Salerno. Assenteisti al “Ruggi”, rischiano i primari. Verifiche della dirigenza su chi guida i reparti e non controlla

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Salerno. La domanda è quella che in ospedale e in città ci si scambiava a mezza bocca sin da quando, a fine settembre, un’ordinanza dell’autorità giudiziaria ha alzato il sipario su un’indagine per assenteismo che a dieci dipendenti del “Ruggi” è costata un anno di interdizione. E la domanda è “come è possibile, se il fenomeno è così radicato come sembra, che chi doveva controllare non si sia accorto di nulla”. Un interrogativo che deve essersi posto anche la dirigenza ospedaliera se ieri, dall’Arena televisiva di Rai Uno, la responsabile del personale ha annunciato che la ricerca delle anomalie sale ora di scala gerarchica, con procedure disciplinari che dai presunti assenteisti potrebbero estendersi fino a chi governa i reparti, cioè caposala e primari. «I provvedimenti che stiamo adottando sono volti anche a ricordare la filiera delle responsabilità – ha dichiarato Antonietta Niro, in collegamento da Napoli con gli studi televisivi della trasmissione condotta da Massimo Giletti – Le responsabilità sono da cercare nelle unità operative, stiamo appurando se ve ne sono». La dirigente ha poi confermato l’esistenza di 31 procedimenti disciplinari già in corso, avviati prima dell’intervento della magistratura e che secondo quanto già detto nei giorni scorsi riguardano solo in due casi dipendenti finiti anche nel registro degli indagati. Gli accertamenti – fatti di colloqui, inviti a dedurre e documenti di contestazione degli addebiti – dovrebbero concludersi prima di fine anno. Per questo – provocata dal leader della Lega, Matteo Salvini – la dirigente del settore Risorse umane ha accettato la sfida a un nuovo faccia a faccia tra sei mesi, per verificare quanti dei presunti assenteisti sono ancora in servizio e per quanti sono scattati invece provvedimenti disciplinari, che possono arrivare fino al licenziamento. «Stiamo operando con serietà e rigore» ha rivendicato la Niro, sottolineando che la procedura prevede passaggi precisi che non possono essere elusi. «Bisogna seguire la normativa – ha spiegato – non si può andare per istinto di gambizzazione». In collegamento con lo studio Rai anche il difensore di una delle dipendenti sotto inchiesta, l’avvocato Michele Sarno. La sua assistita è stata ripresa dalla Guardia di Finanza in spiaggia mentre risultava invece in servizio in ospedale: «Un comportamento emendabile ma in questo caso non un reato» ha provato a giustificare Sarno, argomentando che la “truffa ai danni dello Stato” contestata alla donna sarebbe «un reato impossibile» visto che dallo stesso Stato aspetterebbe da mesi il pagamento di cento ore di lavoro straordinario. Un argomento, quello dello straordinario, tirato in ballo anche da un altro indagato, il sindacalista Carmine De Chiaro, che davanti alla telecamera non esita a paventare una richiesta di risarcimento all’azienda ospedaliera «per le ore prestate in eccesso». Ma proprio da orari di lavoro troppo prolungati partiva l’esposto giunto alla Finanza da un altro sindacalista, Giuseppe Cicalese, secondo cui i turni non quadravano. E ieri il colonnello Diego De Luca, che ha coordinato le operazioni, ha confermato che alcuni dei presunti assenteisti risultavano non solo in servizio ma anche in prestazione straordinaria, con conseguente maggiorazione di costi per le casse dell’ospedale. Soldi di cui la Corte dei conti potrebbe presto chiedere la restituzione. (Clemy De Maio – La Città di Salerno)

Salerno. La domanda è quella che in ospedale e in città ci si scambiava a mezza bocca sin da quando, a fine settembre, un’ordinanza dell’autorità giudiziaria ha alzato il sipario su un’indagine per assenteismo che a dieci dipendenti del “Ruggi” è costata un anno di interdizione. E la domanda è “come è possibile, se il fenomeno è così radicato come sembra, che chi doveva controllare non si sia accorto di nulla”. Un interrogativo che deve essersi posto anche la dirigenza ospedaliera se ieri, dall’Arena televisiva di Rai Uno, la responsabile del personale ha annunciato che la ricerca delle anomalie sale ora di scala gerarchica, con procedure disciplinari che dai presunti assenteisti potrebbero estendersi fino a chi governa i reparti, cioè caposala e primari. «I provvedimenti che stiamo adottando sono volti anche a ricordare la filiera delle responsabilità – ha dichiarato Antonietta Niro, in collegamento da Napoli con gli studi televisivi della trasmissione condotta da Massimo Giletti – Le responsabilità sono da cercare nelle unità operative, stiamo appurando se ve ne sono». La dirigente ha poi confermato l’esistenza di 31 procedimenti disciplinari già in corso, avviati prima dell’intervento della magistratura e che secondo quanto già detto nei giorni scorsi riguardano solo in due casi dipendenti finiti anche nel registro degli indagati. Gli accertamenti – fatti di colloqui, inviti a dedurre e documenti di contestazione degli addebiti – dovrebbero concludersi prima di fine anno. Per questo – provocata dal leader della Lega, Matteo Salvini – la dirigente del settore Risorse umane ha accettato la sfida a un nuovo faccia a faccia tra sei mesi, per verificare quanti dei presunti assenteisti sono ancora in servizio e per quanti sono scattati invece provvedimenti disciplinari, che possono arrivare fino al licenziamento. «Stiamo operando con serietà e rigore» ha rivendicato la Niro, sottolineando che la procedura prevede passaggi precisi che non possono essere elusi. «Bisogna seguire la normativa – ha spiegato – non si può andare per istinto di gambizzazione». In collegamento con lo studio Rai anche il difensore di una delle dipendenti sotto inchiesta, l’avvocato Michele Sarno. La sua assistita è stata ripresa dalla Guardia di Finanza in spiaggia mentre risultava invece in servizio in ospedale: «Un comportamento emendabile ma in questo caso non un reato» ha provato a giustificare Sarno, argomentando che la “truffa ai danni dello Stato” contestata alla donna sarebbe «un reato impossibile» visto che dallo stesso Stato aspetterebbe da mesi il pagamento di cento ore di lavoro straordinario. Un argomento, quello dello straordinario, tirato in ballo anche da un altro indagato, il sindacalista Carmine De Chiaro, che davanti alla telecamera non esita a paventare una richiesta di risarcimento all’azienda ospedaliera «per le ore prestate in eccesso». Ma proprio da orari di lavoro troppo prolungati partiva l’esposto giunto alla Finanza da un altro sindacalista, Giuseppe Cicalese, secondo cui i turni non quadravano. E ieri il colonnello Diego De Luca, che ha coordinato le operazioni, ha confermato che alcuni dei presunti assenteisti risultavano non solo in servizio ma anche in prestazione straordinaria, con conseguente maggiorazione di costi per le casse dell’ospedale. Soldi di cui la Corte dei conti potrebbe presto chiedere la restituzione. (Clemy De Maio – La Città di Salerno)