Ravello De Masi incontra gli albergatori , parola d’ordine “destagionalizzare”

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Ravello De Masi incontra gli albergatori , parola d’ordine “destagionalizzare”. Così riporta l’incontro Il Vescovado di Ravello E’ un Domenico De Masi pronto a prendere per mano Ravello e a condurla, con guida sicura, verso le nuove sfide che l’attendono, quello visto ieri (giovedì 17 settembre) nel corso dell’incontro con le realtà economiche della Città della Musica. «Ravello è quella che è anche grazie a voi» ha esordito il neopresidente della Fondazione Ravello dall’auditorium di Villa Rufolo, sede scelta per l’incontro a seguito delle numerose adesioni pervenute all’invito diramato via mail. Una sessantina circa i presenti rappresentanti, in larga parte, le strutture ricettive. Accanto a De Masi il sindaco di Ravello Paolo Vuilleumier che ancora gongola per l’affermazione dei principi di legalità chiesti e alla fine ottenuti dal Comune nella spinosa vicenda Fondazione. Crescita culturale degli operatori della Fondazione e dei cittadini di Ravello: è questo l’imperativo categorico del sociologo convinto che «se un turista se ne va da Ravello deve sapere che è andato via arricchito sul piano culturale» e che «Ravello si deve confrontare con Salisburgo e le altre città europee della musica». Altro pallino di De Masi resta il blocco della disoccupazione, con i giovani di Ravello che non vorrà vedere più emigrare grazie alla possibilità concreta di destagionalizzare l’offerta turistica. De Masi ci crede, è sempre più convinto che Ravello sia la “Formula Uno” del turismo culturale campano ma che al tempo stesso ha la necessità di preservare, oggi più che mai, la propria identità. Su tutto la bellezza e il silenzio. E richiama come esempio l’ultimo matrimonio arabo celebrato all’Auditorium. Prima prende elegantemente le distanze dall’iniziativa che avrebbe snaturato la mission dell’opera ma poi elogia chi ha immaginato la struttura costruita all’interno dell’auditorium per destinarla a sala da ballo a partire dalla mezzanotte. Una scelta – spiega De Masi – a cui l’organizzazione ha dovuto adeguarsi che lascia comprendere come a Ravello esistano canoni imprescindibili da rispettare. Senza l’ausilio di un microfono (non si è assistito al via vai di collaboratori come eravamo abituati negli ultimi anni) l’impianto di aria condizionata è stato acceso soltanto dopo richiesta dei presenti in sala. Cinque lunghi anni sono trascorsi dall’allontanamento di De Masi dalla sua creatura: questo lasso di tempo è servito per comprendere ed esaminare gli errori commessi, di scelte, di uomini. Il presidente illustra gli stessi concetti espressi in mattinata durante l’appuntamento con le associazioni del territorio: «La Fondazione deve cominciare a uscire il più possibile dal bunker di Villa Rufolo, aprirsi alla città con nuove sinergie. Io cominciai nel 1993, da assessore al Turismo, ad allungare il Festival. Ma oggi è inutile spendere tutti i soldi d’estate; vanno risparmiati per investirli d’inverno». Riduzione degli sprechi: il De Masi pensiero vira in questa direzione. «E’ inutile spendere 200mila euro per un’orchestra che si esibisce in una serata per settecento persone. Sarebbe meglio investire queste cifre nella formazione del personale e mandare giovani per stage in America, oppure restaurare monumenti, chiese. Non è detto che la Fondazione Ravello debba fare soltanto spettacoli, sta scritto nello statuto che deve salvaguardare il patrimonio culturale di Ravello». «Mi sembrano eccessivi 111mila euro spesi per la comunicazione dello scorso Festival – aggiunge – Il Festival deve comparire sulle testate nazionali e internazionali». De Masi è sicuro che in tre anni l’idea della destagionalizzazione potrà decollare e tende la mano agli albergatori e ai ristoratori che ai primi di novembre chiudono per ferie per poi riaprire a marzo. Per questo crede fermamente nell’offerta culturale garantita dai quattro festival interdisciplinari, uno per ogni stagione, e al rilancio dell’Auditorium nel settore della convegnistica, così da rendere Ravello la nuova Cernobbio con vista mare. «Per Natale stiamo mettendo su una programmazione che vedrà l’arrivo di un’orchestra giovanile sudamericana sul modello Abreu con 110 elemento dai 16 ai 19 anni che suonano da mattina a sera. Suonerebbero tutte le sere per spettacoli gratuiti» spiega con entusiasmo, chiedendo l’aiuto degli albergatori nell’ospitalità dei giovani orchestrali, dal 20 dicembre fino al 6 gennaio, così da abbattere le spese di vitto e alloggio. Dal Belmond Caruso ai Bed and Breakfast sono pervenute le prime disponibilità. Alla direzione artistica ci sarà Paola Servillo, sorella di Peppe e Tony, già direttrice di “Settembre al Borgo” e Consigliere di amministrazione della Fondazione, che non farà rimpiangere Valanzuolo. Domenica 20 settembre, alle 17, la prima riunione per la stesura del cartellone che potrebbe includere una maratona nella lettura de “L’immoralista” di Andrè Gide, scritto a Ravello, con protagonisti i Ravellesi, dal Sindaco al Parroco, dal medico condotto al comandante dei Carabinieri, per una diretta radiofonica Rai. Dal pubblico la richiesta esplicita di azioni verso il governo regionale che portino alla messa in sicurezza della strada Ravello-Chiunzi chiusa oramai da circa tre anni. Il sociologo stimola a protestare con vigore, sin sotto il palazzo della Regione, se ve ne sarà bisogno.

