Positano la minoranza di Marrone. Si conclude un deludente Myth Festival

0

Riceviamo e pubblichiamo

 

Si è concluso sabato  sera la seconda edizione del Myth Festival, doveva essere questa l’occasione per consolidare questo evento  e annoverarlo tra i Festival importanti  in Italia, ma  è sembrato solo la brutta copia dell’edizione dello scorso anno.

Disorganizzazione e scarsa qualità degli eventi in programma, tutto ciò non si può certo imputarlo alla diminuzione dei fondi regionali, la spesa comunque ha raggiunto i 300.000,00 euro.  

Nonostante si sapesse dell’avvenuto finanziamento regionale dall’aprile scorso, il materiale pubblicitario e il calendario degli eventi è stato reso noto il giorno prima dell’inaugurazione del Festival.

E’ venuto a mancare  lo scopo primario di questo evento, quello di promuovere l’offerta turistico-culturale di Positano. A questo occorre aggiungere la disorganizzazione per la prenotazioni dei  biglietti che ha prodotto  la mancata partecipazione agli eventi dei cittadini e degli ospiti.

E’ mancata nel programma del Festival un’importante mostra nella  cripta medievale  come quella di Mimmo Paladino che  l’anno scorso fu visitata da 3000 persone, nell’edizione di quest’anno è stata sostituita dalla visione di un video di De Crescenzo. Gli incontri di parola sono andati deserti, addirittura annullato quello con Eva Cantarella.  Sono mancati gli appuntamenti con la musica, i piccoli concerti lungo le stradine, le uscite notturne sul mare, nulla di veramente emozionante.

Discutibile la  decisione di posizionare le due auto dello sponsor nell’area pedonale. Ed infine il contestatissimo concerto di Sal Da Vinci – fortemente voluto dal Sindaco – non è riuscito neanche a riempire la piccola platea riservata al pubblico e ha rappresentato il punto più basso di tutto il Festival.

Se si devono spendere  trecentomila euro per avere questi risultati, meglio risparmiarli e pensare ad investirli in qualcosa di diverso, ma da questa classe dirigente non sappiamo scegliere cosa è peggio.

Si conclude un’estate all’insegna della cultura nazional-popolare che ha comportato un enorme spreco  di pubblico  danaro che ha prodotto un unico risultato, quello di danneggiare l’immagine di raffinatezza di Positano.

 

 

Domenico Marrone