Castellammare il vice prefetto Claudio Vaccaro commissario

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Castellammare di Stabia (Napoli , Campania ) . Rilancio del settore termale, restauro della villa comunale, emergenza occupazionale. Sono tanti i temi scottanti che dovrà affrontare il viceprefetto Claudio Vaccaro, chiamato ieri dalla Prefettura di Napoli a guidare il Comune di Castellammare fino alle prossime elezioni. Il provvedimento del prefetto partenopeo Gerarda Pantalone segue di pochi giorni la caduta, causata dalle dimissioni dalla carica di tredici consiglieri comunali su ventiquattro, dell’amministrazione del sindaco del Pd Nicola Cuomo. Unitamente alla nomina come commissario prefettizio di Vaccaro, il prefetto Pantalone ha anche sospeso il consiglio comunale fino alla definizione della procedura di scioglimento. Claudio Vaccaro, di origini siciliane e con un passato da direttore generale dell’ufficio Affari generali della polizia di Stato, lo scorso anno è stato commissario prefettizio del comune di Mugnano. Ha lavorato presso l’Ufficio centrale legislativo del ministero dell’Interno, poi per il Gabinetto del ministro e infine per il dipartimento di Pubblica Sicurezza. La caduta dell’amministrazione Cuomo è stata causata da problemi interni alla coalizione che hanno messo fine all’esperienza amministrativa di Cuomo inaugurata nel 2013 con la vittoria al ballottaggio sul centrodestra di Antonio Pentangelo. Decisiva è stata la firma di Amedeo Di Nardo (Idv), che in extremis si è aggiunto agli altri dodici rappresentanti delle opposizioni firmatarie del documento di sfiducia. Tra questi, anche i consiglieri del Pd Francesco Iovino, Rosanna Esposito, Rodolfo Ostrifate e Francesco Russo. Si sapeva che erano ore e giorni decisivi per il destino dell’amministrazione stabiese, in bilico praticamente da circa un anno, con maggioranze sempre più risicate ottenute in consiglio sui provvedimenti determinanti per il futuro della città. Provvedimenti e progetti che Vaccaro troverà già sulla scrivania al suo arrivo. Tra i temi principali c’è la problematica termale, che ha segnato in maniera negativa l’esperienza dell’ormai ex sindaco Cuomo. A seguito del fallimento della partecipata Terme di Stabia avvenuto nel marzo scorso, cento lavoratori sono stati licenziati e vantano ancora crediti per il lavoro svolto, mentre altri cento “stagionali” non percepiscono alcun contributo. A poche ore dalla sfiducia Cuomo aveva programmato un incontro con il governatore del centrosinistra Vincenzo De Luca per discutere sia di Terme sia di Fincantieri. Per Fincantieri il primo cittadino avrebbe ridiscusso della realizzazione del bacino di costruzione e la redistribuzione equa dei carichi di lavoro. L’idea invece, per i complessi di Nuove Terme e Antiche Terme, era quella di elaborare bandi per la gestione da parte dei privati con la supervisione della Regione. L’Hotel delle Terme, invece, di proprietà della partecipata Sint è stato messo in vendita e sarà proprio Vaccaro a decidere sul futuro dell’amministratore unico (nominato da Cuomo) Biagio Vanacore. Quest’ultimo incontrerà il commissario prefettizio che a quel punto valuterà se rimuovere o meno l’uomo a capo dell’ultima partecipata dell’Ente, tra i motivi dello sciopero di due giorni fa. Da non sottovalutare, soprattutto per quanto riguarda l’opinione pubblica, il caso del restyling della villa comunale. I lavori sono ricominciati lunedì scorso dopo la rescissione del contratto con l’Ati che si era aggiudicata l’appalto. Titolare del cantiere è ora la “Rf Appalti”, seconda classificata nel bando per la progettazione e il restauro del lungomare. Stando al nuovo cronoprogramma entro fine settembre dovrebbe essere riconsegnata alla città la passeggiata tra i binari e il corso Garibaldi. Ma se dal punto di vista dei lavori d’ora in poi tutto procederà secondo i piani, l’originale previsione non potrà comunque essere rispettata. E per un progetto finanziato da fondi europei “a scadenza” si tratta di un problema non da poco. Toccherà a questo punto proprio a Vaccaro occuparsi della rimodulazione dei fondi Più Europa per non perdere i finanziamenti. Francesco Ferrigno , Il Mattino 