Ravello De Masi incontra gli albergatori , parola d'ordine "destagionalizzare". Così riporta l'incontro Il Vescovado di Ravello E' un Domenico De Masi pronto a prendere per mano Ravello e a condurla, con guida sicura, verso le nuove sfide che l'attendono, quello visto ieri (giovedì 17 settembre) nel corso dell'incontro con le realtà economiche della Città della Musica. «Ravello è quella che è anche grazie a voi» ha esordito il neopresidente della Fondazione Ravello dall'auditorium di Villa Rufolo, sede scelta per l'incontro a seguito delle numerose adesioni pervenute all'invito diramato via mail. Una sessantina circa i presenti rappresentanti, in larga parte, le strutture ricettive. Accanto a De Masi il sindaco di Ravello Paolo Vuilleumier che ancora gongola per l'affermazione dei principi di legalità chiesti e alla fine ottenuti dal Comune nella spinosa vicenda Fondazione. Crescita culturale degli operatori della Fondazione e dei cittadini di Ravello: è questo l'imperativo categorico del sociologo convinto che «se un turista se ne va da Ravello deve sapere che è andato via arricchito sul piano culturale» e che «Ravello si deve confrontare con Salisburgo e le altre città europee della musica». Altro pallino di De Masi resta il blocco della disoccupazione, con i giovani di Ravello che non vorrà vedere più emigrare grazie alla possibilità concreta di destagionalizzare l'offerta turistica. De Masi ci crede, è sempre più convinto che Ravello sia la "Formula Uno" del turismo culturale campano ma che al tempo stesso ha la necessità di preservare, oggi più che mai, la propria identità. Su tutto la bellezza e il silenzio. E richiama come esempio l'ultimo matrimonio arabo celebrato all'Auditorium. Prima prende elegantemente le distanze dall'iniziativa che avrebbe snaturato la mission dell'opera ma poi elogia chi ha immaginato la struttura costruita all'interno dell'auditorium per destinarla a sala da ballo a partire dalla mezzanotte. Una scelta – spiega De Masi – a cui l'organizzazione ha dovuto adeguarsi che lascia comprendere come a Ravello esistano canoni imprescindibili da rispettare. Senza l'ausilio di un microfono (non si è assistito al via vai di collaboratori come eravamo abituati negli ultimi anni) l'impianto di aria condizionata è stato acceso soltanto dopo richiesta dei presenti in sala. Cinque lunghi anni sono trascorsi dall'allontanamento di De Masi dalla sua creatura: questo lasso di tempo è servito per comprendere ed esaminare gli errori commessi, di scelte, di uomini. Il presidente illustra gli stessi concetti espressi in mattinata durante l'appuntamento con le associazioni del territorio: «La Fondazione deve cominciare a uscire il più possibile dal bunker di Villa Rufolo, aprirsi alla città con nuove sinergie. Io cominciai nel 1993, da assessore al Turismo, ad allungare il Festival. Ma oggi è inutile spendere tutti i soldi d'estate; vanno risparmiati per investirli d'inverno». Riduzione degli sprechi: il De Masi pensiero vira in questa direzione. «E' inutile spendere 200mila euro per un'orchestra che si esibisce in una serata per settecento persone. Sarebbe meglio investire queste cifre nella formazione del personale e mandare giovani per stage in America, oppure restaurare monumenti, chiese. Non è detto che la Fondazione Ravello debba fare soltanto spettacoli, sta scritto nello statuto che deve salvaguardare il patrimonio culturale di Ravello». «Mi sembrano eccessivi 111mila euro spesi per la comunicazione dello scorso Festival – aggiunge – Il Festival deve comparire sulle testate nazionali e internazionali». De Masi è sicuro che in tre anni l'idea della destagionalizzazione potrà decollare e tende la mano agli albergatori e ai ristoratori che ai primi di novembre chiudono per ferie per poi riaprire a marzo. Per questo crede fermamente nell'offerta culturale garantita dai quattro festival interdisciplinari, uno per ogni stagione, e al rilancio dell'Auditorium nel settore della convegnistica, così da rendere Ravello la nuova Cernobbio con vista mare. «Per Natale stiamo mettendo su una programmazione che vedrà l'arrivo di un'orchestra giovanile sudamericana sul modello Abreu con 110 elemento dai 16 ai 19 anni che suonano da mattina a sera. Suonerebbero tutte le sere per spettacoli gratuiti» spiega con entusiasmo, chiedendo l'aiuto degli albergatori nell'ospitalità dei giovani orchestrali, dal 20 dicembre fino al 6 gennaio, così da abbattere le spese di vitto e alloggio. Dal Belmond Caruso ai Bed and Breakfast sono pervenute le prime disponibilità. Alla direzione artistica ci sarà Paola Servillo, sorella di Peppe e Tony, già direttrice di "Settembre al Borgo" e Consigliere di amministrazione della Fondazione, che non farà rimpiangere Valanzuolo. Domenica 20 settembre, alle 17, la prima riunione per la stesura del cartellone che potrebbe includere una maratona nella lettura de "L'immoralista" di Andrè Gide, scritto a Ravello, con protagonisti i Ravellesi, dal Sindaco al Parroco, dal medico condotto al comandante dei Carabinieri, per una diretta radiofonica Rai. Dal pubblico la richiesta esplicita di azioni verso il governo regionale che portino alla messa in sicurezza della strada Ravello-Chiunzi chiusa oramai da circa tre anni. Il sociologo stimola a protestare con vigore, sin sotto il palazzo della Regione, se ve ne sarà bisogno.