Flop Juve Stabia, ko con il Lecce. Seconda sconfitta consecutiva per la squadra di Ciullo

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Due gare, zero punti, ma soprattutto zero reti all’attivo. Per la Juve Stabia di Ciullo sono i numeri, inesorabili, a suscitare un’attenta riflessione. Sotto gli occhi del grande ex Piero Braglia, il tecnico della serie B, la squadra stabiese cede il fianco al Lecce, al termine di una gara disputata a sprazzi, che ha evidenziato i limiti e le difficoltà di quest’avvio di stagione. Più Lecce che Juve Stabia per lunghi tratti del match. La squadra di Asta esercita un predominio territoriale soprattutto a centrocampo, dove manca un uomo d’ordine ed esperienza in grado di dare qualità al reparto e reggere il confronto (ma in settimana è arrivato Favasuli). Maiorano deve rinunciare dopo la rifinitura, così in campo va il baby Carrotta al fianco di Obodo. In difesa la squadra di Ciullo arranca oltre il dovuto con i vari Migliorini, Polak e poi Liotti, che devono spesso brogliare la matassa per evitare guai dalle parti di Russo. Troppo “leggera” anche in avanti la Juve Stabia dove Ripa spesso predica nel deserto. Il gioco voluto da Ciullo è imperniato soprattutto sugli esterni e sia Nicastro che Arcidiacono (al 27’ Perucchini deve mettere in angolo per sventarne l’incursione sulla corsia mancina), ad onor del vero, svolgono con diligenza il compito. I salentini, sconfitti alla prima, giungono al Menti in cerca di riscatto, puntando sulla verve di Moscardelli e Curiale, anche se il primo vero sussulto lo regala Lepore dopo appena quattro minuti, centrando il palo alla sinistra di Russo. Micidiale l’uno-due di Curiale che arriva due volte (11’ e 21’) a tu per tu con l’estremo stabiese, Migliorini e Cancellotti debbono immolarsi per evitare il peggio. La punta leccese ha la grande occasione in chiusura di tempo, con un tiro al volo che si stampa sulla traversa. La ripresa è subito vibrante. Pronti, via, Lecce in vantaggio. È il quarto quando a Papini riesce il tocco giusto nella mischia in area gialloblù. La gara si accende, Ciullo corre ai ripari inserendo Vella per uno spento Gatto e Gomez per Nicastro. L’ex Messina fa ammattire Liviero sulla corsia di destra, costringendolo al doppio fallo ed a lasciare il Lecce in dieci. Il forcing stabiese si concretizza al 31’ quando Ripa, lanciato da Gomez, trova il possibile pareggio, ma il secondo collaboratore segnale il fuorigioco quanto meno dubbio. Per i gialloblù (fischiati a fine gara) la stagione è già in salita. (Gaetano D’Onofrio – Il Mattino)   

Due gare, zero punti, ma soprattutto zero reti all’attivo. Per la Juve Stabia di Ciullo sono i numeri, inesorabili, a suscitare un’attenta riflessione. Sotto gli occhi del grande ex Piero Braglia, il tecnico della serie B, la squadra stabiese cede il fianco al Lecce, al termine di una gara disputata a sprazzi, che ha evidenziato i limiti e le difficoltà di quest’avvio di stagione. Più Lecce che Juve Stabia per lunghi tratti del match. La squadra di Asta esercita un predominio territoriale soprattutto a centrocampo, dove manca un uomo d’ordine ed esperienza in grado di dare qualità al reparto e reggere il confronto (ma in settimana è arrivato Favasuli). Maiorano deve rinunciare dopo la rifinitura, così in campo va il baby Carrotta al fianco di Obodo. In difesa la squadra di Ciullo arranca oltre il dovuto con i vari Migliorini, Polak e poi Liotti, che devono spesso brogliare la matassa per evitare guai dalle parti di Russo. Troppo “leggera” anche in avanti la Juve Stabia dove Ripa spesso predica nel deserto. Il gioco voluto da Ciullo è imperniato soprattutto sugli esterni e sia Nicastro che Arcidiacono (al 27’ Perucchini deve mettere in angolo per sventarne l’incursione sulla corsia mancina), ad onor del vero, svolgono con diligenza il compito. I salentini, sconfitti alla prima, giungono al Menti in cerca di riscatto, puntando sulla verve di Moscardelli e Curiale, anche se il primo vero sussulto lo regala Lepore dopo appena quattro minuti, centrando il palo alla sinistra di Russo. Micidiale l’uno-due di Curiale che arriva due volte (11’ e 21’) a tu per tu con l’estremo stabiese, Migliorini e Cancellotti debbono immolarsi per evitare il peggio. La punta leccese ha la grande occasione in chiusura di tempo, con un tiro al volo che si stampa sulla traversa. La ripresa è subito vibrante. Pronti, via, Lecce in vantaggio. È il quarto quando a Papini riesce il tocco giusto nella mischia in area gialloblù. La gara si accende, Ciullo corre ai ripari inserendo Vella per uno spento Gatto e Gomez per Nicastro. L’ex Messina fa ammattire Liviero sulla corsia di destra, costringendolo al doppio fallo ed a lasciare il Lecce in dieci. Il forcing stabiese si concretizza al 31’ quando Ripa, lanciato da Gomez, trova il possibile pareggio, ma il secondo collaboratore segnale il fuorigioco quanto meno dubbio. Per i gialloblù (fischiati a fine gara) la stagione è già in salita. (Gaetano D’Onofrio – Il Mattino)   

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