Europa League. Per la sfida di domani del Napoli contro il Bruges pochi tifosi al San Paolo

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Il San Paolo si svuota. È vero. Venduti fino a ieri sera poco meno di diecimila biglietti per la gara di domani (orario d’inizio ore 19) con il Bruges (annunciati circa 450 tifosi dal Belgio). Ma in fondo è l’Europa League che, è noto, non infiamma e non ha mai infiammato il pubblico napoletano. In più le due curve resteranno chiuse per squalifica. Sarri e la partenza flop di questa annata magari hanno dato pure uno scossone e consigliato in tanti a starsene a casa ma di questo passo domani sera per la prima europea col Bruges dovrebbero essere superate le presenze della prima in Europa League della passata stagione con Benitez in panchina: con lo Sparta Praga in totale c’erano 14.933 spettatori. D’altronde, che c’è da stupirsi? Nella fase a gironi l’Europa League non scalda i cuori, né del San Paolo né degli altri stadi d’Europa. È la coppetta di riserva. Il vincitore incasserà più o meno 14 milioni di euro, una miseria se paragonata agli almeno 65 di chi si aggiudica la Champions. Ma è pur sempre una competizione internazionale, un’italiana non la vince dal ’99 (Parma) e il Napoli deve onorare la semifinale conquistata nella passata edizione. Il girone non è di grande richiamo, con il Bruges, il Legia e Midtylland che non sono Manchester City, Marsiglia e Arsenal. Il record di spettatori del San Paolo nella fase a gironi resisterà ancora, senza dubbio: con il Liverpool il 21 ottobre 2010 erano in 52.910. Il San Paolo, d’altro canto, i suoi record negativi di presenza li ha toccati proprio in gare di Europa League: 6.490 con lo Slovan Bratislava nel dicembre dello scorso anno; 9.434 con il Psv nel dicembre 2012; 12.893 con lo Youn Boys nel novembre del 2014. Persino nei sedicesimi con il Trabzonspor lo stadio era semideserto: 14.410. Ci sarà allo stadio, sicuramente, Aurelio De Laurentiis. È rientrato da Los Angeles sabato scorso e subito ha raggiunto la squadra a Empoli. Da lì è tornato in treno assieme a Sarri e a tutti gli altri. Tra oggi e domani sarà impegnato in incontri istituzionali non proprio di poco conto. Nel pomeriggio, verso le 16.30, prenderà parte alla riunione del comitato provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica convocato dal prefetto Gerarda Pantalone che avrà come oggetto la sicurezza dello stadio San Paolo. Dovrebbero accompagnare il presidente del Napoli l’ad Andrea Chiavelli e il direttore marketing Alessandro Formisano. A rappresentare il Comune annunciati l’assessore allo sport Ciro Borriello e il capo di gabinetto della giunta, Attilio Auricchio. Troppi i ritardi e le manchevolezze negli interventi dello stadio e il prefetto si è irrigidito mostrandosi molto contrariato dalle lamentele che dopo ogni gara interna invia il questore Guido Marino circa la necessità di adottare idonee misure di sicurezza, dalle telecamere ai tornelli, dall’illuminazione esterna ai bagni. È una presa di posizione dura, quella della prefettura: il San Paolo – secondo le relazioni della questura di Napoli – è un colabrodo, dove è molto difficile garantire gli standard minimi di sicurezza. Pesa su tutta la vicenda la lunga trattativa Comune-Calcio Napoli, la questione della costruzione del nuovo stadio ovvero la gestione del vecchio. E di questo altro tema, compresa la convenzione-ponte che non è stata ancora ratificata (il Napoli gioca con il Bruges in base a una delibera che proroga fino al 30 settembre la vecchia convenzione), si discuterà invece nella giornata di domani a Palazzo San Giacomo, quando ancora una volta De Laurentiis, probabilmente accompagnato dagli architetti che curano il progetto di restyling, incontrerà Auricchio. Intanto ieri l’assessore Borriello ha voluto sottolineare che «De Laurentiis ha presentato il progetto di riqualificazione dello stadio con sei mesi di ritardo che non sono pochi. Ci sono criticità ma cercheremo di migliorarlo». (Pino Taormina – Il Mattino)