Castellammare di Stabia (Napoli , Campania ) . Rilancio del settore termale, restauro della villa comunale, emergenza occupazionale. Sono tanti i temi scottanti che dovrà affrontare il viceprefetto Claudio Vaccaro, chiamato ieri dalla Prefettura di Napoli a guidare il Comune di Castellammare fino alle prossime elezioni. Il provvedimento del prefetto partenopeo Gerarda Pantalone segue di pochi giorni la caduta, causata dalle dimissioni dalla carica di tredici consiglieri comunali su ventiquattro, dell’amministrazione del sindaco del Pd Nicola Cuomo. Unitamente alla nomina come commissario prefettizio di Vaccaro, il prefetto Pantalone ha anche sospeso il consiglio comunale fino alla definizione della procedura di scioglimento. Claudio Vaccaro, di origini siciliane e con un passato da direttore generale dell’ufficio Affari generali della polizia di Stato, lo scorso anno è stato commissario prefettizio del comune di Mugnano. Ha lavorato presso l’Ufficio centrale legislativo del ministero dell’Interno, poi per il Gabinetto del ministro e infine per il dipartimento di Pubblica Sicurezza. La caduta dell’amministrazione Cuomo è stata causata da problemi interni alla coalizione che hanno messo fine all’esperienza amministrativa di Cuomo inaugurata nel 2013 con la vittoria al ballottaggio sul centrodestra di Antonio Pentangelo. Decisiva è stata la firma di Amedeo Di Nardo (Idv), che in extremis si è aggiunto agli altri dodici rappresentanti delle opposizioni firmatarie del documento di sfiducia. Tra questi, anche i consiglieri del Pd Francesco Iovino, Rosanna Esposito, Rodolfo Ostrifate e Francesco Russo. Si sapeva che erano ore e giorni decisivi per il destino dell’amministrazione stabiese, in bilico praticamente da circa un anno, con maggioranze sempre più risicate ottenute in consiglio sui provvedimenti determinanti per il futuro della città. Provvedimenti e progetti che Vaccaro troverà già sulla scrivania al suo arrivo. Tra i temi principali c’è la problematica termale, che ha segnato in maniera negativa l’esperienza dell’ormai ex sindaco Cuomo. A seguito del fallimento della partecipata Terme di Stabia avvenuto nel marzo scorso, cento lavoratori sono stati licenziati e vantano ancora crediti per il lavoro svolto, mentre altri cento “stagionali” non percepiscono alcun contributo. A poche ore dalla sfiducia Cuomo aveva programmato un incontro con il governatore del centrosinistra Vincenzo De Luca per discutere sia di Terme sia di Fincantieri. Per Fincantieri il primo cittadino avrebbe ridiscusso della realizzazione del bacino di costruzione e la redistribuzione equa dei carichi di lavoro. L’idea invece, per i complessi di Nuove Terme e Antiche Terme, era quella di elaborare bandi per la gestione da parte dei privati con la supervisione della Regione. L’Hotel delle Terme, invece, di proprietà della partecipata Sint è stato messo in vendita e sarà proprio Vaccaro a decidere sul futuro dell’amministratore unico (nominato da Cuomo) Biagio Vanacore. Quest’ultimo incontrerà il commissario prefettizio che a quel punto valuterà se rimuovere o meno l’uomo a capo dell’ultima partecipata dell’Ente, tra i motivi dello sciopero di due giorni fa. Da non sottovalutare, soprattutto per quanto riguarda l’opinione pubblica, il caso del restyling della villa comunale. I lavori sono ricominciati lunedì scorso dopo la rescissione del contratto con l’Ati che si era aggiudicata l’appalto. Titolare del cantiere è ora la “Rf Appalti”, seconda classificata nel bando per la progettazione e il restauro del lungomare. Stando al nuovo cronoprogramma entro fine settembre dovrebbe essere riconsegnata alla città la passeggiata tra i binari e il corso Garibaldi. Ma se dal punto di vista dei lavori d’ora in poi tutto procederà secondo i piani, l’originale previsione non potrà comunque essere rispettata. E per un progetto finanziato da fondi europei “a scadenza” si tratta di un problema non da poco. Toccherà a questo punto proprio a Vaccaro occuparsi della rimodulazione dei fondi Più Europa per non perdere i finanziamenti. Francesco Ferrigno , Il Mattino