Movida a Cava de’ Tirreni. Dopo le 22.30, terminato il turno della Polizia locale, il centro diventa terra di nessuno

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Cava de’ Tirreni. Movida punto e a capo. Anzi, senza andare neanche a capo perché non ci è mossi dalla situazione di sempre. Dopo le 22,30, infatti, come per un tacito accordo, a Cava de’ Tirreni ogni regola viene sospesa e nella notte tutto è possibile: tavoli e sedie dovunque, musica ad alto volume, schiamazzi, locali aperti fino a notte fonda e tradizionale tappeto di rifiuti il giorno dopo. Chi vorrebbe girare la pagina e trovare una soluzione al problema, sono ovviamente i residenti del centro storico, da via Andrea Sorrentino fino a piazza San Francesco, che attendevano – e ancora attendono – una svolta e invece assistono al più tradizionale e italico “tutto cambi perché niente cambi”. Basta attendere le 22,30, l’orario di fine turno per la Polizia locale, e come nella favola, anzi al contrario, mentre le carrozze tornano zucche, la festa inizia invece di finire e non ci sono in giro, purtroppo, né principi, né principesse. Dopo quell’ora, il regolamento per l’ordine e la quiete pubblica diventa un foglio di carta che svolazza con gli altri sotto i portici. Ma sono proprio i controlli fino a tarda notte da parte della Polizia locale e le sanzioni, che chiedono (invano, finora) i residenti del centro. Riassume lo stato d’animo di gran parte di loro, la signora Franca Avallone: «Così come sta facendo per combattere gli incivili che non rispettano le regole della raccolta differenziata, l’amministrazione Servalli deve adottare subito misure restrittive per i gestori dei locali che non rispettano le regole della convivenza». La situazione è oramai insostenibile, al punto che alcuni, stanchi di subire anche soprusi e talvolta sberleffi, hanno addirittura cambiato casa. Tra l’altro l’incontrollata e incontrollabile occupazione di strade e marciapiedi, diventa anche un problema di ordine pubblico e di sicurezza, impedendo il transito, ad esempio, di persone in carrozzella o di passeggini o di persone anziane con il bastone o, in casi estremi, dei mezzi di soccorso. In qualche caso, infatti, dopo le 22,30, locali che hanno uno spazio interno di pochi metri quadrati ne occupano con sedie, tavoli e ombrelloni uno esterno che comprende l’area antistante cinque vetrine di altri negozi. A nulla sono serviti finora i provvedimenti di rimozione di dehors abusivi e le chiusure a tempo di alcuni locali. Servirebbe maggior senso civico, ma non siamo in una favola e il ”vissero felici e contenti” proprio non si intravede. (La Città di Salerno)

Cava de’ Tirreni. Movida punto e a capo. Anzi, senza andare neanche a capo perché non ci è mossi dalla situazione di sempre. Dopo le 22,30, infatti, come per un tacito accordo, a Cava de’ Tirreni ogni regola viene sospesa e nella notte tutto è possibile: tavoli e sedie dovunque, musica ad alto volume, schiamazzi, locali aperti fino a notte fonda e tradizionale tappeto di rifiuti il giorno dopo. Chi vorrebbe girare la pagina e trovare una soluzione al problema, sono ovviamente i residenti del centro storico, da via Andrea Sorrentino fino a piazza San Francesco, che attendevano – e ancora attendono – una svolta e invece assistono al più tradizionale e italico “tutto cambi perché niente cambi”. Basta attendere le 22,30, l’orario di fine turno per la Polizia locale, e come nella favola, anzi al contrario, mentre le carrozze tornano zucche, la festa inizia invece di finire e non ci sono in giro, purtroppo, né principi, né principesse. Dopo quell’ora, il regolamento per l’ordine e la quiete pubblica diventa un foglio di carta che svolazza con gli altri sotto i portici. Ma sono proprio i controlli fino a tarda notte da parte della Polizia locale e le sanzioni, che chiedono (invano, finora) i residenti del centro. Riassume lo stato d’animo di gran parte di loro, la signora Franca Avallone: «Così come sta facendo per combattere gli incivili che non rispettano le regole della raccolta differenziata, l’amministrazione Servalli deve adottare subito misure restrittive per i gestori dei locali che non rispettano le regole della convivenza». La situazione è oramai insostenibile, al punto che alcuni, stanchi di subire anche soprusi e talvolta sberleffi, hanno addirittura cambiato casa. Tra l’altro l’incontrollata e incontrollabile occupazione di strade e marciapiedi, diventa anche un problema di ordine pubblico e di sicurezza, impedendo il transito, ad esempio, di persone in carrozzella o di passeggini o di persone anziane con il bastone o, in casi estremi, dei mezzi di soccorso. In qualche caso, infatti, dopo le 22,30, locali che hanno uno spazio interno di pochi metri quadrati ne occupano con sedie, tavoli e ombrelloni uno esterno che comprende l’area antistante cinque vetrine di altri negozi. A nulla sono serviti finora i provvedimenti di rimozione di dehors abusivi e le chiusure a tempo di alcuni locali. Servirebbe maggior senso civico, ma non siamo in una favola e il ”vissero felici e contenti” proprio non si intravede. (La Città di Salerno)

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