Napoli. Il metrò si blocca ancora. Blackout dei computer, passeggeri a piedi lungo i binari. Il Comune: ora basta

0

Napoli. Si blocca la linea 1 della Metropolitana, esplode la polemica. E stavolta non sono solo i passeggeri inviperiti a scagliarsi contro l’azienda, è Palazzo San Giacomo che scende in campo e chiede ragione di quel che sta accadendo. L’assessore ai trasporti Mario Calabrese ha convocato per questa mattina i vertici di Anm per avere un quadro preciso della situazione e, soprattutto, per scoprire quali sono i continui motivi, spesso «inspiegabili», dell’interruzione del servizio. Ieri mattina c’è stato un improvviso black out di collegamento fra i treni in circolazione e la sala operativa, il blocco dei convogli è stato immediato e giustificato: è impossibile pensare di far proseguire il viaggio «alla cieca» senza sapere sei binari sono liberi e se dietro l’angolo c’è il rischio di un frontale fra treni. Ma perché si è spento il collegamento con la sala operativa? Per adesso una risposta certa non esiste. Sono al lavoro gli esperti che dovranno spiegare perché il computer che gestisce il servizio s’è spento all’improvviso. Il fatto è che le risposte su eventi del genere, nel recente passato, spesso sono state ai limiti dell’incredibile. Quando a giugno la circolazione fu bloccata per l’allagamento della nuovissima stazione di piazza Municipio, si scoprì che qualcuno aveva dimenticato di «togliere il tappo» per far defluire l’acqua piovana verso le fognature. E quando, pochi giorni prima, era stata la stazione Garibaldi a finire sott’acqua, gli esperti chiarirono che la colpa era delle grondaie otturate dai sacchetti dell’immondizia lanciati dai napoletani incivili. Stavolta quale sarà la spiegazione per il blocco? Ma soprattutto, perché basta un computer in tilt per fermare la circolazione di tutti i treni della Linea 1? Probabilmente oggi verrà fornita una risposta ufficiale al Comune. Ieri, però, di risposte ai viaggiatori non ne sono state fornite e, come è accaduto troppo spesso negli ultimi mesi, la gente è stata costretta a scendere dai convogli e raggiungere a piedi la stazione più vicina. È sicuramente accaduto così al treno che andava verso Piscinola alle 9,30. S’è fermato all’improvviso mentre percorreva una sopraelevata vicina alla stazione d’arrivo. Per un po’ ai passeggeri è stato detto che tutto si sarebbe risolto. Poi sono state aperte le porte del convoglio e le persone a bordo sono state invitate a proseguire a piedi verso la stazione successiva. Molti viaggiatori si sono rifiutati di scendere dal convoglio, preoccupati dalla possibilità di potersi fare male in una situazione così disagiata e sono rimasti a bordo. Un’ora dopo lo stop forzato, il treno ha finalmente ripreso a muoversi, lentissimamente, verso la stazione di Piscinola dove si è definitivamente fermato. La situazione è tornata alla normalità intorno alle 12, circa tre ore dopo il blocco. Le proteste degli utenti si sono levate, con forza, soprattutto attraverso il web. All’ora del blocco della circolazione erano in viaggio molti lavoratori, artigiani che dovevano incontrare clienti, addetti che avevano da raggiungere vari uffici della città per le più svariate commissioni. Per ognuno dei passeggeri bloccati c’è stato un disagio grande, come quello di tutte le altre persone che avevano pianificato un trasferimento in metro e che hanno trovato i cancelli delle stazioni chiusi. Per far fronte al problema, l’Anm ha messo in atto il piano di emergenza con il trasporto sostitutivo su gomma, che in parole povere significa eliminare autobus dalle linee abituali e indirizzarli sui percorsi abitualmente coperti dalla metropolitana: il 602 che copre la tratta da piazza Garibaldi a piazza Dante, il 664 che va da Chiaiano a piazza Dante e il 655 sul percorso Scampia-Cardarelli-Chiaiano. I tecnici si sono messi immediatamente al lavoro. Hanno fatto il possibile per ripristinare il collegamento con la sala operativa e alla fine ci sono riusciti. Dopo mezzogiorno la Linea1 è tornata al suo servizio regolare, però il grande punto interrogativo resta: perché c’è stato il guasto? (PaoloBarbuto – Il Mattino)

