Positano arriva la Gong Teraphy con Belinda e Javier Gonzales

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Positano arriva la Gong Teraphy con Belinda e Javier Gonzales. Belinda del centro benessere Royal Divine sta ospitando in questi giorni il suo maestro di Gong Teraphy, fra i più famosi al mondo, Javier Gonzales , originario dell’Argentina. 

Il suono del Gong e il Bagno Armonico nelle sue straordinarie vibrazioni sono un’esperienza intensa e avvolgente, dal sorprendente potere curativo. Il Gong, molto più di un semplice strumento musicale, è utilizzato con grande efficacia anche nella pratica dello yoga e a fini terapeutici. Il suono è essenzialmente una vibrazione: tutto ciò che vibra emette un suono, che sia percepibile dall’orecchio umano o meno. Ogni cosa, che siano oggetti o i nostri stessi corpi, possiede dunque una sua vibrazione e un suo “suono”, in quanto costituito da particelle infinitesimali in continua vibrazione. Nella musicoterapia, nelle pratiche spirituali, nei percorsi di benessere acquista sempre più importanza la ricerca e l’utilizzo del potere della vibrazione per armonizzare e riequilibrare il corpo e non solo. Le onde sonore stimolano la nostra pelle in modo simile al massaggio, producendo effetti sugli organi corrispondenti; frequenze particolari guidano la mente a rilassarsi e focalizzarsi; i suoni di particolari strumenti possono innalzare lo spirito verso il trascendentale. Alcuni esempi di noti strumenti dalla potente vibrazione sono le campane tibetane, i didgeridoo australiani e, in modo particolare, il Gong. Il gong: uno strumento antico e magico Il Gong è uno strumento molto antico, la sua origine è incerta, ma la sua presenza è rintracciata in numerose culture. Si pensa che esista fin dall’Età del Bronzo (tra il 3000 e il 2000 a.C.), che fosse usato dai Romani come strumento di segnalazione, dai Greci per intimidire i nemici e durante i rituali funebri. Proprio dalla Grecia potrebbe essersi diffuso a est, verso l’India nord-occidentale. Le prime menzioni vere e proprie del Gong come strumento musicale e rituale vengono da una zona della Cina tra il Tibet e la Birmania, dove si pensa il Gong sia arrivato attraverso l’India e l’Afghanistan. Oltre che in Asia e in Europa, il Gong è conosciuto e usato per scopi religiosi e rituali anche in Africa e in Sud America. In molte di queste civiltà il suono del Gong era ed è considerato magico. Di certo, il suono del Gong è estremamente potente, molto particolare, unico. Il Gong è uno strumento musicale idiofono, ovvero il suo suono è prodotto dalla vibrazione del corpo stesso dello strumento. Altri strumenti musicali necessitano invece di risuonare “accoppiandosi” a un’altra struttura, come ad esempio la cassa di risonanza di uno strumento a corda. Della famiglia degli strumenti idiofoni fanno parte anche gli xilofoni, i piatti, le nacchere e, significativamente, i blocchetti di legno di origine molto antica usati nei templi e le campane. Il suono delle grandi campane delle chiese occidentali è forse l’unico paragonabile alla complessità dei toni del Gong, capaci di trasportare chi ascolta fuori dal mondo materiale e in una dimensione spirituale, trascendentale. Il potere della vibrazione Il Gong come strumento musicale è conosciuto e molto utilizzato nella musica orientale e in quella occidentale. Tuttavia il suo significato più profondo, il suo uso più straordinario, risiede nel grande potere della sua vibrazione: un potere di trasformazione, di guarigione e di elevazione spirituale. Il Gong oggi è utilizzato da terapeuti, dai counselor spirituali e anche dagli yogi: sia per insegnare, che per praticare lo yoga. Il Gong e lo Yoga Il Gong è menzionato in relazione allo yoga per la prima volta in un testo essenziale del XIV secolo, l’Hatha Yoga Pradipika, e in altri testi antichi che paragonano, ad esempio, il risveglio del chakra del cuore ad opera dell’energia kundalini a “un gong che esplode al centro del sole”. La particolarissima vibrazione del Gong aiuta lo yogi a entrare in uno stato spontaneo di meditazione profonda e ha un profondo effetto sia sul corpo fisico che sulle energie del corpo sottile (maggiori informazioni sul corpo sottile): Libera le nadi, i canali energetici in cui scorre il prana, rimuovendone i blocchi Permette così al prana di scorrere liberamente, aumentando