Hamsik: «Questo Napoli sta migliorando ma un punto non può bastare. Una squadra come la nostra vince a Empoli»

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Per sfatare il tabù del Castellani non basta solo un po’ di fumo negli occhi. Per sfatare il tabù del Castellani non basta neppure far mettere le tende nel Napoli al regista (Valdifiori), al terzino (Hysaj) e all’allenatore (Sarri) che qui vengono accolti neppure fossero gli amici del bar incrociati la sera prima. Per sfatare il tabù del Castellani – dove il Napoli non ha mai vinto nella sua storia – e conquistare la prima vittoria di questo campionato, serviva una squadra con la bandana, l’occhio guercio, la cicatrice sulla guancia mal rasata, il ghigno piratesco che fa tanto il pirata Barbanera. «Li abbiamo schiacciati per tutto il secondo tempo, un peccato aver fatto un solo gol». Marek Hamsik, il capitano, fa fatica a sorridere dopo il fallito assalto al vascello di Empoli. Per vincere qui, dove pure Benitez il 30 aprile scorso ha racimolato una delle più severe batoste in due anni (4-2), sarebbe servito anche un Hamsik più aggressivo e grintoso per tutta la gara e non soffocato dalla griglia di centrocampisti che l’onesto Giampaolo gli ha creato attorno. «Dobbiamo ripartire dal secondo tempo in cui abbiamo avuto l’atteggiamento giusto e abbiamo spinto con continuità. L’unico rammarico è quello di aver segnato solo una rete. Potevamo fare molto di più ma abbiamo fatto passi in avanti importanti rispetto alle prime gare». Ripartire. Sembra davvero il motivetto della stagione: dai 20 minuti di Sassuolo e i 55 minuti con la Sampdoria ai 45 minuti di Empoli. «Sappiamo di dover vincere queste partite, siamo il Napoli e non possiamo certo accontentarci di questo punto. Però ho visto una gran voglia di vincere da parte di tutti e un gruppo tonico, determinato». Eppure Marek non può essere felice di questa partenza a rilento del Napoli incapace di conquistare i primi tre punti della stagione. «Stiamo lavorando bene, presto arriveranno anche i risultati. Ovvio che non bisogna subire così tanto come abbiamo fatto noi all’inizio. Ma dobbiamo essere soddisfatti». Hamsik è nel cuore del gioco di Sarri: è ovunque ma non è che ogni cosa che tocca e sfiora, però, automaticamente diventa un pericolo. «Li abbiamo chiusi nella loro metà campo, li abbiamo schiacciati. È importante avere questo atteggiamento ma è altrettanto importante non prendere gol. Continuiamo a prenderne e la colpa è di tutti». Ha il muso lungo dei giorni tristi: peccato, perché per lui è stata una settimana particolare con la qualificazione a Euro 2016 con la Slovacchia praticamente conquistata. Ma ancora una volta la pallina si è fermata lontana dai suoi numeri. Nel primo tempo di confusione anche la sua prova è stata in linea con quella degli altri. Che era un pomeriggio da incubo lo ha intuito dopo pochi secondi, da quella palla sciaguratamente filtrata tra Hysaj e Albiol. A Empoli il destino sembrava pronto a infierire in modo selvaggio: il primo gol l’ha segnato Saponara, proprio l’oggetto del desiderio di Sarri («Le sue parole di sabato mi hanno molto caricato», ha raccontato ieri il trequartista toscano). Hamsik si coccola il punticino: «Per noi la partita di Empoli significa qualcosa, siamo andati sotto e tutte e due le volte abbiamo rimontato. Abbiamo fatto nuove scelte e nuovo modulo, bisogna aspettare ancora un po’ ma possiamo essere contenti». Allan, al primo gol con la maglia azzurra, è uno di quelli che la bandana deve metterla dal primo all’ultimo minuto in questo Napoli. Ammette la delusione: «Il punto non ci basta perché nella ripresa in tutti i modi abbiamo provato a prenderci questa partita. Ora dobbiamo guardare avanti, perché giovedì c’è il Bruges che per noi è una partita assai importante». L’ex rubapalloni dell’Udinese ha alternato buoni momenti a passaggi a vuoto. Praticamente lo specchio di questo Napoli. «Stiamo lavorando tanto per migliorare ed eliminare i nostri errori. Daremo il 110 per cento. Di questo i tifosi devono essere sicuri». (Pino Taormina – Il Mattino)

