Saviano al questore Marino: “Offensivo attaccare Gomorra”

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NON condivide nel merito le parole del cardinale. E dice la sua sul tema sempre caldo della fiction “Gomorra 2”. Mattinata intensa, poche dichiarazioni che non lasciano spazio ad equivoci e sollevano, però, ancora una volta polemiche su Napoli e la criminalità. Ad innescare il tutto sono le parole del questore Guido Marino, intervistato da Radio 24”.

Con il numero uno di via Medina è inevitabile toccare il tasto dolente di Gomorra, soprattutto dopo la serie di “no” arrivati da alcuni sindaci della provincia di Napoli che si sono rifiutati di ospitare il set della fiction numero 2. A cominciare dal primo cittadino di Afragola, Domenico Tuccillo, che non concede le riprese al rione Salicelle. E poi Acerra, dove il sindaco Raffaele Lettieri vuole «tutelare l’immagine della città in ogni sede opportuna». E Giugliano.

Primi cittadini che forse ieri avranno ascoltato via radio la voce del questore sottolineare: «Certi programmi tv sono offensivi e per niente rappresentativi della realtà che vogliono rappresentare». Qualche ora dopo arriva la risposta di Roberto Saviano sui social network: «Offensivi sono i clan, offensiva è l’omertà, offensivo è accusare opere creative, invece che la corruzione e l’inefficienza della macchina statale. In questo contesto le parole del questore di Napoli Guido Marino sono l’ennesimo invito all’omertà».

Dunque ancora un fronte di polemiche che si spalanca attorno alla fiction. Ma non è tutto. Ieri mattina inaugurazione del nuovo commissariato di polizia a Pianura, alla presenza del vice capo della polizia Alessandro Marangoni. Che conosce Napoli, è stato capo di gabinetto a via Medina. C’è anche il prefetto Gerarda Pantalone che sollecita: «Cittadini, noi ci siamo. Venite da noi».

Nei giorni della faida nel cuore della città (con un diciassettenne ucciso senza colpa alla Sanità) e a poche centinaia di metri dal quartiere (rione Traiano) dove la notte ci sono bande di ragazzini che sparano all’impazzata, il vice capo della polizia Marangoni dice: «È evoluto il modo di lavorare, di infiltrarsi, il modo di poter gestire il malaffare. Però è migliorata tantissimo la risposta che le forze di polizia sanno dare. Non stiamo correndo in bicicletta, abbiamo degli strumenti e abbiamo affinato delle capacità tecniche investigative. Credetemi, non siamo secondi a nessuno al mondo».

E quelle paranze dei bambini di Forcella? «È una cosa che dobbiamo contrastare con il controllo del territorio ma anche rafforzando i presidii. Napoli è sempre stata all’attenzione di Roma. Napoli non è l’ultima, è la prima città d’Italia e quando c’è criticità ci si preoccupa tantissimo. C’è la massima attenzione. È un fenomeno che contrastiamo con il controllo del territorio e il rafforzamento dei presidi».

Il messaggio che se ne riceve è: tutto, pur di aiutare la città a vincere sulla criminalità organizzata. Su Radio 24, dove viene ricordato l’appello del cardinale Sepe che chiede «più uomini e mezzi», ribatte il questore Marino: «Appello sacrosanto ma non servono più uomini. Chi fa questo mestiere deve farsi bastare quello che ha. Cosa che a Napoli succede egregiamente. Bisogna tenere a distanza il criterio dell’emergenza. Chi ne abusa è ignorante o in malafede. Arrivare alla conclusione che lo Stato è assente è banale. E lo trovo offensivo, fuorviante e approssimativo come diagnosi e come prognosi».
IRENE DE ARCANGELIS LA REPUBBLICA DI NAPOLINON condivide nel merito le parole del cardinale. E dice la sua sul tema sempre caldo della fiction “Gomorra 2”. Mattinata intensa, poche dichiarazioni che non lasciano spazio ad equivoci e sollevano, però, ancora una volta polemiche su Napoli e la criminalità. Ad innescare il tutto sono le parole del questore Guido Marino, intervistato da Radio 24”.

Con il numero uno di via Medina è inevitabile toccare il tasto dolente di Gomorra, soprattutto dopo la serie di “no” arrivati da alcuni sindaci della provincia di Napoli che si sono rifiutati di ospitare il set della fiction numero 2. A cominciare dal primo cittadino di Afragola, Domenico Tuccillo, che non concede le riprese al rione Salicelle. E poi Acerra, dove il sindaco Raffaele Lettieri vuole «tutelare l’immagine della città in ogni sede opportuna». E Giugliano.

Primi cittadini che forse ieri avranno ascoltato via radio la voce del questore sottolineare: «Certi programmi tv sono offensivi e per niente rappresentativi della realtà che vogliono rappresentare». Qualche ora dopo arriva la risposta di Roberto Saviano sui social network: «Offensivi sono i clan, offensiva è l’omertà, offensivo è accusare opere creative, invece che la corruzione e l’inefficienza della macchina statale. In questo contesto le parole del questore di Napoli Guido Marino sono l’ennesimo invito all’omertà».

Dunque ancora un fronte di polemiche che si spalanca attorno alla fiction. Ma non è tutto. Ieri mattina inaugurazione del nuovo commissariato di polizia a Pianura, alla presenza del vice capo della polizia Alessandro Marangoni. Che conosce Napoli, è stato capo di gabinetto a via Medina. C’è anche il prefetto Gerarda Pantalone che sollecita: «Cittadini, noi ci siamo. Venite da noi».

Nei giorni della faida nel cuore della città (con un diciassettenne ucciso senza colpa alla Sanità) e a poche centinaia di metri dal quartiere (rione Traiano) dove la notte ci sono bande di ragazzini che sparano all’impazzata, il vice capo della polizia Marangoni dice: «È evoluto il modo di lavorare, di infiltrarsi, il modo di poter gestire il malaffare. Però è migliorata tantissimo la risposta che le forze di polizia sanno dare. Non stiamo correndo in bicicletta, abbiamo degli strumenti e abbiamo affinato delle capacità tecniche investigative. Credetemi, non siamo secondi a nessuno al mondo».

E quelle paranze dei bambini di Forcella? «È una cosa che dobbiamo contrastare con il controllo del territorio ma anche rafforzando i presidii. Napoli è sempre stata all’attenzione di Roma. Napoli non è l’ultima, è la prima città d’Italia e quando c’è criticità ci si preoccupa tantissimo. C’è la massima attenzione. È un fenomeno che contrastiamo con il controllo del territorio e il rafforzamento dei presidi».

Il messaggio che se ne riceve è: tutto, pur di aiutare la città a vincere sulla criminalità organizzata. Su Radio 24, dove viene ricordato l’appello del cardinale Sepe che chiede «più uomini e mezzi», ribatte il questore Marino: «Appello sacrosanto ma non servono più uomini. Chi fa questo mestiere deve farsi bastare quello che ha. Cosa che a Napoli succede egregiamente. Bisogna tenere a distanza il criterio dell’emergenza. Chi ne abusa è ignorante o in malafede. Arrivare alla conclusione che lo Stato è assente è banale. E lo trovo offensivo, fuorviante e approssimativo come diagnosi e come prognosi».
IRENE DE ARCANGELIS LA REPUBBLICA DI NAPOLI