Monti Lattari – Avvistamento incendi, chiusura dei campi

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Oltre 100 volontari coinvolti, 13 incendi avvistati, 114 ore di formazione, una presenza costante sul territorio. Sono i dati più significativi della seconda edizione dei Campi di Avvistamento Incendi organizzati dall’Ente Parco dei Monti Lattari nell’ambito del progetto “I Giovani presidiano il Parco. Presidio di biodiversità” cofinanziato da Fondazione per il Sud. Dal 17 luglio al 12 settembre in diversi comuni del Parco sono stati predisposti, con tempi e modalità differenti, campi di avvistamento per la difesa dell’ambiente e il contrasto degli incendi, che hanno visto un coinvolgimento sempre maggiore di non residenti, con presenze dalla Toscana, dal Veneto, dal Trentino e finanche dalla Turchia, con due volontari provenienti da Istanbul nell’ambito di uno scambio culturale con l’Università Sabanci. Gran parte dei volontari, nel realizzare questa esperienza, sono stati spinti dal desiderio di conoscere il territorio e i suggestivi sentieri dei Lattari, coniugando le attività di controllo e tutela con quelle ludiche e di svago da realizzare in un’area ad alto valore naturalistico. Sono stati così raggiunti gli obiettivi del progetto, accrescendo tra i cittadini un maggior senso di responsabilità nei confronti delle risorse e delle bellezze naturali, e innescando, soprattutto nei giovani, un sentimento di attaccamento, tutela e protezione dell’ambiente circostante. Fondamentale la partecipazione sul campo di gruppi e associazioni locali che hanno offerto un supporto imprescindibile alle singole azioni e hanno agevolato la realizzazione di varie iniziative formative così da permettere una maggior conoscenza del Parco dei Monti Lattari e delle sue caratteristiche, delle operazioni antincendio boschivo e l’evoluzione che queste hanno avuto negli ultimi 10 anni e della vita a contatto con la natura (ad esempio, attraverso l’utilizzo delle biciclette in montagna). Purtroppo non sono mancati momenti difficili che hanno gettato un ombra sulla possibilità di far crescere sul territorio un diffuso e condiviso senso di responsabilità a difesa dell’ambiente. Ha destato sconcerto l’atto vandalico che nella notte tra il 15 e il 16 agosto ha rotto l’armonia del campo di Angri, preso di mira con un fitto lancio di pietre e bottiglie. Un attacco la cui natura è ancora da accertare, ma che ha posto l’accento su quanto sia impegnativa la strada per costruire e difendere presidi per la legalità come i campi AIB. Un avvenimento che tuttavia non ha scalfito la soddisfazione per gli eccellenti risultati conseguiti, che confermano i campi come ottimo deterrente per male intenzionati. Il numero esiguo degli incendi scoppiati in prossimità dei campi confermano questo dato. Sul sito dell’Ente Parco la storia dei campi raccontata da chi vi ha preso parte.

 http://www.parcodeimontilattari.it/aib/blog/

scelto da Michele Pappacoda