Doppia rimonta del Napoli con l’Empoli, ma la squadra ancora una volta non riesce a vincere

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Rimanda ancora l’appuntamento con la vittoria il Napoli. Solo un pari per Sarri nella partita del cuore, quella del suo ritorno a Empoli dopo tre anni indimenticabili. Gli azzurri non sfatano il tabù del Castellani dove non hanno mai vinto nella storia e portano a casa soltanto un punto, il secondo nelle prime tre partite di campionato. Il nuovo tecnico ha ancora molto da lavorare per far quadrare il cerchio, l’identità di squadra è lontana e si vede soltanto a sprazzi l’idea di gioco introdotta dall’ex allenatore dell’Empoli. Primo tempo decisamente sotto tono, troppo lunga la squadra azzurra, sotto ritmo ed esposta ripetutamente alle incursioni in velocità delle punte di Giampaolo. Spazi eccessivamente larghi e i soliti macroscopici errori difensivi: sulla rete lampo di Saponara si lasciano sorprendere Hysaj e Albiol. Il trequartista dell’Empoli diventa decisivo anche sul gol del 2-1di Pucciarelli, con un tocco di mano più che sospetto prima del cross per l’attaccante esterno di Giampaolo, azione nella quale però Albiol mostra ancora insicurezze nell’intervento in chiusura. In mezzo ai due gol dell’Empoli l’1-1di Insigne, un vero e proprio gioiello del napoletano sul tocco invitante di Gabbiadini, una giocata da campione, un tiro da fermo all’incrocio. Lorenzo è il più vivo nel primo tempo ed emerge nel grigiore generale mostrando vitalità, una buona condizione atletica e sempre un maggior adattamento alla posizione di trequartista. Una delle poche note liete con Gabbiadini, lanciato per la prima volta dal primo minuto, per il resto si vede poco del Napoli di Sarri. C’è troppa distanza tra le linee, la difesa si mantiene eccessivamente bassa e il centrocampo non riesce a fare il giusto collante con l’attacco: stecca totalmente la partita Valdifiori, ex applauditissimo al Castellani e salutato anche con un striscione dai suoi vecchi tifosi nei distinti. Fa fatica il regista, quello che dovrebbe essere il fulcro del gioco di Sarri e nello stesso tempo lo schema protettivo per la difesa e che invece soffre in tutte e due le fasi e non garantisce le verticalizzazioni necessarie per dare pericolosità alla manovra d’attacco. La reazione. Decisamente meglio nella ripresa il Napoli, anche perché l’Empoli con il trascorrere dei minuti esaurisce il carburante nel serbatoio. Gli azzurri firmano il 2-2 con Allan, rete frutto di una giocata perfetta, una di quelle del repertorio di Sarri con l’imbucata di Hamsik, il tocco di Gabbiadini e l’inserimento decisivo del centrocampista brasiliano. La rete del nuovo pareggio dà più fiducia agli azzurri che con il passare dei minuti riescono sempre più a guadagnare campo e a stringere nella propria area l’Empoli. Atteggiamento offensivo che diventa ancora più evidente negli ultimi venti minuti quando in campo c’è già Mertens e Callejon sostituisce l’affaticato Insigne: Sarri si affida al 4-3-3 con Higuain perno centrale. La manovra si allarga di più sulle fasce e il Napoli riesce a trovare sbocchi maggiori perché non si intasa più esclusivamente per vie centrali. Il gol della vittoria non arriva ma almeno si costruiscono un paio di presupposti pericolosi per realizzarlo (soprattutto i tentativi di Higuain e Hamsik) e nello stesso tempo la difesa non soffre più perché tutta la squadra alza il baricentro. Un predominio territoriale che non basta per centrare la prima vittoria ma è un segnale di vitalità dopo un primo tempo disastroso, la peggiore espressione napoletana di Sarri. Più ombre che luci. Un pareggio contrassegnato più da ombre che da luci, soprattutto perché il Napoli mostra grandi difficoltà a tradurre quella che è l’idea di gioco dell’allenatore e cioè una squadra corta, capace di pressare e di recuperare il pallone il più velocemente possibile, cioè il Napoli visto nei primi venti minuti contro il Sassuolo e in 55 minuti contro la Samp. La nota lieta è rappresentata dalla reazione caratteriale nella ripresa, dalla capacità di rialzare la testa nel momento più complicato e dalla voglia di provare a vincere la partita fino agli ultimi secondi. Però il percorso di crescita ha bisogno di un’accelerata perché gli azzurri in tre giornate non hanno ancora vinto e non hanno ancora convinto e la forbice dall’alta classifica comincia già ad allargarsi troppo. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

