Video poker e slot machine blitz sui Casalesi 44 arresti

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C’è anche un fantino di riconosciuta fama internazionale tra le persone coinvolte nell’ambito dell’ultimo blitz anticamorra condotto dalla Procura di Napoli. Si chiama Mario Minopoli, una star nei più importanti ippodromi internazionali, in particolare a Londra e a Parigi, ed è accusato di contatti con la famiglia Russo, quella del famigerato Peppe ‘o padrino, a sua volta collegata al clan di Francesco Sandokan Schiavone. Avrebbe condotto Madison Om, il cavallo di fatto di proprietà di Massimo Russo, in uno scenario investigativo ancora tutto da mettere a fuoco. Ma quella del fantino è solo una delle particolarità emerse nell’inchiesta condotta dal pool anticasalesi – guidato dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli – che punta dritto sul racket delle estorsioni, in particolare imposto su un fenomeno di impatto sociale, in quanto coinvolge le nuove generazioni. L’inchiesta della Dda di Napoli punta sul monopolio dei videopoker e delle slot machine imposto con violenza mafiosa dal clan Russo-Schiavone su decine di esercizi commerciali di Napoli, Caserta e Salerno. E non è tutto: sotto i riflettori anche la distribuzione del caffé, la gestione delle sale bingo, ma anche attività di ristorazione, tipografie e gli investimenti nel settore dei cavalli da corsa. Indagine dai grandi numeri, decisivo il lavoro della Dia guidata dal capocentro Giuseppe Linares, culminata in queste ore in arresti e sequestri: 44 ordinanze di custodia cautelare; sequestrate cinque aziende nel settore della distribuzione dei giochi elettronici da intrattenimento; sigilli a un patrimonio da venti milioni di euro. Colpita la famiglia Russo e decine di presunti affiliati. Decisive le immagini raccolte dalla Dia nell’ambito di servizi di appostamento, che hanno fatto emergere come la cosca ha imposto il monopolio del settore delle slot e dei videopoker. C’è una scena in cui due soggetti se la prendono con un imprenditore: “Bevi che ti passa la paura – si sente dire – ma ti rendi conto di dove ti trovi? Dopo di noi non c’è più niente” Il Mattino

C'è anche un fantino di riconosciuta fama internazionale tra le persone coinvolte nell'ambito dell'ultimo blitz anticamorra condotto dalla Procura di Napoli. Si chiama Mario Minopoli, una star nei più importanti ippodromi internazionali, in particolare a Londra e a Parigi, ed è accusato di contatti con la famiglia Russo, quella del famigerato Peppe 'o padrino, a sua volta collegata al clan di Francesco Sandokan Schiavone. Avrebbe condotto Madison Om, il cavallo di fatto di proprietà di Massimo Russo, in uno scenario investigativo ancora tutto da mettere a fuoco. Ma quella del fantino è solo una delle particolarità emerse nell'inchiesta condotta dal pool anticasalesi – guidato dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli – che punta dritto sul racket delle estorsioni, in particolare imposto su un fenomeno di impatto sociale, in quanto coinvolge le nuove generazioni. L'inchiesta della Dda di Napoli punta sul monopolio dei videopoker e delle slot machine imposto con violenza mafiosa dal clan Russo-Schiavone su decine di esercizi commerciali di Napoli, Caserta e Salerno. E non è tutto: sotto i riflettori anche la distribuzione del caffé, la gestione delle sale bingo, ma anche attività di ristorazione, tipografie e gli investimenti nel settore dei cavalli da corsa. Indagine dai grandi numeri, decisivo il lavoro della Dia guidata dal capocentro Giuseppe Linares, culminata in queste ore in arresti e sequestri: 44 ordinanze di custodia cautelare; sequestrate cinque aziende nel settore della distribuzione dei giochi elettronici da intrattenimento; sigilli a un patrimonio da venti milioni di euro. Colpita la famiglia Russo e decine di presunti affiliati. Decisive le immagini raccolte dalla Dia nell'ambito di servizi di appostamento, che hanno fatto emergere come la cosca ha imposto il monopolio del settore delle slot e dei videopoker. C'è una scena in cui due soggetti se la prendono con un imprenditore: "Bevi che ti passa la paura – si sente dire – ma ti rendi conto di dove ti trovi? Dopo di noi non c'è più niente" Il Mattino