Per sfatare il tabù del Castellani non basta solo un po' di fumo negli occhi. Per sfatare il tabù del Castellani non basta neppure far mettere le tende nel Napoli al regista (Valdifiori), al terzino (Hysaj) e all'allenatore (Sarri) che qui vengono accolti neppure fossero gli amici del bar incrociati la sera prima. Per sfatare il tabù del Castellani – dove il Napoli non ha mai vinto nella sua storia – e conquistare la prima vittoria di questo campionato, serviva una squadra con la bandana, l'occhio guercio, la cicatrice sulla guancia mal rasata, il ghigno piratesco che fa tanto il pirata Barbanera. «Li abbiamo schiacciati per tutto il secondo tempo, un peccato aver fatto un solo gol». Marek Hamsik, il capitano, fa fatica a sorridere dopo il fallito assalto al vascello di Empoli. Per vincere qui, dove pure Benitez il 30 aprile scorso ha racimolato una delle più severe batoste in due anni (4-2), sarebbe servito anche un Hamsik più aggressivo e grintoso per tutta la gara e non soffocato dalla griglia di centrocampisti che l'onesto Giampaolo gli ha creato attorno. «Dobbiamo ripartire dal secondo tempo in cui abbiamo avuto l'atteggiamento giusto e abbiamo spinto con continuità. L'unico rammarico è quello di aver segnato solo una rete. Potevamo fare molto di più ma abbiamo fatto passi in avanti importanti rispetto alle prime gare». Ripartire. Sembra davvero il motivetto della stagione: dai 20 minuti di Sassuolo e i 55 minuti con la Sampdoria ai 45 minuti di Empoli. «Sappiamo di dover vincere queste partite, siamo il Napoli e non possiamo certo accontentarci di questo punto. Però ho visto una gran voglia di vincere da parte di tutti e un gruppo tonico, determinato». Eppure Marek non può essere felice di questa partenza a rilento del Napoli incapace di conquistare i primi tre punti della stagione. «Stiamo lavorando bene, presto arriveranno anche i risultati. Ovvio che non bisogna subire così tanto come abbiamo fatto noi all'inizio. Ma dobbiamo essere soddisfatti». Hamsik è nel cuore del gioco di Sarri: è ovunque ma non è che ogni cosa che tocca e sfiora, però, automaticamente diventa un pericolo. «Li abbiamo chiusi nella loro metà campo, li abbiamo schiacciati. È importante avere questo atteggiamento ma è altrettanto importante non prendere gol. Continuiamo a prenderne e la colpa è di tutti». Ha il muso lungo dei giorni tristi: peccato, perché per lui è stata una settimana particolare con la qualificazione a Euro 2016 con la Slovacchia praticamente conquistata. Ma ancora una volta la pallina si è fermata lontana dai suoi numeri. Nel primo tempo di confusione anche la sua prova è stata in linea con quella degli altri. Che era un pomeriggio da incubo lo ha intuito dopo pochi secondi, da quella palla sciaguratamente filtrata tra Hysaj e Albiol. A Empoli il destino sembrava pronto a infierire in modo selvaggio: il primo gol l'ha segnato Saponara, proprio l'oggetto del desiderio di Sarri («Le sue parole di sabato mi hanno molto caricato», ha raccontato ieri il trequartista toscano). Hamsik si coccola il punticino: «Per noi la partita di Empoli significa qualcosa, siamo andati sotto e tutte e due le volte abbiamo rimontato. Abbiamo fatto nuove scelte e nuovo modulo, bisogna aspettare ancora un po' ma possiamo essere contenti». Allan, al primo gol con la maglia azzurra, è uno di quelli che la bandana deve metterla dal primo all'ultimo minuto in questo Napoli. Ammette la delusione: «Il punto non ci basta perché nella ripresa in tutti i modi abbiamo provato a prenderci questa partita. Ora dobbiamo guardare avanti, perché giovedì c'è il Bruges che per noi è una partita assai importante». L'ex rubapalloni dell'Udinese ha alternato buoni momenti a passaggi a vuoto. Praticamente lo specchio di questo Napoli. «Stiamo lavorando tanto per migliorare ed eliminare i nostri errori. Daremo il 110 per cento. Di questo i tifosi devono essere sicuri». (Pino Taormina – Il Mattino)