Salerno. Don Massimiliano Corrado sarà trasferito a Bellizzi. Protesta a Sant’Eustachio: «Il vice parroco non si tocca»

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«Il lavoro svolto in questi tre anni non deve andare perso». Stefania Santaniello, che con Antonio Di Domenico e Pasquale Viscido ha la responsabilità dell’oratorio della chiesa di Sant’Eustachio martire, lo ribadisce più volte. Alla testa di bambini, ragazzi, mamme, papà, nonni e nonne, guida una protesta pacifica ma ferma. Obiettivo: la permanenza del vice parroco don Massimiliano Corrado. Due giorni fa, infatti, hanno appreso la notizia che l’arcivescovo Moretti lo ha promosso e che dovrà trasferirsi a Bellizzi per dirigere la parrocchia di Belvedere. «Nei tre anni che è stato qui – spiega Stefania Santaniello – don Massimo creando l’oratorio è diventato un punto di riferimento per i bambini e i ragazzi del quartiere. Per molti di loro è stato davvero un’ancora di salvezza dalle tentazioni della strada, questo è un quartiere di periferia e per i ragazzi non è facile viverci. Le probabilità di “perdersi” sono alte. Ieri – racconta Stefania – ho raccolto lo sfogo di una ragazza che ha perso la mamma. Era disperata. “Ora mi tolgono pure don Massimiliano”, mi ha detto tra le lacrime». Il vice parroco è benvoluto nel quartiere e ieri sul sagrato della chiesa è stata inscenata una protesta, con tanto di cartelli e striscioni. «Noi vogliano che resti qui. Tra qualche mese il parroco don Alfonso Santamaria andrà via e lui sarebbe il degno sostituto. Qui ha già seminato, ci ha dato tanto e siamo pronti a far sentire la nostra voce», dice Antonio Di Domenico. «Deve restare», gli fa eco Pasquale Viscido, mentre con i ragazzi dell’oratorio ed altri parrocchiani attende l’arrivo del vicario del vescovo, don Biagio Napolitano. «Abbiamo sempre parlato con il vicario – aggiunge Stefania Santaniello – e siamo sicuri che saprà ascoltare le nostre ragioni». Nella parrocchia di Sant’Eustachio martire è previsto, a giorni, l’arrivo di don Giuseppe Greco, parroco di Ogliara e cappellano della Polizia di Stato. Tra i parrocchiani seduti sugli scalini del sagrato l’interrogativo sorge spontaneo: «Perché non mandare lui a Belvedere e fa restare don Massimiliano a sant’Eustachio?». Già, perché? A questo interrogativo solo una persona può rispondere, ammesso che voglia farlo. La Chiesa, al pari di altre istituzioni, è una comunità gerarchica e, ai diversi livelli, c’è chi ha l’onere di prendere le decisioni. Ai fedeli spetta rispettarle. Ora quali siano le motivazioni che hanno spinto l’arcivescovo ad inviare a Sant’Eustachio don Giuseppe Greco e a Belvedere don Massimiliano Corrado non è dato sapere. Una cosa, però, è certa: questa decisione non è gradita nel quartiere della periferia est di Salerno. (Gianni Giannattasio – La Città di Salerno)

«Il lavoro svolto in questi tre anni non deve andare perso». Stefania Santaniello, che con Antonio Di Domenico e Pasquale Viscido ha la responsabilità dell’oratorio della chiesa di Sant’Eustachio martire, lo ribadisce più volte. Alla testa di bambini, ragazzi, mamme, papà, nonni e nonne, guida una protesta pacifica ma ferma. Obiettivo: la permanenza del vice parroco don Massimiliano Corrado. Due giorni fa, infatti, hanno appreso la notizia che l’arcivescovo Moretti lo ha promosso e che dovrà trasferirsi a Bellizzi per dirigere la parrocchia di Belvedere. «Nei tre anni che è stato qui – spiega Stefania Santaniello – don Massimo creando l’oratorio è diventato un punto di riferimento per i bambini e i ragazzi del quartiere. Per molti di loro è stato davvero un’ancora di salvezza dalle tentazioni della strada, questo è un quartiere di periferia e per i ragazzi non è facile viverci. Le probabilità di “perdersi” sono alte. Ieri – racconta Stefania – ho raccolto lo sfogo di una ragazza che ha perso la mamma. Era disperata. “Ora mi tolgono pure don Massimiliano”, mi ha detto tra le lacrime». Il vice parroco è benvoluto nel quartiere e ieri sul sagrato della chiesa è stata inscenata una protesta, con tanto di cartelli e striscioni. «Noi vogliano che resti qui. Tra qualche mese il parroco don Alfonso Santamaria andrà via e lui sarebbe il degno sostituto. Qui ha già seminato, ci ha dato tanto e siamo pronti a far sentire la nostra voce», dice Antonio Di Domenico. «Deve restare», gli fa eco Pasquale Viscido, mentre con i ragazzi dell’oratorio ed altri parrocchiani attende l’arrivo del vicario del vescovo, don Biagio Napolitano. «Abbiamo sempre parlato con il vicario – aggiunge Stefania Santaniello – e siamo sicuri che saprà ascoltare le nostre ragioni». Nella parrocchia di Sant’Eustachio martire è previsto, a giorni, l’arrivo di don Giuseppe Greco, parroco di Ogliara e cappellano della Polizia di Stato. Tra i parrocchiani seduti sugli scalini del sagrato l’interrogativo sorge spontaneo: «Perché non mandare lui a Belvedere e fa restare don Massimiliano a sant’Eustachio?». Già, perché? A questo interrogativo solo una persona può rispondere, ammesso che voglia farlo. La Chiesa, al pari di altre istituzioni, è una comunità gerarchica e, ai diversi livelli, c’è chi ha l’onere di prendere le decisioni. Ai fedeli spetta rispettarle. Ora quali siano le motivazioni che hanno spinto l’arcivescovo ad inviare a Sant’Eustachio don Giuseppe Greco e a Belvedere don Massimiliano Corrado non è dato sapere. Una cosa, però, è certa: questa decisione non è gradita nel quartiere della periferia est di Salerno. (Gianni Giannattasio – La Città di Salerno)

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