bombole usate, vecchi elettrodomestici e tanto altro senza che nessuno controlli. Quel fiume non è mai stato manutenuto, ed è da mezzo secolo che lo chiediamo». Le rilevazioni fatte dai tecnici sull’intero bacino hanno individuato sei nicchie di frane sul versante destro del Dragone e si valuta uno scivolamento a valle di almeno 10 ettari di bosco corrispondenti a centomila metri quadrati di fango, vegetazione, materiali di risulta e rifiuti.

Intanto continuano le ricerche di Francesca Mansi. E non ci si arrende nonostante il tempo passi inesorabilmente senza riuscire ad avere un solo segnale delle condizioni della giovane barista. Prima le forze dell’ordine e i volontari, ora anche i sommozzatori, stanno monitorando ogni centimetro quadrato dello specchio d’acqua antistante la spiaggia di Atrani. Ma di Francesca neanche un segno. Stanno proseguendo anche le attività di assistenza alla popolazione messe in campo dalla Protezione civile. E’ stata istituita una cucina da campo, sono stati sistemati dei servizi igienici mobili per la popolazione e in Costiera amalfitana sono arrivate altre due draghe che consentiranno di accelerare le procedure per liberare l’area marina intasata dal fango che è venuto giù dalla montagna. Proseguono anche le indagini avviate dalla Procura di Salerno che puntano a capire le reali motivazioni che hanno portato alla colata di fango che si è abbattuta la scorsa settimana su Atrani. I magistrati incaricati hanno nominato una squadra di tecnici che sta passando al setaccio tutto il corso del torrente Dragone. E sono state già individuate numerose zone critiche sulle quali sarebbe stato necessario avviare degli interventi urgenti proprio per il dissesto idrogeologico che ha interessato quell’area. Adesso il corpo di Francesca Mansi sarà cercato con un georadar: «Grazie a questa tecnologia— ha detto l’assessore regionale Cosenza — è possibile verificare dal livello dello strato superiore della sabbia tutto ciò che è presente fino a 5 metri di profondità».

 

Michele Cinque*  per il Corriere del Mezzogiorno / Corriere della Sera

 

* Direttore di Positanonews quotidiano online della costiera amalfitana e penisola sorrentina

Dal Blog di Massimo Capodanno

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