E San Matteo sfila sulle note di “Gran Ballo d’Amor”

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La banda “Città di Salerno” ha scelto la marcia d’ordinanza dell’Aeronautica Militare accompagnare il Santo patrono sulla strada principale di Salerno

Di OLGA CHIEFFI

Non si ascolta spesso la splendida marcia d’ordinanza dell’Aeronautica militare composta dal maestro Di Miniello su musiche di Marenco, l’unica melodia adottata per acclamazione da un’arma. E’ stato un dono in questa processione offerta dallo storico concerto bandistico “Città di Salerno”, guidato da Rosario Barbarulo, che l’ha scelta per accompagnare la statua del Santo Patrono per via Roma. “Gran ballo d’Amor” è una marcia lunga con un incantevole trio adattissima al passo corto dei portatori della paranza più importante. Bell’assieme quello di questa formazione che da anni chiude la processione scegliendo marciabili che pongono in bella mostra tutte le sezioni della banda, che per ascendere al duomo quest’anno ha scelto di eseguire prima della corsa, un bel passo doble d’ispirazione iberica. La giornata bandistica era iniziata, invece, alle 10 di mattina per la banda di Pellezzano che ha attraversato tutta la città per trasmettere quell’aria di festa che aleggia attendendo le celebrazioni di San Matteo. Noi l’abbiamo incrociata al Corso Vittorio Emanuele con il M° Giuseppe Genovese al clarinetto che ha attaccato l’allegra The King di Archibald Mirri, arricchita anche da qualche momento coreografico. Durante la processione, la marcia Enea, la marcia d’ordinanza della Polizia di Stato, hanno accompagnato i portatori della statua più pesante San Giuseppe con gli ottoni in grande spolvero. Ma passiamo alla formazione che ha aperto la processione, la banda di Pontecagnano, scelta all’ultimo momento, la più piccola e quadrata, che si è vista affidare la triade dei santissimi martiri, le statue più leggere e ballerine, alle quali ha dedicato Cinesina, una caratteristica marcia su scala orientale di Angelo Lamanna, e la marcia brillante Tato Russo firmata da Mario Ciervo, scritta per il noto regista partenopeo, con il quale ha collaborato in diversi musical. Invochiamo per la processione 2016 la quarta banda, al seguito della statua di Papa Gregorio VII, poiché al rientro abbiamo visto i portatori davvero provati e si sa che dietro una banda, come scriveva Ennio Flaiano, nei suoi scritti stravaganti si può arrivare dove si vuole. Rulli del tamburino Rosario Barbarulo per dare il tempo ai portatori per l’ultima estenuante fatica e affidamento dei fedeli al santo patrono in un delirio che commuove e sgomenta.

La banda “Città di Salerno” ha scelto la marcia d’ordinanza dell’Aeronautica Militare accompagnare il Santo patrono sulla strada principale di Salerno

Di OLGA CHIEFFI

Non si ascolta spesso la splendida marcia d’ordinanza dell’Aeronautica militare composta dal maestro Di Miniello su musiche di Marenco, l'unica melodia adottata per acclamazione da un'arma. E’ stato un dono in questa processione offerta dallo storico concerto bandistico “Città di Salerno”, guidato da Rosario Barbarulo, che l’ha scelta per accompagnare la statua del Santo Patrono per via Roma. “Gran ballo d’Amor” è una marcia lunga con un incantevole trio adattissima al passo corto dei portatori della paranza più importante. Bell’assieme quello di questa formazione che da anni chiude la processione scegliendo marciabili che pongono in bella mostra tutte le sezioni della banda, che per ascendere al duomo quest’anno ha scelto di eseguire prima della corsa, un bel passo doble d’ispirazione iberica. La giornata bandistica era iniziata, invece, alle 10 di mattina per la banda di Pellezzano che ha attraversato tutta la città per trasmettere quell’aria di festa che aleggia attendendo le celebrazioni di San Matteo. Noi l’abbiamo incrociata al Corso Vittorio Emanuele con il M° Giuseppe Genovese al clarinetto che ha attaccato l’allegra The King di Archibald Mirri, arricchita anche da qualche momento coreografico. Durante la processione, la marcia Enea, la marcia d’ordinanza della Polizia di Stato, hanno accompagnato i portatori della statua più pesante San Giuseppe con gli ottoni in grande spolvero. Ma passiamo alla formazione che ha aperto la processione, la banda di Pontecagnano, scelta all’ultimo momento, la più piccola e quadrata, che si è vista affidare la triade dei santissimi martiri, le statue più leggere e ballerine, alle quali ha dedicato Cinesina, una caratteristica marcia su scala orientale di Angelo Lamanna, e la marcia brillante Tato Russo firmata da Mario Ciervo, scritta per il noto regista partenopeo, con il quale ha collaborato in diversi musical. Invochiamo per la processione 2016 la quarta banda, al seguito della statua di Papa Gregorio VII, poiché al rientro abbiamo visto i portatori davvero provati e si sa che dietro una banda, come scriveva Ennio Flaiano, nei suoi scritti stravaganti si può arrivare dove si vuole. Rulli del tamburino Rosario Barbarulo per dare il tempo ai portatori per l’ultima estenuante fatica e affidamento dei fedeli al santo patrono in un delirio che commuove e sgomenta.