Il San Paolo si svuota. È vero. Venduti fino a ieri sera poco meno di diecimila biglietti per la gara di domani (orario d’inizio ore 19) con il Bruges (annunciati circa 450 tifosi dal Belgio). Ma in fondo è l’Europa League che, è noto, non infiamma e non ha mai infiammato il pubblico napoletano. In più le due curve resteranno chiuse per squalifica. Sarri e la partenza flop di questa annata magari hanno dato pure uno scossone e consigliato in tanti a starsene a casa ma di questo passo domani sera per la prima europea col Bruges dovrebbero essere superate le presenze della prima in Europa League della passata stagione con Benitez in panchina: con lo Sparta Praga in totale c’erano 14.933 spettatori. D’altronde, che c’è da stupirsi? Nella fase a gironi l’Europa League non scalda i cuori, né del San Paolo né degli altri stadi d’Europa. È la coppetta di riserva. Il vincitore incasserà più o meno 14 milioni di euro, una miseria se paragonata agli almeno 65 di chi si aggiudica la Champions. Ma è pur sempre una competizione internazionale, un’italiana non la vince dal ’99 (Parma) e il Napoli deve onorare la semifinale conquistata nella passata edizione. Il girone non è di grande richiamo, con il Bruges, il Legia e Midtylland che non sono Manchester City, Marsiglia e Arsenal. Il record di spettatori del San Paolo nella fase a gironi resisterà ancora, senza dubbio: con il Liverpool il 21 ottobre 2010 erano in 52.910. Il San Paolo, d’altro canto, i suoi record negativi di presenza li ha toccati proprio in gare di Europa League: 6.490 con lo Slovan Bratislava nel dicembre dello scorso anno; 9.434 con il Psv nel dicembre 2012; 12.893 con lo Youn Boys nel novembre del 2014. Persino nei sedicesimi con il Trabzonspor lo stadio era semideserto: 14.410. Ci sarà allo stadio, sicuramente, Aurelio De Laurentiis. È rientrato da Los Angeles sabato scorso e subito ha raggiunto la squadra a Empoli. Da lì è tornato in treno assieme a Sarri e a tutti gli altri. Tra oggi e domani sarà impegnato in incontri istituzionali non proprio di poco conto. Nel pomeriggio, verso le 16.30, prenderà parte alla riunione del comitato provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica convocato dal prefetto Gerarda Pantalone che avrà come oggetto la sicurezza dello stadio San Paolo. Dovrebbero accompagnare il presidente del Napoli l’ad Andrea Chiavelli e il direttore marketing Alessandro Formisano. A rappresentare il Comune annunciati l’assessore allo sport Ciro Borriello e il capo di gabinetto della giunta, Attilio Auricchio. Troppi i ritardi e le manchevolezze negli interventi dello stadio e il prefetto si è irrigidito mostrandosi molto contrariato dalle lamentele che dopo ogni gara interna invia il questore Guido Marino circa la necessità di adottare idonee misure di sicurezza, dalle telecamere ai tornelli, dall’illuminazione esterna ai bagni. È una presa di posizione dura, quella della prefettura: il San Paolo – secondo le relazioni della questura di Napoli – è un colabrodo, dove è molto difficile garantire gli standard minimi di sicurezza. Pesa su tutta la vicenda la lunga trattativa Comune-Calcio Napoli, la questione della costruzione del nuovo stadio ovvero la gestione del vecchio. E di questo altro tema, compresa la convenzione-ponte che non è stata ancora ratificata (il Napoli gioca con il Bruges in base a una delibera che proroga fino al 30 settembre la vecchia convenzione), si discuterà invece nella giornata di domani a Palazzo San Giacomo, quando ancora una volta De Laurentiis, probabilmente accompagnato dagli architetti che curano il progetto di restyling, incontrerà Auricchio. Intanto ieri l’assessore Borriello ha voluto sottolineare che «De Laurentiis ha presentato il progetto di riqualificazione dello stadio con sei mesi di ritardo che non sono pochi. Ci sono criticità ma cercheremo di migliorarlo». (Pino Taormina – Il Mattino)