Ravello assassinò la rivale in amore , resta in carcere Vincenza Dipino

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Vincenza Dipino resta in carcere a Fuorni. I giudici del Riesame di Salerno (presidente Gaetano Sgroia, relatore Maria Grazia Pisapia) hanno respinto il ricorso del suo legale, l’avvocato Marcello Giani, ritenendo fondate tutte le accuse a suo carico: omicidio preterintenzionale e occultamento di cadavere. Il fatto di sangue avvenne a Ravello a maggio scorso. La Dipino è accusata di aver ucciso Patrizia Atruia, 48 anni, originaria di Scafati che da qualche tempo viveva in casa sua assieme al suo compagno Giuseppe Lima. La Dipino, secondo le accuse formulate a suo carico dal sostituto procuratore Maria Cristina Giusti, avrebbe ucciso la donna per gelosia e l’avrebbe chiusa dentro una cassapanca dove fu poi ritrovata dai carabinieri. Lima, che si è sempre dichiarato estraneo alla vicenda, resta per ora persona informata sui fatti. La Atruia, invece, sarebbe stata uccisa per soffocamento dopo l’ennesima lite con la Dipino, rivali in amore. A causa delle difficoltà economiche la coppia aveva lasciato un fabbricato rurale per trasferirsi in via San Cosma in una casa di proprietà della Curia Arcivescovile e data in affitto a Vincenza Dipino, disoccupata, rimasta sola dopo la morte della madre adottiva. E quest’ultima aveva un debole per Giuseppe, di qui le continue discussioni con la Atruia. Fino a quella della notte precedente il ritrovamento con le due donne che sarebbero venute alle mani. A trovare il cadavere della donna fu proprio il suo compagno che lanciò la richiesta di aiuto ai carabinieri. ( Petronilla Carillo, Il Mattino ) 

Vincenza Dipino resta in carcere a Fuorni. I giudici del Riesame di Salerno (presidente Gaetano Sgroia, relatore Maria Grazia Pisapia) hanno respinto il ricorso del suo legale, l’avvocato Marcello Giani, ritenendo fondate tutte le accuse a suo carico: omicidio preterintenzionale e occultamento di cadavere. Il fatto di sangue avvenne a Ravello a maggio scorso. La Dipino è accusata di aver ucciso Patrizia Atruia, 48 anni, originaria di Scafati che da qualche tempo viveva in casa sua assieme al suo compagno Giuseppe Lima. La Dipino, secondo le accuse formulate a suo carico dal sostituto procuratore Maria Cristina Giusti, avrebbe ucciso la donna per gelosia e l’avrebbe chiusa dentro una cassapanca dove fu poi ritrovata dai carabinieri. Lima, che si è sempre dichiarato estraneo alla vicenda, resta per ora persona informata sui fatti. La Atruia, invece, sarebbe stata uccisa per soffocamento dopo l’ennesima lite con la Dipino, rivali in amore. A causa delle difficoltà economiche la coppia aveva lasciato un fabbricato rurale per trasferirsi in via San Cosma in una casa di proprietà della Curia Arcivescovile e data in affitto a Vincenza Dipino, disoccupata, rimasta sola dopo la morte della madre adottiva. E quest’ultima aveva un debole per Giuseppe, di qui le continue discussioni con la Atruia. Fino a quella della notte precedente il ritrovamento con le due donne che sarebbero venute alle mani. A trovare il cadavere della donna fu proprio il suo compagno che lanciò la richiesta di aiuto ai carabinieri. ( Petronilla Carillo, Il Mattino )