Napoli torna sporca, Iervolino pronta a firmare ordinanza contro stop

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Ultimatum di Enerambiente che raccoglie la spazzatura in gran parte della città. E il sindaco studia contromosse

 NAPOLI — Rifiuti, tensione alle stelle e rischio blocco della raccolta per domani. Ieri si sono seduti intorno a un tavolo l’amministratore delegato di Asia, Daniele Fortini; il sindaco Rosa Russo Iervolino; gli assessori Paolo Giacomelli (Igiene Urbana) e Pasquale Losa (delega al Personale). All’ordine del giorno la situazione che si è venuta a creare in seguito all’ultimatum di Enerambiente. Come anticipato dal Corriere del Mezzogiorno, infatti, la società degli imprenditori Gavioli, che ha effettuato fino ad oggi la raccolta della spazzatura in gran parte della città di Napoli e ha vinto anche due lotti del nuovo appalto, da domani minaccia di non muovere più un camion. Sostiene di aver maturato un credito di circa 13 milioni di euro, nei confronti di Asia. Se non sarà saldato, o almeno se non riceverà un congruo anticipo, lascerà Napoli. Sarebbe un grave problema, perché Lanterna Docks e Lavajet, le due imprese liguri che si sono aggiudicate tre dei cinque lotti del nuovo appalto, non sono pronte a partire col servizio sin da domani, come invece prevedeva il contratto.

La municipalizzata avrebbe voluto che Enerambiente proseguisse dunque nella raccolta in tutta la città almeno per un altro mese e mezzo. La società ha invece annunciato che non lo farà, se non sarà saldato il credito pregresso. L’offerta proposta lunedì da palazzo San Giacomo — un milione emezzo di euro di acconto — pare che non abbia ammorbidito affatto Stefano Gavioli, il presidente di Enerambiente. Due le ipotesi che si sono delineate nell’incontro di ieri, tra i vertici di palazzo San Giacomo e quelli di Asia. La prima è un’ordinanza del sindaco Iervolino che imponga ad Enerambiente di non interrompere il servizio. Una mossa che certo acuirebbe la tensione tra palazzo San Giacomo e l’impresa veneta ma che, secondo gli esperti in materia legale del Comune. potrebbe reggere al vaglio di eventuali ricorsi da parte dell’azienda dei Gavioli. La seconda strada, meno probabile secondo le indiscrezioni filtrate nella serata di ieri, è che il Comune rilanci, rispetto all’offerta maturata lunedì, proponendo ad Enerambiente un saldo più consistente, sebbene ancora parziale, dei crediti maturati dalla ditta. Quel che è certo, peraltro, è che le bordate di Stefano Gavioli hanno lasciato di stucco l’assessore Giacomelli e la dirigenza di Asia. «Solo una settimana fa— riferisce una fonte interna alla municipalizzata — quel signore si era dichiarato disponibile a proseguire nel servizio, non aveva mosso obiezioni alle nostre richieste».

Soprattutto, Asia contesta che il credito maturato da Enerambiente superi i 10 milioni di euro. «Realisticamente stiamo parlando di un quinto di quella cifra», è la versione che filtra dalle stanze di via Antiniana, dove ha sede la municipalizzata. «Al netto, naturalmente, delle fatture emesse che dovranno essere pagate entro sessanta giorni». Nello scontro tra palazzo San Giacomo e l’impresa dei Gavioli, è concreto il rischio che Napoli ritorni con i cumuli di spazzatura. Enerambiente, infatti, gestisce sostanzialmente il prelievo dei rifiuti in gran parte della città. Se davvero deciderà di non muovere i propri camion, a partire da domani, e se l’eventuale ordinanza del sindaco Iervolino non troverà riscontri, da parte dell’impresa, torneranno i cumuli di rifiuti agli angoli delle strade.

Fabrizio Geremicca
15 settembre 2010

Il Corriere del Mezzogiorno

inserito da Michele Pappacoda