Sarri deluso: «Colpa nostra se non siamo riusciti a vincere. Però in campo ho visto buona difesa e intensità»

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Un passo indietro. Forse due. «Dite? Ma è stato difficile giocare con il ritmo che volevamo noi, la gara è stata troppo spezzettata, troppo piena di interruzioni, a Rocchi ho chiesto il tempo effettivo in cui si è giocato. Poi contro avevamo un Carpi che ci ha messo in difficoltà per il livello di intensità che ha imposto fin dal primo minuto». Maurizio Sarri sciorina i numeri di una supremazia vera solo sulla carta: 78 per cento di possesso palla e 18 tiri in porta. In realtà, non proprio un attacco a Fort Apache. È vero che Gabbiadini si è divorato un gol solo davanti al portiere del Carpi («se avesse rallentato si sarebbe preso sicuramente il rigore», borbotta il tecnico azzurro) ma la mancata vittoria è stata meno episodica di quanto dicano i gol sfiorati. A mancare non è stato tanto il pallone in rete, quanto il gioco fluido e veloce che ha mostrato domenica. A un certo punto a questo Napoli sono mancate le gambe e quindi la brillantezza e l’imprevedibilità che miracolosamente avevano fatto l’apparizione. «Serviva un episodio per sbloccare questa partita, perché sapevo che avremmo trovati i pullman davanti all’area di rigore», dice col sorriso probabilmente riferendosi all’Inter di Mourinho e al catenaccio del Nou Camp in Champions League. L’ultima vittoria in trasferta è coperta di polvere, manca dal 19 aprile scorso, dal 3-0 a Cagliari. «Io ho visto tanto impegno e non è vero che non c’è stato l’approccio giusto. Le abbiamo provate tutte, ma è evidente che se non abbiamo segnato qualche responsabilità ce l’abbiamo. Ma la squadra è viva e ha giocato bene. Questi sono match complicati che possono diventare semplici solo se trovi subito il gol. Forse sono io fuori di testa, ma per me abbiamo fatto una buona partita». Una prova in cui l’unica nota positiva è la terza partita consecutiva senza prendere gol. L’ultimo 0-0 in campionato risale all’aprile del 2014 (con l’Inter al San Paolo) mentre in trasferta non finiva così da Udine (marzo 2013). «Qualcosa di meglio dobbiamo farla, anche Higuain deve attaccare meglio la porta. Ma col Carpi era difficile perché tutti, proprio tutti, erano dietro la linea di porta». Il Napoli ha sempre avuto in mano il match, è vero, ma ha anche avuto sempre il suo luna-park offensivo sotto ritmo e spuntato, a cominciare dal Pipita. Questa squadra lascia per troppo tempo un’amara impressione: di avere l’anima fredda. Come quella del passato: se non è accesa da motivazioni feroci fatica ad esprimere il meglio. «Ora c’è la Juventus e speriamo che sia una serata importante per noi. La testa adesso è già lì. Io sono tranquillo e non deluso per il pareggio di ieri sera». Il gioco, ieri notte, è sparito. Ma almeno qualcosa va meglio: qualche tempo fa il Napoli pagava tutto e partite del genere magari le perdeva pure. Lo 0-0 col Carpi è un brodino che non riscalda. Per il resto, Sarri ritiene di aver visto cose molto edificanti. «È mancato l’episodio che avrebbe reso la gara in discesa. Le critiche? Sono convinto che oggi non vedrò in giro facce disperate per questo pari come magari non ci siamo esaltati troppo dopo la vittoria contro la Lazio». L’andamento è di quelli lenti, però. La difesa è a oltranza. «Jorginho non credo che abbia mai giocato tre partite in sette giorni, dunque ho visto Valdifiori in recupero e gli ho dato fiducia. Mi sembra che abbia fatto una buona gara». Infine su Insigne e il suo trattamento da Fregoli. «Avevo necessità di calciatori rapidi e bravi nell’uno contro uno come Mertens e Insigne, ritenevo che Callejon avrebbe faticato contro una squadra così chiusa. Rifarei tutto, ripeterei ogni mia scelta». Da stamane il Napoli torna in campo. Nella notte è rientrato a Castelvolturno e oggi sarà già al lavoro. (Pino Taormina – Il Mattino)  

