Meta bimba rapita dalla madre naturale e adottiva, condannate al carcere

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Meta. Tutto come previsto: il Tribunale di Torre Annunziata ha condannato a tre anni di carcere le tre persone che il 7 aprile scorso, rapirono una bambina da una casa famiglia di Meta. Per il gup Elena Conte non ci sono dubbi: la 38enne rumena e la 45enne casertana, rispettivamente madre naturale e adottiva della piccola, sono colpevoli di sequestro di persona, sottrazione di minore e resistenza a pubblico ufficiale. Stesso discorso per il 38enne rumeno, compagno della madre naturale della bambina, che pure prese parte al blitz e alla successiva fuga sulla statale 145 Sorrentina. La sentenza è arrivata nella tarda mattinata di ieri. Gli imputati sono stati condannati al termine dell’udienza preliminare: tutti e tre, infatti, avevano chiesto di essere giudicati con rito abbreviato per beneficiare dello sconto di un terzo della pena. E in effetti la condanna si è rivelata assai più mite di quella invocata dal pubblico ministero Sergio Raimondi, che per i tre rapitori aveva chiesto sei anni e otto mesi di reclusione. La 45enne casertana e i due 38enni rumeni non potranno beneficiare nemmeno della sospensione condizionale della pena, visto che la condanna supera i due anni di carcere. I rapitori hanno appreso la notizia della sentenza attraverso i rispettivi avvocati. La madre naturale della bambina e il compagno, infatti, sono da aprile agli arresti domiciliari nella loro casa di Baia Verde. Lo stesso vale per la madre adottiva della piccola che, ieri mattina, ha atteso il verdetto dei giudici insieme al marito e ai tre figli nella loro abitazione di San Marcellino. «Ce l’aspettavamo – fanno sapere persone vicine alla 45enne casertana – La dinamica della vicenda era fin troppo chiara». Nei prossimi giorni gli avvocati Renato Iappelli e Camelia Marioara Mortura proporranno appello contro la sentenza emessa dal gup di Torre Annunziata. Nel frattempo i due legali hanno presentato l’istanza di revoca dei domiciliari per i rispettivi assistiti. Si chiude così una vicenda che ha scosso non poco Meta e l’intera penisola sorrentina. È il 7 aprile quando la 45enne casertana, la 38enne rumena e il compagno di quest’ultima bussano alla porta della casa famiglia cui il Tribunale ha affidato la bambina. A quel punto chiedono il permesso di vedere la piccola alla responsabile della struttura, che però rifiuta. Mentre si allontanano, la casertana e i due rumeni vedono la bambina passeggiare in strada insieme a un’educatrice. A quel punto la caricano a bordo della loro automobile e si danno alla fuga sulla statale. I carabinieri di Piano e di Sorrento si lanciano all’inseguimento dei rapitori per poi bloccarli, con l’aiuto dei colleghi di Castellammare, nella galleria di Privati. Due giorni dopo il gip Antonio Fiorentino convalida il fermo e dispone gli arresti domiciliari per i rapitori. Ieri, infine, l’ultimo capitolo della vicenda con la condanna a tre anni di carcere inflitta agli imputati dal gup di Torre Annunziata. Ciriaco M. Viggiano , Il Mattino 

Meta. Tutto come previsto: il Tribunale di Torre Annunziata ha condannato a tre anni di carcere le tre persone che il 7 aprile scorso, rapirono una bambina da una casa famiglia di Meta. Per il gup Elena Conte non ci sono dubbi: la 38enne rumena e la 45enne casertana, rispettivamente madre naturale e adottiva della piccola, sono colpevoli di sequestro di persona, sottrazione di minore e resistenza a pubblico ufficiale. Stesso discorso per il 38enne rumeno, compagno della madre naturale della bambina, che pure prese parte al blitz e alla successiva fuga sulla statale 145 Sorrentina. La sentenza è arrivata nella tarda mattinata di ieri. Gli imputati sono stati condannati al termine dell’udienza preliminare: tutti e tre, infatti, avevano chiesto di essere giudicati con rito abbreviato per beneficiare dello sconto di un terzo della pena. E in effetti la condanna si è rivelata assai più mite di quella invocata dal pubblico ministero Sergio Raimondi, che per i tre rapitori aveva chiesto sei anni e otto mesi di reclusione. La 45enne casertana e i due 38enni rumeni non potranno beneficiare nemmeno della sospensione condizionale della pena, visto che la condanna supera i due anni di carcere. I rapitori hanno appreso la notizia della sentenza attraverso i rispettivi avvocati. La madre naturale della bambina e il compagno, infatti, sono da aprile agli arresti domiciliari nella loro casa di Baia Verde. Lo stesso vale per la madre adottiva della piccola che, ieri mattina, ha atteso il verdetto dei giudici insieme al marito e ai tre figli nella loro abitazione di San Marcellino. «Ce l’aspettavamo – fanno sapere persone vicine alla 45enne casertana – La dinamica della vicenda era fin troppo chiara». Nei prossimi giorni gli avvocati Renato Iappelli e Camelia Marioara Mortura proporranno appello contro la sentenza emessa dal gup di Torre Annunziata. Nel frattempo i due legali hanno presentato l’istanza di revoca dei domiciliari per i rispettivi assistiti. Si chiude così una vicenda che ha scosso non poco Meta e l’intera penisola sorrentina. È il 7 aprile quando la 45enne casertana, la 38enne rumena e il compagno di quest’ultima bussano alla porta della casa famiglia cui il Tribunale ha affidato la bambina. A quel punto chiedono il permesso di vedere la piccola alla responsabile della struttura, che però rifiuta. Mentre si allontanano, la casertana e i due rumeni vedono la bambina passeggiare in strada insieme a un’educatrice. A quel punto la caricano a bordo della loro automobile e si danno alla fuga sulla statale. I carabinieri di Piano e di Sorrento si lanciano all’inseguimento dei rapitori per poi bloccarli, con l’aiuto dei colleghi di Castellammare, nella galleria di Privati. Due giorni dopo il gip Antonio Fiorentino convalida il fermo e dispone gli arresti domiciliari per i rapitori. Ieri, infine, l’ultimo capitolo della vicenda con la condanna a tre anni di carcere inflitta agli imputati dal gup di Torre Annunziata. Ciriaco M. Viggiano , Il Mattino