Cava de’ Tirreni. La rabbia dei residenti delle palazzine di via Grimaldi: garage abbandonati ed utilizzati come discar

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Cava de’ Tirreni. Garage abbandonati e preda di qualsiasi tipo di rifiuti, ricettacolo per topi e spazi aperti per fortuiti avventori notturni che si servono dei locali per espletare i propri bisogni fisiologici. Sul piede di guerra i residenti della case popolari di via Enrico Grimaldi, nella frazione di Santa Maria del Rovo, che da anni convivono con i disagi derivati da lavori sospesi e che, stando ai progetti iniziali, avrebbero invece dovuto fornire loro cantine per ciascuna delle sedici famiglie che tre anni fa si è trasferita dai campi prefabbricati negli alloggi di edilizia popolare predisposti dall’amministrazione. Una situazione drammatica e insostenibile che ha già portato in passato a una serie di rischiose conseguenze alla luce di un incendio doloso che nel novembre del 2013 venne appiccato all’interno dei locali facendo esplodere una bombola di gas. Quei garage oggi portano ancora il segno delle fiamme divampate ormai due anni fa, ma soprattutto da allora nemmeno un dito è stato mosso per evitare che la situazione potesse peggiorare. Difatti, anno dopo anno, i locali al pian terreno di via Grimaldi si sono riempiti di scarti, rifiuti, mobili e elettrodomestici dismessi, qualche materasso solitario e soprattutto tanti materiali di risulta dei lavori rimasti incompiuti e abbandonati dalla ditta appaltatrice a causa di un vecchio contenzioso con l’amministrazione metelliana, lo stesso contenzioso che ha impedito ai residenti di ricevere in custodia i locali. Al momento quindi risultano essere terra di tutti: passanti occasionali ne approfittano per depositare materiali ingombranti, qualche altro residente incivile della zona – ben attento a non farsi vedere – farebbe lo stesso. C’è poi chi utilizza i locali come bagno personale. D’altronde a limitarne inutilmente l’ingresso ci sono solo una serie di assi in legno, malamente collocate, e chiuse con viti e fil di ferro. «La situazione è diventata davvero insostenibile – ha raccontato Anna Senatore, che vive in uno degli appartamenti popolari – quei locali sono una vera e propria discarica e i rifiuti continuano ad accumularsi. Dopo l’incendio la vecchia amministrazione aveva provato a risolvere il problema chiudendo i locali, ma si era limitata a mettere delle porte in legno piuttosto che delle serrande, facilmente apribili. Abbiamo cercato di rimediare noi con viti e fil di ferro, ma basta forzare un po’ i pannelli e si riesce ad entrare. Per non parlare poi della situazione in cui versano quelle che dovrebbero essere state delle fioriere, lunghi canali pieni di rifiuti. Abbiamo pulito noi qualche volte, ma non si può andare a vanti così». «Abbiamo fatto esposti su esposti, abbiamo sollecitato l’ingegnere Attanasio, la vecchia amministrazione, tutti coloro che sarebbero tenuti ad intervenire – ha aggiunto Maddalena Porpora, altra residente – ma nessuno si è mai fatto vedere. Gli operatori ecologici passano una volta ogni tanto e puliscono solo sul ciglio della strada. Mi auguro che la nuova amministrazione si dia da fare. In questi giorni ci sono stati interventi di pulizia e manutenzione un po’ ovunque in città, e a noi quando tocca?». L’appello dei residenti è quindi forte è chiaro: all’amministrazione di Servalli si chiede di trovare il modo per restituire il giusto decoro a quei locali ormai del tutto abbandonati. La priorità sarebbe rimuovere i vecchi materiali di risulta, e soprattutto trovare una soluzione più consona per chiudere le aree garage. (Giuseppe Ferrara – La Città di Salerno)

Cava de’ Tirreni. Garage abbandonati e preda di qualsiasi tipo di rifiuti, ricettacolo per topi e spazi aperti per fortuiti avventori notturni che si servono dei locali per espletare i propri bisogni fisiologici. Sul piede di guerra i residenti della case popolari di via Enrico Grimaldi, nella frazione di Santa Maria del Rovo, che da anni convivono con i disagi derivati da lavori sospesi e che, stando ai progetti iniziali, avrebbero invece dovuto fornire loro cantine per ciascuna delle sedici famiglie che tre anni fa si è trasferita dai campi prefabbricati negli alloggi di edilizia popolare predisposti dall’amministrazione. Una situazione drammatica e insostenibile che ha già portato in passato a una serie di rischiose conseguenze alla luce di un incendio doloso che nel novembre del 2013 venne appiccato all’interno dei locali facendo esplodere una bombola di gas. Quei garage oggi portano ancora il segno delle fiamme divampate ormai due anni fa, ma soprattutto da allora nemmeno un dito è stato mosso per evitare che la situazione potesse peggiorare. Difatti, anno dopo anno, i locali al pian terreno di via Grimaldi si sono riempiti di scarti, rifiuti, mobili e elettrodomestici dismessi, qualche materasso solitario e soprattutto tanti materiali di risulta dei lavori rimasti incompiuti e abbandonati dalla ditta appaltatrice a causa di un vecchio contenzioso con l’amministrazione metelliana, lo stesso contenzioso che ha impedito ai residenti di ricevere in custodia i locali. Al momento quindi risultano essere terra di tutti: passanti occasionali ne approfittano per depositare materiali ingombranti, qualche altro residente incivile della zona – ben attento a non farsi vedere – farebbe lo stesso. C’è poi chi utilizza i locali come bagno personale. D’altronde a limitarne inutilmente l’ingresso ci sono solo una serie di assi in legno, malamente collocate, e chiuse con viti e fil di ferro. «La situazione è diventata davvero insostenibile – ha raccontato Anna Senatore, che vive in uno degli appartamenti popolari – quei locali sono una vera e propria discarica e i rifiuti continuano ad accumularsi. Dopo l’incendio la vecchia amministrazione aveva provato a risolvere il problema chiudendo i locali, ma si era limitata a mettere delle porte in legno piuttosto che delle serrande, facilmente apribili. Abbiamo cercato di rimediare noi con viti e fil di ferro, ma basta forzare un po’ i pannelli e si riesce ad entrare. Per non parlare poi della situazione in cui versano quelle che dovrebbero essere state delle fioriere, lunghi canali pieni di rifiuti. Abbiamo pulito noi qualche volte, ma non si può andare a vanti così». «Abbiamo fatto esposti su esposti, abbiamo sollecitato l’ingegnere Attanasio, la vecchia amministrazione, tutti coloro che sarebbero tenuti ad intervenire – ha aggiunto Maddalena Porpora, altra residente – ma nessuno si è mai fatto vedere. Gli operatori ecologici passano una volta ogni tanto e puliscono solo sul ciglio della strada. Mi auguro che la nuova amministrazione si dia da fare. In questi giorni ci sono stati interventi di pulizia e manutenzione un po’ ovunque in città, e a noi quando tocca?». L’appello dei residenti è quindi forte è chiaro: all’amministrazione di Servalli si chiede di trovare il modo per restituire il giusto decoro a quei locali ormai del tutto abbandonati. La priorità sarebbe rimuovere i vecchi materiali di risulta, e soprattutto trovare una soluzione più consona per chiudere le aree garage. (Giuseppe Ferrara – La Città di Salerno)

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