INTERNATIONAL SECURITY SERVICE. Vigilanti con l’acqua alla gola, i ‘dubbi’ dei sindacati

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“Nelle sue mani passano ben 30 aziende che si occupano di sicurezza”, affermano dal sindacato Nazionale Guardie Giurate.

A sequestrare l’uomo sarebbe stato un commando armato, ma sono ancora ignote le modalità del rapimento su cui indagano i carabinieri. Buglione, l’imprenditore sequestrato domenica sera, è il titolare di un istituto di vigilanza privata a Nola, la ‘International Security Service’, ex ‘Vigilante 2’. In passato l’imprenditore è stato coinvolto in diverse inchieste, tra cui una relativa ai permessi  rilasciati dalla Prefettura alla International security service. “Siamo dispiaciuti sull’aspetto umano ed imprenditoriale per quando è accaduto a Buglione”, asserisce il segretario generale sindacale, Marco Fusco. “E’ un personaggio, i Buglione sono molto considerati sul territorio, solo un pazzo potrebbe compiere un’azione di questo genere. Effettivamente il sequestro pare cosa strana. Noi abbiamo appreso ieri mattina di quanto accaduto nel nolano a Buglione, ma secondo il nostro modesto parere, pare sia una barzelletta. Anche i ragazzi della azienda International Secutiy Service manifestano nutriti dubbi sulla vicenda del sequestro. Sono note alla cronaca nazionale le vicissitudini che ha vissuto l’imprenditore. Parliamo di un uomo con un trentennio di lavoro alle spalle nel ramo security. Periodi in cui se si semina male si raccoglie zero”. Secondo molti potrebbero essere in tanti a non mostrare grande ‘stima’ per l’imprenditore. “Le supposizioni sono tante, proprio in visione dei tanti provvedimenti anche trascorsi di Buglione, a poter far pensare che la sua sparizione sia solo un modo volontario per sparire. Antonio Buglione non è un uomo da soli sei zeri, ma anche da dieci. Appunto secondo quanto raccontato negli anni dai media, possiamo dire che se il sequestro c’è, è molto al disopra delle righe”. Sono tanti gli interrogativi sulla vicenda posti dalla società civile di Saviano, dalle 297 unità entrate in mobilità lo scorso otto aprile e anche della DdA, la quale sta analizzando in maniera capillare la vicenda mantenendo un particolare riservo. “Il problema grosso a Napoli è anche il continuo rilascio di licenze di vigilanza a presumibili prestanome, che causano tanti e troppi problemi. La figura della guardia giurata a Napoli non esiste – continua Fusco – perché vive in uno stato di sottomissione di paura di parlare, esternando i problemi che affronta in termini aziendali; la nostra attività sindacale, estremamente documentabile a tutti i livelli lo dimostra. A Napoli la situazione è sconfortante e di abbandono totale del settore”.