l’energia vitale e stimolando i processi di autoguarigione I complessi schemi di frequenza del suono del Gong entrano in risonanza con la frequenza sonora caratteristica di ogni singolo chakra, facendoli vibrare nella risonanza per loro ottimale Ciò permette di riallineare i chakra, aprirli liberandoli da eventuali blocchi In particolare, il Gong agisce con grande efficacia sul sesto e sul settimo chakra (scopri i charka e le loro funzioni), sulle ghiandole pituitaria e pineale a essi collegate, e sul sistema parasimpatico, una parte del sistema nervoso che presiede alle funzioni corporee involontarie e stimola la quiete, il rilassamento, il riposo, la digestione e l’immagazzinamento di energia. Per questo il gong è uno strumento prezioso e ideale per aiutare la meditazione. Il Gong e il Kundalini Yoga Il Gong viene affiancato alla pratica dello yoga in numerose scuole. In Occidente, l’uso più diffuso del Gong in combinazione con lo yoga avviene nella tradizione del Kundalini Yoga. Yogi Bhajan, il maestro che ha portato il Kundalini Yoga in Occidente, era egli stesso un maestro di Gong. Nel suo insegnamento utilizzava il suono del Gong non solo come parte della meditazione e del rilassamento in una lezione di yoga, ma anche come aiuto nelle terapie per guarire il sistema nervoso, per esempio, dai danni della tossicodipendenza. Nelle parole di Yogi Bhajan, “il Gong è il primo e ultimo strumento per la mente umana […] È il primo suono dell’universo. È il suono creativo di base.” Come si usa il gong nello yoga? Il Gong è usato nella pratica dello yoga soprattutto durante il rilassamento, per avvolgere l’ascoltatore in uno stato di profondissimo relax e guidarlo nella meditazione. Il suono del Gong è prezioso anche per integrare un’altra pratica legata al suono sacro: il mantra. Il suo potere sul flusso del prana lo rende inoltre adatto a valorizzare le pratiche di pranayama, ovvero il controllo del respiro e dell’energia: per esempio, viene usato a volte per scandire il ritmo di inspirazione, ritenzione del respiro, espirazione e sospensione. Allo stesso modo, il suono di un Gong suonato in modo appropriato può aumentare e valorizzare l’energia delle asana, le posture yoga (scopri i benefici dello yoga). Il Gong è, infine, un eccezionale supporto alla meditazione. La meditazione con il Gong Nella tradizione del Kundalini Yoga, prima della meditazione con il Gong (come d’altra parte in una sessione standard) si eseguono dei kriya (sequenze di asana) e degli esercizi di pranayama. Poi si assume una postura ideale per la meditazione: seduti in Posizione Facile, con la colonna vertebrale ben diritta, perpendicolare alla terra, il mento leggermente rientrato, le mani giunte nel Pran Bandha Mudra (mani sollevate davanti alle spalle, con il palmo rivolto in fuori, mignolo e anulare uniti con il pollice e diretti verso il basso, indice e medio in contatto e distesi verso l’alto) gli ascoltatori possono focalizzare la mente nella zona sopra il naso e tra le sopracciglia (il “terzo occhio”), ascoltando il suono del Gong, respirando in modo lento e consapevole. La meditazione con il Gong da seduti per i praticanti non esperti può durare dai tre agli undici minuti ed è consigliabile farla seguire da un rilassamento profondo, sdraiati, di pari durata. Il Gong: uno strumento di guarigione Il Gong, come abbiamo visto, stimola i processi di autoguarigione. Come lo yoga, il potere curativo del Gong agisce sul corpo, sulla mente e sullo spirito. Oltre che nella pratica dello yoga, le virtù terapeutiche del suono del Gong sono sempre più studiate e utilizzate all’interno della musicoterapia, da terapeuti, psicologi e counselor spirituali. Ricerche, seminari e sessioni di terapia con il Gong hanno rilevato, sul piano fisico, un’efficacia nell’alleviare dolori al collo, emicrania, mal di testa, problemi mestruali, distorsioni della caviglia. L’onda sonora di bassa frequenza del gong avvolge l’ascoltatore in un vero e proprio “massaggio sonoro” dai molteplici benefici – naturalmente a patto che il gong sia uno strumento di grandi dimensioni suonato dal vivo, nelle vicinanze dell’ascoltatore. (Se vuoi approfondire l’autoguarigione leggi gli articoli collegati). Come avviene una sessione di terapia con il Gong? Esistono sessioni di terapia con il Gong Yoga individuali, impostate per le