Faro di Capo d’Orso a Maiori in vendita può diventare albergo, pubblicato bando sulla Gazzetta ufficiale

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Maiori, Costiera amalfitana Pubblicati sulla Gazzetta ufficiale i bandi di gara per la concessione da 6 a 50 anni di 11 fari di proprietà della Stato, di cui 7 in gestione all’Agenzia del Demanio e 4 al Ministero della Difesa. E, tra le proprietà demaniali in “locazione” c’è anche il faro di Capo d’Orso. Recentemente ristrutturato, il faro si trova nelle immediate vicinanze di Maiori, lungo la costiera amalfitana, posto su costone a strapiombo sul mare, accessibile dalla strada costiera attraverso un suggestivo percorso gradonato, che si apre nella macchia mediterranea e scende fino al mare. In base al progetto che è stato sviluppato per il faro di Capo d’Orso il modello che è stato preso come punto di riferimento e che s’intende sviluppare prevede un uso finalizzato all’accoglienza turistica-ricettiva e al ristoro, di tipo Bed end Breakfast o Country House, di alta qualità, riconducibile al turismo sostenibile con eventuale promozione di attività cultural e didattiche finalizzate alla scoperta e tutela del territorio non solo della Costa d’Amalfi ma del parco naturale di Capo d’Orso e del Parco Regionale dei Monti Lattari, per promuovere arte, ricerca, formazione, della biodiversità e dei prodotti locali. I bandi saranno disponibili per 3 mesi, fino al 12 gennaio 2016 e nell’elenco figurano anche il Faro di Brucoli ad Augusta (SR), il Faro di Murrodi Porco a Siracusa (SR), il Faro di Capo Grosso nell’Isola di Levanzo – Favignana (TP), il Faro di Punta Cavazzi ad Ustica (PA), i il Faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia (NA), il Faro di San Domino alle Isole Tremiti (FG) e dei quattro proposti dal Ministero della Difesa il Faro Punta del Fenaio e il Faro di Capel Rosso sull’Isola del Giglio (GR), il Faro Formiche di Grosseto e il Faro di Capo Rizzuto a Isola di Capo Rizzuto (KR). I bandi hanno come caratteristiche comuni: l’adozione della medesima procedura, le stesse modalità di aggiudicazione, uguali tempistiche per la presentazione delle offerte, con una durata di tre mesi dalla pubblicazione. Per partecipare alla gara, sarà necessario presentare la documentazione amministrativa, la proposta progettuale e l’offerta economica libera. La proposta progettuale dovrà essere coerente con gli indirizzi e le linee guida del progetto Valore Paese – FARI, in particolare i fari potranno accogliere iniziative ed eventi di tipo culturale, sociale, sportivo e per la scoperta del territorio insieme ad attività turistiche, ricettive, ristorative, ricreative, didattiche e promozionali. Criterio di valutazione sarà l’offerta «economicamente più vantaggiosa», data dalla proposta progettuale, valutata con punteggio pari al 60 per cento, e dalla proposta economica, a cui può essere assegnato un punteggio massimo pari al 40 per cento. La valutazione della proposta progettuale terrà conto, invece, di elementi qualitativi quali: soluzioni di recupero del faro, manutenzione, fruibilità pubblica, contributo allo sviluppo locale sostenibile e la possibilità di creare un network tra più strutture, attraverso una rete di servizi e attività condivise. Nell’ambito della procedure di gara c’è la possibilità di effettuare sopralluoghi presso i fari entro il 16 dicembre 2015. La Città di Salerno

Maiori, Costiera amalfitana Pubblicati sulla Gazzetta ufficiale i bandi di gara per la concessione da 6 a 50 anni di 11 fari di proprietà della Stato, di cui 7 in gestione all'Agenzia del Demanio e 4 al Ministero della Difesa. E, tra le proprietà demaniali in “locazione” c’è anche il faro di Capo d’Orso. Recentemente ristrutturato, il faro si trova nelle immediate vicinanze di Maiori, lungo la costiera amalfitana, posto su costone a strapiombo sul mare, accessibile dalla strada costiera attraverso un suggestivo percorso gradonato, che si apre nella macchia mediterranea e scende fino al mare. In base al progetto che è stato sviluppato per il faro di Capo d’Orso il modello che è stato preso come punto di riferimento e che s’intende sviluppare prevede un uso finalizzato all’accoglienza turistica-ricettiva e al ristoro, di tipo Bed end Breakfast o Country House, di alta qualità, riconducibile al turismo sostenibile con eventuale promozione di attività cultural e didattiche finalizzate alla scoperta e tutela del territorio non solo della Costa d’Amalfi ma del parco naturale di Capo d’Orso e del Parco Regionale dei Monti Lattari, per promuovere arte, ricerca, formazione, della biodiversità e dei prodotti locali. I bandi saranno disponibili per 3 mesi, fino al 12 gennaio 2016 e nell'elenco figurano anche il Faro di Brucoli ad Augusta (SR), il Faro di Murrodi Porco a Siracusa (SR), il Faro di Capo Grosso nell'Isola di Levanzo – Favignana (TP), il Faro di Punta Cavazzi ad Ustica (PA), i il Faro di Punta Imperatore a Forio d'Ischia (NA), il Faro di San Domino alle Isole Tremiti (FG) e dei quattro proposti dal Ministero della Difesa il Faro Punta del Fenaio e il Faro di Capel Rosso sull'Isola del Giglio (GR), il Faro Formiche di Grosseto e il Faro di Capo Rizzuto a Isola di Capo Rizzuto (KR). I bandi hanno come caratteristiche comuni: l'adozione della medesima procedura, le stesse modalità di aggiudicazione, uguali tempistiche per la presentazione delle offerte, con una durata di tre mesi dalla pubblicazione. Per partecipare alla gara, sarà necessario presentare la documentazione amministrativa, la proposta progettuale e l'offerta economica libera. La proposta progettuale dovrà essere coerente con gli indirizzi e le linee guida del progetto Valore Paese – FARI, in particolare i fari potranno accogliere iniziative ed eventi di tipo culturale, sociale, sportivo e per la scoperta del territorio insieme ad attività turistiche, ricettive, ristorative, ricreative, didattiche e promozionali. Criterio di valutazione sarà l'offerta «economicamente più vantaggiosa», data dalla proposta progettuale, valutata con punteggio pari al 60 per cento, e dalla proposta economica, a cui può essere assegnato un punteggio massimo pari al 40 per cento. La valutazione della proposta progettuale terrà conto, invece, di elementi qualitativi quali: soluzioni di recupero del faro, manutenzione, fruibilità pubblica, contributo allo sviluppo locale sostenibile e la possibilità di creare un network tra più strutture, attraverso una rete di servizi e attività condivise. Nell'ambito della procedure di gara c’è la possibilità di effettuare sopralluoghi presso i fari entro il 16 dicembre 2015. La Città di Salerno