Napoli. Si blocca la linea 1 della Metropolitana, esplode la polemica. E stavolta non sono solo i passeggeri inviperiti a scagliarsi contro l’azienda, è Palazzo San Giacomo che scende in campo e chiede ragione di quel che sta accadendo. L’assessore ai trasporti Mario Calabrese ha convocato per questa mattina i vertici di Anm per avere un quadro preciso della situazione e, soprattutto, per scoprire quali sono i continui motivi, spesso «inspiegabili», dell’interruzione del servizio. Ieri mattina c’è stato un improvviso black out di collegamento fra i treni in circolazione e la sala operativa, il blocco dei convogli è stato immediato e giustificato: è impossibile pensare di far proseguire il viaggio «alla cieca» senza sapere sei binari sono liberi e se dietro l’angolo c’è il rischio di un frontale fra treni. Ma perché si è spento il collegamento con la sala operativa? Per adesso una risposta certa non esiste. Sono al lavoro gli esperti che dovranno spiegare perché il computer che gestisce il servizio s’è spento all’improvviso. Il fatto è che le risposte su eventi del genere, nel recente passato, spesso sono state ai limiti dell’incredibile. Quando a giugno la circolazione fu bloccata per l’allagamento della nuovissima stazione di piazza Municipio, si scoprì che qualcuno aveva dimenticato di «togliere il tappo» per far defluire l’acqua piovana verso le fognature. E quando, pochi giorni prima, era stata la stazione Garibaldi a finire sott’acqua, gli esperti chiarirono che la colpa era delle grondaie otturate dai sacchetti dell’immondizia lanciati dai napoletani incivili. Stavolta quale sarà la spiegazione per il blocco? Ma soprattutto, perché basta un computer in tilt per fermare la circolazione di tutti i treni della Linea 1? Probabilmente oggi verrà fornita una risposta ufficiale al Comune. Ieri, però, di risposte ai viaggiatori non ne sono state fornite e, come è accaduto troppo spesso negli ultimi mesi, la gente è stata costretta a scendere dai convogli e raggiungere a piedi la stazione più vicina. È sicuramente accaduto così al treno che andava verso Piscinola alle 9,30. S’è fermato all’improvviso mentre percorreva una sopraelevata vicina alla stazione d’arrivo. Per un po’ ai passeggeri è stato detto che tutto si sarebbe risolto. Poi sono state aperte le porte del convoglio e le persone a bordo sono state invitate a proseguire a piedi verso la stazione successiva. Molti viaggiatori si sono rifiutati di scendere dal convoglio, preoccupati dalla possibilità di potersi fare male in una situazione così disagiata e sono rimasti a bordo. Un’ora dopo lo stop forzato, il treno ha finalmente ripreso a muoversi, lentissimamente, verso la stazione di Piscinola dove si è definitivamente fermato. La situazione è tornata alla normalità intorno alle 12, circa tre ore dopo il blocco. Le proteste degli utenti si sono levate, con forza, soprattutto attraverso il web. All’ora del blocco della circolazione erano in viaggio molti lavoratori, artigiani che dovevano incontrare clienti, addetti che avevano da raggiungere vari uffici della città per le più svariate commissioni. Per ognuno dei passeggeri bloccati c’è stato un disagio grande, come quello di tutte le altre persone che avevano pianificato un trasferimento in metro e che hanno trovato i cancelli delle stazioni chiusi. Per far fronte al problema, l’Anm ha messo in atto il piano di emergenza con il trasporto sostitutivo su gomma, che in parole povere significa eliminare autobus dalle linee abituali e indirizzarli sui percorsi abitualmente coperti dalla metropolitana: il 602 che copre la tratta da piazza Garibaldi a piazza Dante, il 664 che va da Chiaiano a piazza Dante e il 655 sul percorso Scampia-Cardarelli-Chiaiano. I tecnici si sono messi immediatamente al lavoro. Hanno fatto il possibile per ripristinare il collegamento con la sala operativa e alla fine ci sono riusciti. Dopo mezzogiorno la Linea1 è tornata al suo servizio regolare, però il grande punto interrogativo resta: perché c’è stato il guasto? (PaoloBarbuto – Il Mattino)