caratteristiche e le problematiche di un singolo individuo, ma è possibile partecipare anche a Bagni Armonici e lezioni di gruppo. Anche in quest’ultimo caso, l’insegnante di yoga e/o maestro di Gong inizierà la sessione accertandosi del contesto degli ascoltatori: quali sono le loro necessità, le esperienze e le eventuali limitazioni. I partecipanti sono poi esortati ad aprirsi all’ascolto, poiché “la guarigione inizia solo con l’intenzione”. Ci si prepara all’ascolto e si apre lo spazio sacro con un mantra, dopodiché chi conduce la sessione potrà guidare gli ascoltatori a pendere coscienza del proprio corpo nel rilassamento, a prendere coscienza del proprio respiro con semplici esercizi di pranayama. Se necessario per gli obiettivi della sessione, si può preparare il corpo alla guarigione e al rilassamento con sequenze di asana, pratiche di pranayama e mantra. A questo punto, a seconda dell’impostazione della sessione, i partecipanti possono entrare in una fase cruciale per avviare il processo di autoguarigione: la pratica dello Yoga Nidra, il “sonno yogico”. Durante lo stato di profondo rilassamento fisico, mentale ed emozionale dello Yoga Nidra viene introdotto il suono del Gong, che può protrarsi da 10-15 minuti fino a mezz’ora o persino un’ora. In chiusura della sessione, i partecipanti sono ricondotti al loro corpo gradualmente, muovendo dapprima mani e piedi e stirando lentamente il corpo, tornando infine in posizione seduta e completando la sessione con un mantra, una preghiera o una benedizione. È facile sentir dire dai partecipanti, mentre escono da una sessione di yoga con il suono del Gong, di sentirsi “leggeri, rigenerati, cambiati”. Il potere del suono del Gong è tuttavia grande nel bene e nel male. Amplifica il potere delle pratiche yogiche, infonde energia e porta alla guarigione, ma va utilizzato con consapevolezza e in modo appropriato, per non rischiare di incorrere in effetti negativi. Per questo è raccomandabile praticare con la guida di un insegnante o terapista che sia anche un esperto maestro di Gong. Oggi è possibile fare esperienza di ottime sessioni di Gong Terapia o di Bagno Armonico nel suono del Gong anche in Italia. Belinda è l’unica a farlo in Costiera amalfitana

Positano arriva la Gong Teraphy con Belinda e Javier Gonzales. Belinda del centro benessere Royal Divine sta ospitando in questi giorni il suo maestro di Gong Teraphy, fra i più famosi al mondo, Javier Gonzales , originario dell'Argentina. 

Il suono del Gong e il Bagno Armonico nelle sue straordinarie vibrazioni sono un’esperienza intensa e avvolgente, dal sorprendente potere curativo. Il Gong, molto più di un semplice strumento musicale, è utilizzato con grande efficacia anche nella pratica dello yoga e a fini terapeutici. Il suono è essenzialmente una vibrazione: tutto ciò che vibra emette un suono, che sia percepibile dall’orecchio umano o meno. Ogni cosa, che siano oggetti o i nostri stessi corpi, possiede dunque una sua vibrazione e un suo “suono”, in quanto costituito da particelle infinitesimali in continua vibrazione. Nella musicoterapia, nelle pratiche spirituali, nei percorsi di benessere acquista sempre più importanza la ricerca e l’utilizzo del potere della vibrazione per armonizzare e riequilibrare il corpo e non solo. Le onde sonore stimolano la nostra pelle in modo simile al massaggio, producendo effetti sugli organi corrispondenti; frequenze particolari guidano la mente a rilassarsi e focalizzarsi; i suoni di particolari strumenti possono innalzare lo spirito verso il trascendentale. Alcuni esempi di noti strumenti dalla potente vibrazione sono le campane tibetane, i didgeridoo australiani e, in modo particolare, il Gong. Il gong: uno strumento antico e magico Il Gong è uno strumento molto antico, la sua origine è incerta, ma la sua presenza è rintracciata in numerose culture. Si pensa che esista fin dall’Età del Bronzo (tra il 3000 e il 2000 a.C.), che fosse usato dai Romani come strumento di segnalazione, dai Greci per intimidire i nemici e durante i rituali funebri. Proprio dalla Grecia potrebbe essersi diffuso a est, verso l’India nord-occidentale. Le prime menzioni vere e proprie del Gong come strumento musicale e rituale vengono da una zona della Cina tra il Tibet e la Birmania, dove si pensa il Gong sia arrivato attraverso l’India e l’Afghanistan. Oltre