Sorrento. Ospedale, inchiesta sulla morte di Elena Migliozzi. Dall’autopsia la milza operata non presentava lesioni

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Sorrento. La milza di Elena Migliozzi, morta domenica scorsa nell’ospedale di Sorrento dopo un intervento chirurgico, non presentava lesioni. È quanto emerge, secondo le prime indiscrezioni, dall’autopsia eseguita ieri pomeriggio sul corpo della settantasettenne. Oggi alle 15.30, nella chiesa del Corpus Domini di Gragnano, saranno celebrati i funerali della donna. Intanto, per la vicenda risultano indagati quattro medici: Pietro Gnarra e Lucio Vitale, primari rispettivamente dei reparti di chirurgia e di radiologia dell’ospedale di Sorrento, e i loro assistenti Loris Tango e Chiara D’Errico. L’ipotesi di reato formulata a loro carico dalla Procura di Torre Annunziata è di omicidio colposo. Ieri pomeriggio, ricevuto l’incarico dal sostituto procuratore Mariangela Magariello, il medico legale Antonio Lombardi ha effettuato l’autopsia sul corpo della Migliozzi nell’obitorio di Castellammare. Stando a quanto trapela, l’esame ha escluso che la milza della Migliozzi fosse lesionata. Confermate, invece, le aderenze che l’equipe chirurgica dell’ospedale di Sorrento ha rilevato durante l’operazione. In particolare, il medico legale e i consulenti di parte hanno trovato i polmoni praticamente «attaccati» al torace, così come il fegato all’addome. Allo stato attuale, inoltre, trova riscontro la tesi per la quale Elena Migliozzi è morta a causa di un arresto cardiocircolatorio. Resta da capire il nesso tra il decesso e l’intervento alla milza cui la donna, già affetta da diversi problemi di salute, è stata sottoposta. Per centrare questo obiettivo saranno effettuati esami istologici sui principali organi vitali della settantasettenne. In più, saranno passate al setaccio la cartella clinica e i referti degli esami strumentali e di laboratorio effettuati prima e durante il ricovero negli ospedali «De Luca e Rossano» di Vico Equense e «Santa Maria della Misericordia di Sorrento». Non a caso il medico legale ha chiesto alla Procura di essere affiancato da un radiologo e da un anatomopatologo. I risultati dell’autopsia saranno depositati nel giro di 90 giorni. Sulla base di questi elementi sarà vagliata la posizione dei quattro indagati. A farlo sarà Antonella Lauri, sostituto procuratore di Torre Annunziata, specialista dei casi di colpa medica e di responsabilità professionale. Conclusa l’autopsia, il pm ha disposto la liberazione della salma di Elena Migliozzi. E i familiari hanno potuto fissare le esequie. Sul caso si sono accesi i riflettori anche dell’Asl Napoli 3 Sud. L’azienda ha istituito una commissione medica interna chiamata ad accertare eventuali responsabilità dei medici coinvolti. Massima attenzione anche da parte di Pasquale Schiano, figlio della Migliozzi, e dell’avvocato Gennaro Somma, disposti a tutto pur di conoscere la verità sulla morte dell’anziana. (Ciriaco M. Viggiano – Il Mattino)

Sorrento. La milza di Elena Migliozzi, morta domenica scorsa nell’ospedale di Sorrento dopo un intervento chirurgico, non presentava lesioni. È quanto emerge, secondo le prime indiscrezioni, dall’autopsia eseguita ieri pomeriggio sul corpo della settantasettenne. Oggi alle 15.30, nella chiesa del Corpus Domini di Gragnano, saranno celebrati i funerali della donna. Intanto, per la vicenda risultano indagati quattro medici: Pietro Gnarra e Lucio Vitale, primari rispettivamente dei reparti di chirurgia e di radiologia dell’ospedale di Sorrento, e i loro assistenti Loris Tango e Chiara D’Errico. L’ipotesi di reato formulata a loro carico dalla Procura di Torre Annunziata è di omicidio colposo. Ieri pomeriggio, ricevuto l’incarico dal sostituto procuratore Mariangela Magariello, il medico legale Antonio Lombardi ha effettuato l’autopsia sul corpo della Migliozzi nell’obitorio di Castellammare. Stando a quanto trapela, l’esame ha escluso che la milza della Migliozzi fosse lesionata. Confermate, invece, le aderenze che l’equipe chirurgica dell’ospedale di Sorrento ha rilevato durante l’operazione. In particolare, il medico legale e i consulenti di parte hanno trovato i polmoni praticamente «attaccati» al torace, così come il fegato all’addome. Allo stato attuale, inoltre, trova riscontro la tesi per la quale Elena Migliozzi è morta a causa di un arresto cardiocircolatorio. Resta da capire il nesso tra il decesso e l’intervento alla milza cui la donna, già affetta da diversi problemi di salute, è stata sottoposta. Per centrare questo obiettivo saranno effettuati esami istologici sui principali organi vitali della settantasettenne. In più, saranno passate al setaccio la cartella clinica e i referti degli esami strumentali e di laboratorio effettuati prima e durante il ricovero negli ospedali «De Luca e Rossano» di Vico Equense e «Santa Maria della Misericordia di Sorrento». Non a caso il medico legale ha chiesto alla Procura di essere affiancato da un radiologo e da un anatomopatologo. I risultati dell’autopsia saranno depositati nel giro di 90 giorni. Sulla base di questi elementi sarà vagliata la posizione dei quattro indagati. A farlo sarà Antonella Lauri, sostituto procuratore di Torre Annunziata, specialista dei casi di colpa medica e di responsabilità professionale. Conclusa l’autopsia, il pm ha disposto la liberazione della salma di Elena Migliozzi. E i familiari hanno potuto fissare le esequie. Sul caso si sono accesi i riflettori anche dell’Asl Napoli 3 Sud. L’azienda ha istituito una commissione medica interna chiamata ad accertare eventuali responsabilità dei medici coinvolti. Massima attenzione anche da parte di Pasquale Schiano, figlio della Migliozzi, e dell’avvocato Gennaro Somma, disposti a tutto pur di conoscere la verità sulla morte dell’anziana. (Ciriaco M. Viggiano – Il Mattino)