Maiori , inchiesta mensa ieri gli interrogatori, anche pomodori cinesi. Solidarietà bipartizan per ex vicesindaco Romano

0

Si volevano etichettare confezioni di pomodori provenienti dalla Cina per farle falsamente risultare come prodotte in Italia, si davano ai bimbi carni scongelate più volte: è una delle circostanze emerse nell’ambito dell’inchiesta sulle mense scolastiche in Campania che ha portato, all’esecuzione di un’ordinanza cautelare con 11 arresti (sei in carcere e cinque ai domiciliari), tre divieti di dimora e tre obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria, fra questi, per quanto ci riguarda come testata, la Costiera amalfitana, anche l’ex vicesindaco Antonio Romano, mentre per la penisola sorrentina, due funzionari di Sant’Agnello.  Differenti le reazioni nei due centri, nella cittadina della costa d ‘ Amalfi solidarietà bipartizan, dalla maggioranza guidata dal sindaco Antonio Capone, ma anche dall’ex sindaco Stefano Della Pietra, mentre a Sant’Agnello, sta avvenendo una specie di faida politica, anche se non sono convolti amministratori. Ieri gli interrogatori presso il Gip del Tribunale di Napoli Francesca Ferri ,  ma vi è stretto riserbo, in molti hanno scelto di non rispondere anche per vagliare l’enorme mole  Dalle indagini, coordinate dal Procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, e dai pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Giuseppina Loreto, è emerso che il cibo servito nelle mense scolastiche al centro dell’inchiesta era di scadente qualità (in alcuni casi scongelato e ricongelato). È capitato talvolta che i bambini si sono sentiti male dopo aver pranzato in mensa a scuola. Gli indagati. L’ex vicesindaco di Maiori (Salerno), tre dirigenti e un dipendente dei Comuni di Solofra (Avellino), Montoro Inferiore (Avellino) e Sant’Agnello (Napoli), nonché un tecnico della prevenzione della Asl Napoli 2, figurano tra i 17 indagati nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli. L’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli da luglio 2012 a oggi, ha consentito di documentare l’esistenza di un’associazione delinquenziale facente capo a un gruppo di imprenditori, attivi prevalentemente nel settore della refezione scolastica che, mediante l’intervento di politici e dirigenti comunali locali, ottenevano l’aggiudicazione di appalti pubblici per le forniture dei pasti nelle mense di scuole nei comuni di Casalnuovo e Sant’Agnello in provincia di Napoli, Montoro Inferiore e Solofra in provincia di Avellino, Maiori e Padula in provincia di Salerno. Il sistema. Il sodalizio si serviva di referenti territoriali, prevalentemente donne, che, forti dei rapporti vantati con alcuni membri delle diverse commissioni di gara, veicolavano agli stessi informazioni negative, talvolta non veritiere, sul conto delle ditte concorrenti che venivano fatte oggetto di una vera e propria attività di «dossieraggio» al fine di determinarne l’esclusione dalla gara. L’operazione dei carabinieri è scattata all’alba nel Napoletano. Le persone coinvolte sono accusate di aver fatto parte, a vario titolo, di una presunta associazione per delinquere, che in maniera irregolare, corruzione, frodi, e la promessa di posti di lavoro, ha ottenuto appalti per la fornitura di pasti in scuole delle province di Napoli, Avellino e Salerno. Svolte anche perquisizioni. Le gare. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, grazie all’intervento di amministratori e dirigenti pubblici e con la complicità di altre persone, il gruppo otteneva l’aggiudicazione di appalti per la fornitura di pasti in scuole delle province di Napoli, Avellino e Salerno, determinando l’esclusione dalle gare delle ditte concorrenti, anche con la promessa di posti di lavoro per parenti e amici.

Si volevano etichettare confezioni di pomodori provenienti dalla Cina per farle falsamente risultare come prodotte in Italia, si davano ai bimbi carni scongelate più volte: è una delle circostanze emerse nell'ambito dell'inchiesta sulle mense scolastiche in Campania che ha portato, all'esecuzione di un'ordinanza cautelare con 11 arresti (sei in carcere e cinque ai domiciliari), tre divieti di dimora e tre obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria, fra questi, per quanto ci riguarda come testata, la Costiera amalfitana, anche l'ex vicesindaco Antonio Romano, mentre per la penisola sorrentina, due funzionari di Sant'Agnello.  Differenti le reazioni nei due centri, nella cittadina della costa d ' Amalfi solidarietà bipartizan, dalla maggioranza guidata dal sindaco Antonio Capone, ma anche dall'ex sindaco Stefano Della Pietra, mentre a Sant'Agnello, sta avvenendo una specie di faida politica, anche se non sono convolti amministratori. Ieri gli interrogatori presso il Gip del Tribunale di Napoli Francesca Ferri  ma vi è stretto riserbo, in molti hanno scelto di non rispondere anche per vagliare l'enorme mole  Dalle indagini, coordinate dal Procuratore aggiunto Alfonso D'Avino, e dai pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Giuseppina Loreto, è emerso che il cibo servito nelle mense scolastiche al centro dell'inchiesta era di scadente qualità (in alcuni casi scongelato e ricongelato). È capitato talvolta che i bambini si sono sentiti male dopo aver pranzato in mensa a scuola. Gli indagati. L'ex vicesindaco di Maiori (Salerno), tre dirigenti e un dipendente dei Comuni di Solofra (Avellino), Montoro Inferiore (Avellino) e Sant'Agnello (Napoli), nonché un tecnico della prevenzione della Asl Napoli 2, figurano tra i 17 indagati nell'inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli. L'indagine, coordinata dalla Procura di Napoli da luglio 2012 a oggi, ha consentito di documentare l'esistenza di un'associazione delinquenziale facente capo a un gruppo di imprenditori, attivi prevalentemente nel settore della refezione scolastica che, mediante l'intervento di politici e dirigenti comunali locali, ottenevano l'aggiudicazione di appalti pubblici per le forniture dei pasti nelle mense di scuole nei comuni di Casalnuovo e Sant'Agnello in provincia di Napoli, Montoro Inferiore e Solofra in provincia di Avellino, Maiori e Padula in provincia di Salerno. Il sistema. Il sodalizio si serviva di referenti territoriali, prevalentemente donne, che, forti dei rapporti vantati con alcuni membri delle diverse commissioni di gara, veicolavano agli stessi informazioni negative, talvolta non veritiere, sul conto delle ditte concorrenti che venivano fatte oggetto di una vera e propria attività di «dossieraggio» al fine di determinarne l'esclusione dalla gara. L'operazione dei carabinieri è scattata all'alba nel Napoletano. Le persone coinvolte sono accusate di aver fatto parte, a vario titolo, di una presunta associazione per delinquere, che in maniera irregolare, corruzione, frodi, e la promessa di posti di lavoro, ha ottenuto appalti per la fornitura di pasti in scuole delle province di Napoli, Avellino e Salerno. Svolte anche perquisizioni. Le gare. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, grazie all'intervento di amministratori e dirigenti pubblici e con la complicità di altre persone, il gruppo otteneva l'aggiudicazione di appalti per la fornitura di pasti in scuole delle province di Napoli, Avellino e Salerno, determinando l'esclusione dalle gare delle ditte concorrenti, anche con la promessa di posti di lavoro per parenti e amici.

Lascia una risposta