che in Asia e in Europa, il Gong è conosciuto e usato per scopi religiosi e rituali anche in Africa e in Sud America. In molte di queste civiltà il suono del Gong era ed è considerato magico. Di certo, il suono del Gong è estremamente potente, molto particolare, unico. Il Gong è uno strumento musicale idiofono, ovvero il suo suono è prodotto dalla vibrazione del corpo stesso dello strumento. Altri strumenti musicali necessitano invece di risuonare “accoppiandosi” a un’altra struttura, come ad esempio la cassa di risonanza di uno strumento a corda. Della famiglia degli strumenti idiofoni fanno parte anche gli xilofoni, i piatti, le nacchere e, significativamente, i blocchetti di legno di origine molto antica usati nei templi e le campane. Il suono delle grandi campane delle chiese occidentali è forse l’unico paragonabile alla complessità dei toni del Gong, capaci di trasportare chi ascolta fuori dal mondo materiale e in una dimensione spirituale, trascendentale. Il potere della vibrazione Il Gong come strumento musicale è conosciuto e molto utilizzato nella musica orientale e in quella occidentale. Tuttavia il suo significato più profondo, il suo uso più straordinario, risiede nel grande potere della sua vibrazione: un potere di trasformazione, di guarigione e di elevazione spirituale. Il Gong oggi è utilizzato da terapeuti, dai counselor spirituali e anche dagli yogi: sia per insegnare, che per praticare lo yoga. Il Gong e lo Yoga Il Gong è menzionato in relazione allo yoga per la prima volta in un testo essenziale del XIV secolo, l’Hatha Yoga Pradipika, e in altri testi antichi che paragonano, ad esempio, il risveglio del chakra del cuore ad opera dell’energia kundalini a “un gong che esplode al centro del sole”. La particolarissima vibrazione del Gong aiuta lo yogi a entrare in uno stato spontaneo di meditazione profonda e ha un profondo effetto sia sul corpo fisico che sulle energie del corpo sottile (maggiori informazioni sul corpo sottile): Libera le nadi, i canali energetici in cui scorre il prana, rimuovendone i blocchi Permette così al prana di scorrere liberamente, aumentando l’energia vitale e stimolando i processi di autoguarigione I complessi schemi di frequenza del suono del Gong entrano in risonanza con la frequenza sonora caratteristica di ogni singolo chakra, facendoli vibrare nella risonanza per loro ottimale Ciò permette di riallineare i chakra, aprirli liberandoli da eventuali blocchi In particolare, il Gong agisce con grande efficacia sul sesto e sul settimo chakra (scopri i charka e le loro funzioni), sulle ghiandole pituitaria e pineale a essi collegate, e sul sistema parasimpatico, una parte del sistema nervoso che presiede alle funzioni corporee involontarie e stimola la quiete, il rilassamento, il riposo, la digestione e l’immagazzinamento di energia. Per questo il gong è uno strumento prezioso e ideale per aiutare la meditazione. Il Gong e il Kundalini Yoga Il Gong viene affiancato alla pratica dello yoga in numerose scuole. In Occidente, l’uso più diffuso del Gong in combinazione con lo yoga avviene nella tradizione del Kundalini Yoga. Yogi Bhajan, il maestro che ha portato il Kundalini Yoga in Occidente, era egli stesso un maestro di Gong. Nel suo insegnamento utilizzava il suono del Gong non solo come parte della meditazione e del rilassamento in una lezione di yoga, ma anche come aiuto nelle terapie per guarire il sistema nervoso, per esempio, dai danni della tossicodipendenza. Nelle parole di Yogi Bhajan, “il Gong è il primo e ultimo strumento per la mente umana […] È il primo suono dell’universo. È il suono creativo di base.” Come si usa il gong nello yoga? Il Gong è usato nella pratica dello yoga soprattutto durante il rilassamento, per avvolgere l’ascoltatore in uno stato di profondissimo relax e guidarlo nella meditazione. Il suono del Gong è prezioso anche per integrare un’altra pratica legata al suono sacro: il mantra. Il suo potere sul flusso del prana lo rende inoltre adatto a valorizzare le pratiche di pranayama, ovvero il controllo del respiro e dell’energia: per esempio, viene usato a volte per scandire il ritmo di inspirazione, ritenzione del respiro, espirazione e sospensione. Allo stesso modo, il suono di un Gong suonato in modo appropriato può aumentare e valorizzare l’energia delle asana, le posture yoga (scopri i benefici