Un passo indietro. Forse due. «Dite? Ma è stato difficile giocare con il ritmo che volevamo noi, la gara è stata troppo spezzettata, troppo piena di interruzioni, a Rocchi ho chiesto il tempo effettivo in cui si è giocato. Poi contro avevamo un Carpi che ci ha messo in difficoltà per il livello di intensità che ha imposto fin dal primo minuto». Maurizio Sarri sciorina i numeri di una supremazia vera solo sulla carta: 78 per cento di possesso palla e 18 tiri in porta. In realtà, non proprio un attacco a Fort Apache. È vero che Gabbiadini si è divorato un gol solo davanti al portiere del Carpi («se avesse rallentato si sarebbe preso sicuramente il rigore», borbotta il tecnico azzurro) ma la mancata vittoria è stata meno episodica di quanto dicano i gol sfiorati. A mancare non è stato tanto il pallone in rete, quanto il gioco fluido e veloce che ha mostrato domenica. A un certo punto a questo Napoli sono mancate le gambe e quindi la brillantezza e l'imprevedibilità che miracolosamente avevano fatto l'apparizione. «Serviva un episodio per sbloccare questa partita, perché sapevo che avremmo trovati i pullman davanti all’area di rigore», dice col sorriso probabilmente riferendosi all’Inter di Mourinho e al catenaccio del Nou Camp in Champions League. L’ultima vittoria in trasferta è coperta di polvere, manca dal 19 aprile scorso, dal 3-0 a Cagliari. «Io ho visto tanto impegno e non è vero che non c’è stato l’approccio giusto. Le abbiamo provate tutte, ma è evidente che se non abbiamo segnato qualche responsabilità ce l’abbiamo. Ma la squadra è viva e ha giocato bene. Questi sono match complicati che possono diventare semplici solo se trovi subito il gol. Forse sono io fuori di testa, ma per me abbiamo fatto una buona partita». Una prova in cui l’unica nota positiva è la terza partita consecutiva senza prendere gol. L’ultimo 0-0 in campionato risale all’aprile del 2014 (con l’Inter al San Paolo) mentre in trasferta non finiva così da Udine (marzo 2013). «Qualcosa di meglio dobbiamo farla, anche Higuain deve attaccare meglio la porta. Ma col Carpi era difficile perché tutti, proprio tutti, erano dietro la linea di porta». Il Napoli ha sempre avuto in mano il match, è vero, ma ha anche avuto sempre il suo luna-park offensivo sotto ritmo e spuntato, a cominciare dal Pipita. Questa squadra lascia per troppo tempo un’amara impressione: di avere l’anima fredda. Come quella del passato: se non è accesa da motivazioni feroci fatica ad esprimere il meglio. «Ora c’è la Juventus e speriamo che sia una serata importante per noi. La testa adesso è già lì. Io sono tranquillo e non deluso per il pareggio di ieri sera». Il gioco, ieri notte, è sparito. Ma almeno qualcosa va meglio: qualche tempo fa il Napoli pagava tutto e partite del genere magari le perdeva pure. Lo 0-0 col Carpi è un brodino che non riscalda. Per il resto, Sarri ritiene di aver visto cose molto edificanti. «È mancato l’episodio che avrebbe reso la gara in discesa. Le critiche? Sono convinto che oggi non vedrò in giro facce disperate per questo pari come magari non ci siamo esaltati troppo dopo la vittoria contro la Lazio». L’andamento è di quelli lenti, però. La difesa è a oltranza. «Jorginho non credo che abbia mai giocato tre partite in sette giorni, dunque ho visto Valdifiori in recupero e gli ho dato fiducia. Mi sembra che abbia fatto una buona gara». Infine su Insigne e il suo trattamento da Fregoli. «Avevo necessità di calciatori rapidi e bravi nell’uno contro uno come Mertens e Insigne, ritenevo che Callejon avrebbe faticato contro una squadra così chiusa. Rifarei tutto, ripeterei ogni mia scelta». Da stamane il Napoli torna in campo. Nella notte è rientrato a Castelvolturno e oggi sarà già al lavoro. (Pino Taormina – Il Mattino)