Roma. Licenziati 60 dipendenti dell’azienda dei rifiuti Ama, furono scelti con metodi clientelari

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Sessanta dipendenti Ama licenziati in un colpo solo. È la prima volta che in un’azienda pubblica si verifica un terremoto del genere. Ieri pomeriggio il cda dell’ex municipalizzata romana dei rifiuti ha deciso di mettere fine al rapporto di lavoro di 37 amministrativi e 23 autisti, tutti raccomandati di Parentopoli, la vicenda di assunzioni pilotate dell’era Alemanno, che oltre all’Ama ha coinvolto anche l’azienda romana dei trasporti, l’Atac. Una vicenda chiusa a maggio scorso con la sentenza del tribunale penale che ha condannato l’ex ad Franco Panzironi, adesso in carcere per Mafia capitale, a 5 anni e 3 mesi. Grazie a queste assunzioni i 41 amministrativi raccomandati, diventati poi 37 perché due si sono dimessi e due sono stati assunti da Acea, percepivano stipendi che andavano da un minimo di 60mila euro lordi l’anno a un massimo di 96mila, più del presidente dell’azienda Daniele Fortini, che ne prende 75mila. «La nostra è stata una scelta coerente con la sentenza del tribunale – dichiara il presidente Fortini – presa in accordo con il sindaco Ignazio Marino, che da subito si è espresso per il licenziamento». Ma i sindacati avvertono: «Non esistono licenziamenti collettivi, ci saranno ricorsi». Il sindaco Marino pochi giorni fa era stato chiaro sul destino degli assunti “amici degli amici”: «Licenziamento, anche se si andrà incontro a cause e rischio risarcimenti». Per ora il risarcimento per le assunzioni fuorilegge lo ha chiesto l’Ama agli autori del reato, vale a dire a Panzironi e agli altri dirigenti condannati. Per deliberare la fine del rapporto di lavoro e mettersi al riparo da eventuali ricorsi, il cda di Ama ha atteso le motivazioni della sentenza che sono arrivate la settimana scorsa. Le 41 assunzioni a chiamata diretta tra la fine del 2008 e il 2009 «furono frutto di decisioni arbitrarie e clientelari», hanno scritto i magistrati nella sentenza. Ancora. «Come appurato dalla polizia giudiziaria molti degli assunti erano legati a rapporti di parentela o affinità con esponenti politici o persone a costoro vicine ed erano espressione del volere, per nulla trasparente, dell’amministratore delegato». Tra gli assunti, oltre a quello che sarebbe poi diventato il genero dello stesso Panzironi, Armando Appetito, il figlio del responsabile della segreteria degli onorevoli Gasparri e Alemanno e la figlia del caposcorta di quest’ultimo. Nell’epoca Parentopoli furono 841 gli assunti per cui la procura ipotizzò il falso o l’abuso. Ma la condanna a Panzironi e company è arrivata perché 41 amministrativi, alcuni impiegati altri quadri, sono stati assunti con una delibera retrodatata, per aggirare la legge Brunetta che vieta le assunzioni per chiamata diretta. I 23 autisti, invece, erano stati giudicati inidonei ma il loro punteggio era stato successivamente alterato. La vicenda Parentopoli ha avuto ripercussioni pesantissime sulla giunta Alemanno, bocciata e punita dai romani nelle ultime elezioni comunali del maggio 2013, che hanno portato alla vittoria di Marino. «Governeremo nel segno della discontinuità», ha più volte ripetuto il neo eletto per marcare la differenza rispetto alla precedente gestione. Adesso l’Ama si avvia a voltare pagina. Il sindaco Marino punta a quotare in borsa l’azienda e ad avviare un matrimonio di interessi con un partner industriale forte, che supplisca al deficit tecnologico della società dei rifiuti. Proprio in questi giorni l’assemblea capitolina discute l’affidamento del servizio per 15 anni. (Cecilia Gentile – la Repubblica) 

Sessanta dipendenti Ama licenziati in un colpo solo. È la prima volta che in un’azienda pubblica si verifica un terremoto del genere. Ieri pomeriggio il cda dell’ex municipalizzata romana dei rifiuti ha deciso di mettere fine al rapporto di lavoro di 37 amministrativi e 23 autisti, tutti raccomandati di Parentopoli, la vicenda di assunzioni pilotate dell’era Alemanno, che oltre all’Ama ha coinvolto anche l’azienda romana dei trasporti, l’Atac. Una vicenda chiusa a maggio scorso con la sentenza del tribunale penale che ha condannato l’ex ad Franco Panzironi, adesso in carcere per Mafia capitale, a 5 anni e 3 mesi. Grazie a queste assunzioni i 41 amministrativi raccomandati, diventati poi 37 perché due si sono dimessi e due sono stati assunti da Acea, percepivano stipendi che andavano da un minimo di 60mila euro lordi l’anno a un massimo di 96mila, più del presidente dell’azienda Daniele Fortini, che ne prende 75mila. «La nostra è stata una scelta coerente con la sentenza del tribunale – dichiara il presidente Fortini – presa in accordo con il sindaco Ignazio Marino, che da subito si è espresso per il licenziamento». Ma i sindacati avvertono: «Non esistono licenziamenti collettivi, ci saranno ricorsi». Il sindaco Marino pochi giorni fa era stato chiaro sul destino degli assunti “amici degli amici”: «Licenziamento, anche se si andrà incontro a cause e rischio risarcimenti». Per ora il risarcimento per le assunzioni fuorilegge lo ha chiesto l’Ama agli autori del reato, vale a dire a Panzironi e agli altri dirigenti condannati. Per deliberare la fine del rapporto di lavoro e mettersi al riparo da eventuali ricorsi, il cda di Ama ha atteso le motivazioni della sentenza che sono arrivate la settimana scorsa. Le 41 assunzioni a chiamata diretta tra la fine del 2008 e il 2009 «furono frutto di decisioni arbitrarie e clientelari», hanno scritto i magistrati nella sentenza. Ancora. «Come appurato dalla polizia giudiziaria molti degli assunti erano legati a rapporti di parentela o affinità con esponenti politici o persone a costoro vicine ed erano espressione del volere, per nulla trasparente, dell’amministratore delegato». Tra gli assunti, oltre a quello che sarebbe poi diventato il genero dello stesso Panzironi, Armando Appetito, il figlio del responsabile della segreteria degli onorevoli Gasparri e Alemanno e la figlia del caposcorta di quest’ultimo. Nell’epoca Parentopoli furono 841 gli assunti per cui la procura ipotizzò il falso o l’abuso. Ma la condanna a Panzironi e company è arrivata perché 41 amministrativi, alcuni impiegati altri quadri, sono stati assunti con una delibera retrodatata, per aggirare la legge Brunetta che vieta le assunzioni per chiamata diretta. I 23 autisti, invece, erano stati giudicati inidonei ma il loro punteggio era stato successivamente alterato. La vicenda Parentopoli ha avuto ripercussioni pesantissime sulla giunta Alemanno, bocciata e punita dai romani nelle ultime elezioni comunali del maggio 2013, che hanno portato alla vittoria di Marino. «Governeremo nel segno della discontinuità», ha più volte ripetuto il neo eletto per marcare la differenza rispetto alla precedente gestione. Adesso l’Ama si avvia a voltare pagina. Il sindaco Marino punta a quotare in borsa l’azienda e ad avviare un matrimonio di interessi con un partner industriale forte, che supplisca al deficit tecnologico della società dei rifiuti. Proprio in questi giorni l’assemblea capitolina discute l’affidamento del servizio per 15 anni. (Cecilia Gentile – la Repubblica)