dello yoga). Il Gong è, infine, un eccezionale supporto alla meditazione. La meditazione con il Gong Nella tradizione del Kundalini Yoga, prima della meditazione con il Gong (come d’altra parte in una sessione standard) si eseguono dei kriya (sequenze di asana) e degli esercizi di pranayama. Poi si assume una postura ideale per la meditazione: seduti in Posizione Facile, con la colonna vertebrale ben diritta, perpendicolare alla terra, il mento leggermente rientrato, le mani giunte nel Pran Bandha Mudra (mani sollevate davanti alle spalle, con il palmo rivolto in fuori, mignolo e anulare uniti con il pollice e diretti verso il basso, indice e medio in contatto e distesi verso l’alto) gli ascoltatori possono focalizzare la mente nella zona sopra il naso e tra le sopracciglia (il “terzo occhio”), ascoltando il suono del Gong, respirando in modo lento e consapevole. La meditazione con il Gong da seduti per i praticanti non esperti può durare dai tre agli undici minuti ed è consigliabile farla seguire da un rilassamento profondo, sdraiati, di pari durata. Il Gong: uno strumento di guarigione Il Gong, come abbiamo visto, stimola i processi di autoguarigione. Come lo yoga, il potere curativo del Gong agisce sul corpo, sulla mente e sullo spirito. Oltre che nella pratica dello yoga, le virtù terapeutiche del suono del Gong sono sempre più studiate e utilizzate all’interno della musicoterapia, da terapeuti, psicologi e counselor spirituali. Ricerche, seminari e sessioni di terapia con il Gong hanno rilevato, sul piano fisico, un’efficacia nell’alleviare dolori al collo, emicrania, mal di testa, problemi mestruali, distorsioni della caviglia. L’onda sonora di bassa frequenza del gong avvolge l’ascoltatore in un vero e proprio “massaggio sonoro” dai molteplici benefici – naturalmente a patto che il gong sia uno strumento di grandi dimensioni suonato dal vivo, nelle vicinanze dell’ascoltatore. (Se vuoi approfondire l'autoguarigione leggi gli articoli collegati). Come avviene una sessione di terapia con il Gong? Esistono sessioni di terapia con il Gong Yoga individuali, impostate per le caratteristiche e le problematiche di un singolo individuo, ma è possibile partecipare anche a Bagni Armonici e lezioni di gruppo. Anche in quest’ultimo caso, l’insegnante di yoga e/o maestro di Gong inizierà la sessione accertandosi del contesto degli ascoltatori: quali sono le loro necessità, le esperienze e le eventuali limitazioni. I partecipanti sono poi esortati ad aprirsi all’ascolto, poiché “la guarigione inizia solo con l’intenzione”. Ci si prepara all’ascolto e si apre lo spazio sacro con un mantra, dopodiché chi conduce la sessione potrà guidare gli ascoltatori a pendere coscienza del proprio corpo nel rilassamento, a prendere coscienza del proprio respiro con semplici esercizi di pranayama. Se necessario per gli obiettivi della sessione, si può preparare il corpo alla guarigione e al rilassamento con sequenze di asana, pratiche di pranayama e mantra. A questo punto, a seconda dell’impostazione della sessione, i partecipanti possono entrare in una fase cruciale per avviare il processo di autoguarigione: la pratica dello Yoga Nidra, il “sonno yogico”. Durante lo stato di profondo rilassamento fisico, mentale ed emozionale dello Yoga Nidra viene introdotto il suono del Gong, che può protrarsi da 10-15 minuti fino a mezz’ora o persino un’ora. In chiusura della sessione, i partecipanti sono ricondotti al loro corpo gradualmente, muovendo dapprima mani e piedi e stirando lentamente il corpo, tornando infine in posizione seduta e completando la sessione con un mantra, una preghiera o una benedizione. È facile sentir dire dai partecipanti, mentre escono da una sessione di yoga con il suono del Gong, di sentirsi “leggeri, rigenerati, cambiati”. Il potere del suono del Gong è tuttavia grande nel bene e nel male. Amplifica il potere delle pratiche yogiche, infonde energia e porta alla guarigione, ma va utilizzato con consapevolezza e in modo appropriato, per non rischiare di incorrere in effetti negativi. Per questo è raccomandabile praticare con la guida di un insegnante o terapista che sia anche un esperto maestro di Gong. Oggi è possibile fare esperienza di ottime sessioni di Gong Terapia o di Bagno Armonico nel suono del Gong anche in Italia. Belinda è l'unica a farlo in Costiera amalfitana