PRAIANO Cultura e coscienza diffusa delle risorse territoriali: gli antidoti alla disaggregazione in area amalfitana

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A Praiano, venerdì 16 ottobre 2015 alle ore 17 nella Sala del Museo Parrocchiale di San Luca, in occasione del Conferimento della Cittadinanza Onoraria del Comune di Praiano al Prof. Riccardo Gallo, dell’Università Sapienza di Roma, si terrà un incontro-dibattito sul tema “Coordinamento territoriale per la promozione culturale e identitaria della Costiera Amalfitana”.

Interverranno Giovanni Camelia, Direttore Scientifico del Centro di Cultura e Storia Amalfitana sui Valori della memoria e risorse del territorio: un progetto integrato e sostenibile di sviluppo socio-economico della Costa d’Amalfi e Aurelio Musi, Università di Salerno e Società Napoletana di Storia Patria, suUniversità e territorio del Mezzogiorno: ruoli, funzioni e politiche di promozione culturale e formativa. Seguirà un dibattito le cui conclusioni saranno affidate aSebastiano Maffettone, Università Luiss, Consigliere per la Cultura del Presidente della Regione Campania.

Giovanni Camelia illustrerà un documento programmatico del Centro di Cultura e Storia Amalfitana per il riscatto dei valori e delle risorse culturali del territorio, in chiave di recupero identitario e di cooperazione unitaria degli Enti territoriali e delle Organizzazioni di settore. Nella Costa amalfitana la crescita diffusa della cultura del territorio è infatti condizione indispensabile per contrastare la disaggregazione delle comunità e il secolare fenomeno di deturpazione e progressivo abbandono; è anche l’humus dello sviluppo sostenibile e il lievito per il futuro dell’economia. La concreta adozione di strategie di promozione culturale costituisce un presupposto perché la coscienza dei problemi e delle opportunità maturi tanto nei cittadini quanto nelle istituzioni. Cardine della programmazione sarà la definizione di norme e canoni per il rispetto del territorio e per la conservazione delle specificità e delle risorse culturali identitarie, materiali e immateriali.

Sulla base di un quarantennio di studi e rilevazioni sul campo, monitoraggi, divulgazioni scientifiche, il Centro di Cultura e Storia Amalfitana ha costruito un modello di ricerca/azione/coordinamento intercomunale per la cultura del territorio. In concreto, si partirà innanzitutto dal potenziamento in rete di banche dati sui beni culturali archivistico-documentari, e poi dalle campagne di ricerca effettuate grazie all’osservatorio permanente LAISO (Landscapes and Architectures International Scientific Observatory) appositamente costituito dal Centro sul paesaggio agrario, sul costruito rurale e urbano e sui siti rupestri. 

Il modello mira oltretutto a superare il perdurante particolarismo municipalistico, le insidie all’eco-sostenibilità del turismo, lo squilibrio delle opportunità economiche tra fascia costiera e aree collinari e montane, il tarlo della deturpazione edilizia, che con gli incendi e l’abbandono dei terrazzamenti e dell’economia agricola progressivamente divora il famoso paesaggio, patrimonio UNESCO dell’Umanità.

Il progetto poggia su una cultura positiva e propositiva, e in ciò vuole superare altre sfortunate iniziative tentate nel corso del Novecento, le quali per lo più originarono da circostanze negative o da emergenze delittuose. Primo esempio in tal senso fu il “Comitato esecutivo Pro Costiera” promosso da tutti i Sindaci della Costa d’Amalfi il 20 novembre 1910, all’indomani del “terribile nubifragio del 24 ottobre”; quel Comitato si risolse in una petizione al Governo intitolata “Necessità, Voti, Aspirazioni della Costiera Amalfitana”, primo firmatario l’allora sindaco di Amalfi Nicola Casanova

A Praiano, venerdì 16 ottobre 2015 alle ore 17 nella Sala del Museo Parrocchiale di San Luca, in occasione del Conferimento della Cittadinanza Onoraria del Comune di Praiano al Prof. Riccardo Gallo, dell’Università Sapienza di Roma, si terrà un incontro-dibattito sul tema "Coordinamento territoriale per la promozione culturale e identitaria della Costiera Amalfitana".

Interverranno Giovanni Camelia, Direttore Scientifico del Centro di Cultura e Storia Amalfitana sui Valori della memoria e risorse del territorio: un progetto integrato e sostenibile di sviluppo socio-economico della Costa d’Amalfi e Aurelio Musi, Università di Salerno e Società Napoletana di Storia Patria, suUniversità e territorio del Mezzogiorno: ruoli, funzioni e politiche di promozione culturale e formativa. Seguirà un dibattito le cui conclusioni saranno affidate aSebastiano Maffettone, Università Luiss, Consigliere per la Cultura del Presidente della Regione Campania.

Giovanni Camelia illustrerà un documento programmatico del Centro di Cultura e Storia Amalfitana per il riscatto dei valori e delle risorse culturali del territorio, in chiave di recupero identitario e di cooperazione unitaria degli Enti territoriali e delle Organizzazioni di settore. Nella Costa amalfitana la crescita diffusa della cultura del territorio è infatti condizione indispensabile per contrastare la disaggregazione delle comunità e il secolare fenomeno di deturpazione e progressivo abbandono; è anche l’humus dello sviluppo sostenibile e il lievito per il futuro dell’economia. La concreta adozione di strategie di promozione culturale costituisce un presupposto perché la coscienza dei problemi e delle opportunità maturi tanto nei cittadini quanto nelle istituzioni. Cardine della programmazione sarà la definizione di norme e canoni per il rispetto del territorio e per la conservazione delle specificità e delle risorse culturali identitarie, materiali e immateriali.

Sulla base di un quarantennio di studi e rilevazioni sul campo, monitoraggi, divulgazioni scientifiche, il Centro di Cultura e Storia Amalfitana ha costruito un modello di ricerca/azione/coordinamento intercomunale per la cultura del territorio. In concreto, si partirà innanzitutto dal potenziamento in rete di banche dati sui beni culturali archivistico-documentari, e poi dalle campagne di ricerca effettuate grazie all’osservatorio permanente LAISO (Landscapes and Architectures International Scientific Observatory) appositamente costituito dal Centro sul paesaggio agrario, sul costruito rurale e urbano e sui siti rupestri. 

Il modello mira oltretutto a superare il perdurante particolarismo municipalistico, le insidie all’eco-sostenibilità del turismo, lo squilibrio delle opportunità economiche tra fascia costiera e aree collinari e montane, il tarlo della deturpazione edilizia, che con gli incendi e l’abbandono dei terrazzamenti e dell’economia agricola progressivamente divora il famoso paesaggio, patrimonio UNESCO dell’Umanità.

Il progetto poggia su una cultura positiva e propositiva, e in ciò vuole superare altre sfortunate iniziative tentate nel corso del Novecento, le quali per lo più originarono da circostanze negative o da emergenze delittuose. Primo esempio in tal senso fu il "Comitato esecutivo Pro Costiera" promosso da tutti i Sindaci della Costa d’Amalfi il 20 novembre 1910, all’indomani del "terribile nubifragio del 24 ottobre"; quel Comitato si risolse in una petizione al Governo intitolata "Necessità, Voti, Aspirazioni della Costiera Amalfitana", primo firmatario l’allora sindaco di Amalfi Nicola Casanova