Lettere da Piano di Sorrento. Bilancio dell’estate 2015

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È il caso di dirlo: in Penisola Sorrentina abbiamo avuto un’estate infuocata, sia per l’eccessivo calore (secondo gli anziani non si è mai visto un caldo così continuativo), sia per le incresciose vicende del mare inquinato e degli incendi. Sfogliando i giornali locali, leggiamo la scoperta di scarichi illegali che avrebbero coinvolto anche politici e una condizione delle nostre acque veramente inquietante. Ma dopo pochi giorni, tutto sembra a posto; la qualità delle acque sorrentine è tornata ad essere “eccellente”, secondo gli operatori dell’Arpac, ed’è stato revocato il divieto di balneazione a Marina Piccola di Sorrento. Ora, senza voler mettere in dubbio gli accertamenti dell’Arpac, ci si chiede come mai, nel giro di pochi giorni, una situazione disastrosa sotto gli occhi di tutti sia potuta ritornare ottimale. Il nostro mare lo conosciamo e sappiamo che le sue condizioni sono malate da tempo e per questo che siamo poco convinti di quanto riferisce il giornale; siamo convinti, invece, che, per esigenze turistiche, e per quietare l’allarmismo suscitato in questi giorni da “quelle fotografie”, visionate anche in TV, rappresentanti la nostra adorabile costa come una pattumiera, si sia voluto gettare, con un espressione adattabile anche alla stagione degli incendi, “acqua sul fuoco!” Ora, per solidarietà campanilistica lo comprendiamo, quello che, invece, non riusciamo a capire, e non capiremo mai, è il lassismo ed inefficienza dei responsabili, Amministratori e non. Nonostante gli annunziati programmi del Sindaco di Meta di interventi per risolvere i problema del mare, consentiteci una nota di pessimismo: del mare inquinato non se ne parlerà più, se non con la prossima estate, quando, cioè, si ripresenteranno fenomeni come quelli occorsi quest’anno. La condizione del nostro mare risale nel tempo ed è frutto di un coacervo di responsabilità: scarichi abusivi, cattiva manutenzione del sistema fognario, cattivo ed inefficace funzionamento del depuratore di Punta Gradelle, e via discorrendo. Prima di questo ennesimo fenomeno di inquinamento, si è mai intervenuti seriamente? Questa task force dell’ultima ora, con controlli a tappeto, con la scoperta di tutta una serie di scarichi illegali, non si poteva fare prima? Quanto agli incendi, una vasta parte della pineta Le Tore è andata bruciata. E quell’enorme macchinario, installato appunto in pineta per prevenire gli incendi, non funziona? Forse ha una funzione diversa? I nostri politici sembrano interessati a tutt’altro; il Comune di Piano è tutto in fermento per le prossime elezioni; si inseguono botte e risposte fra gli ipotetici contendenti e l’Amministrazione uscente vuol portare a termine progetti del tipo PIP…e PAPP! (avv. Augusto Maresca)

È il caso di dirlo: in Penisola Sorrentina abbiamo avuto un’estate infuocata, sia per l’eccessivo calore (secondo gli anziani non si è mai visto un caldo così continuativo), sia per le incresciose vicende del mare inquinato e degli incendi. Sfogliando i giornali locali, leggiamo la scoperta di scarichi illegali che avrebbero coinvolto anche politici e una condizione delle nostre acque veramente inquietante. Ma dopo pochi giorni, tutto sembra a posto; la qualità delle acque sorrentine è tornata ad essere “eccellente”, secondo gli operatori dell’Arpac, ed’è stato revocato il divieto di balneazione a Marina Piccola di Sorrento. Ora, senza voler mettere in dubbio gli accertamenti dell’Arpac, ci si chiede come mai, nel giro di pochi giorni, una situazione disastrosa sotto gli occhi di tutti sia potuta ritornare ottimale. Il nostro mare lo conosciamo e sappiamo che le sue condizioni sono malate da tempo e per questo che siamo poco convinti di quanto riferisce il giornale; siamo convinti, invece, che, per esigenze turistiche, e per quietare l’allarmismo suscitato in questi giorni da “quelle fotografie”, visionate anche in TV, rappresentanti la nostra adorabile costa come una pattumiera, si sia voluto gettare, con un espressione adattabile anche alla stagione degli incendi, “acqua sul fuoco!” Ora, per solidarietà campanilistica lo comprendiamo, quello che, invece, non riusciamo a capire, e non capiremo mai, è il lassismo ed inefficienza dei responsabili, Amministratori e non. Nonostante gli annunziati programmi del Sindaco di Meta di interventi per risolvere i problema del mare, consentiteci una nota di pessimismo: del mare inquinato non se ne parlerà più, se non con la prossima estate, quando, cioè, si ripresenteranno fenomeni come quelli occorsi quest’anno. La condizione del nostro mare risale nel tempo ed è frutto di un coacervo di responsabilità: scarichi abusivi, cattiva manutenzione del sistema fognario, cattivo ed inefficace funzionamento del depuratore di Punta Gradelle, e via discorrendo. Prima di questo ennesimo fenomeno di inquinamento, si è mai intervenuti seriamente? Questa task force dell’ultima ora, con controlli a tappeto, con la scoperta di tutta una serie di scarichi illegali, non si poteva fare prima? Quanto agli incendi, una vasta parte della pineta Le Tore è andata bruciata. E quell’enorme macchinario, installato appunto in pineta per prevenire gli incendi, non funziona? Forse ha una funzione diversa? I nostri politici sembrano interessati a tutt’altro; il Comune di Piano è tutto in fermento per le prossime elezioni; si inseguono botte e risposte fra gli ipotetici contendenti e l’Amministrazione uscente vuol portare a termine progetti del tipo PIP…e PAPP! (avv. Augusto Maresca)