Rimanda ancora l'appuntamento con la vittoria il Napoli. Solo un pari per Sarri nella partita del cuore, quella del suo ritorno a Empoli dopo tre anni indimenticabili. Gli azzurri non sfatano il tabù del Castellani dove non hanno mai vinto nella storia e portano a casa soltanto un punto, il secondo nelle prime tre partite di campionato. Il nuovo tecnico ha ancora molto da lavorare per far quadrare il cerchio, l'identità di squadra è lontana e si vede soltanto a sprazzi l'idea di gioco introdotta dall'ex allenatore dell'Empoli. Primo tempo decisamente sotto tono, troppo lunga la squadra azzurra, sotto ritmo ed esposta ripetutamente alle incursioni in velocità delle punte di Giampaolo. Spazi eccessivamente larghi e i soliti macroscopici errori difensivi: sulla rete lampo di Saponara si lasciano sorprendere Hysaj e Albiol. Il trequartista dell'Empoli diventa decisivo anche sul gol del 2-1di Pucciarelli, con un tocco di mano più che sospetto prima del cross per l'attaccante esterno di Giampaolo, azione nella quale però Albiol mostra ancora insicurezze nell'intervento in chiusura. In mezzo ai due gol dell'Empoli l'1-1di Insigne, un vero e proprio gioiello del napoletano sul tocco invitante di Gabbiadini, una giocata da campione, un tiro da fermo all'incrocio. Lorenzo è il più vivo nel primo tempo ed emerge nel grigiore generale mostrando vitalità, una buona condizione atletica e sempre un maggior adattamento alla posizione di trequartista. Una delle poche note liete con Gabbiadini, lanciato per la prima volta dal primo minuto, per il resto si vede poco del Napoli di Sarri. C'è troppa distanza tra le linee, la difesa si mantiene eccessivamente bassa e il centrocampo non riesce a fare il giusto collante con l'attacco: stecca totalmente la partita Valdifiori, ex applauditissimo al Castellani e salutato anche con un striscione dai suoi vecchi tifosi nei distinti. Fa fatica il regista, quello che dovrebbe essere il fulcro del gioco di Sarri e nello stesso tempo lo schema protettivo per la difesa e che invece soffre in tutte e due le fasi e non garantisce le verticalizzazioni necessarie per dare pericolosità alla manovra d'attacco. La reazione. Decisamente meglio nella ripresa il Napoli, anche perché l'Empoli con il trascorrere dei minuti esaurisce il carburante nel serbatoio. Gli azzurri firmano il 2-2 con Allan, rete frutto di una giocata perfetta, una di quelle del repertorio di Sarri con l'imbucata di Hamsik, il tocco di Gabbiadini e l'inserimento decisivo del centrocampista brasiliano. La rete del nuovo pareggio dà più fiducia agli azzurri che con il passare dei minuti riescono sempre più a guadagnare campo e a stringere nella propria area l'Empoli. Atteggiamento offensivo che diventa ancora più evidente negli ultimi venti minuti quando in campo c'è già Mertens e Callejon sostituisce l'affaticato Insigne: Sarri si affida al 4-3-3 con Higuain perno centrale. La manovra si allarga di più sulle fasce e il Napoli riesce a trovare sbocchi maggiori perché non si intasa più esclusivamente per vie centrali. Il gol della vittoria non arriva ma almeno si costruiscono un paio di presupposti pericolosi per realizzarlo (soprattutto i tentativi di Higuain e Hamsik) e nello stesso tempo la difesa non soffre più perché tutta la squadra alza il baricentro. Un predominio territoriale che non basta per centrare la prima vittoria ma è un segnale di vitalità dopo un primo tempo disastroso, la peggiore espressione napoletana di Sarri. Più ombre che luci. Un pareggio contrassegnato più da ombre che da luci, soprattutto perché il Napoli mostra grandi difficoltà a tradurre quella che è l'idea di gioco dell'allenatore e cioè una squadra corta, capace di pressare e di recuperare il pallone il più velocemente possibile, cioè il Napoli visto nei primi venti minuti contro il Sassuolo e in 55 minuti contro la Samp. La nota lieta è rappresentata dalla reazione caratteriale nella ripresa, dalla capacità di rialzare la testa nel momento più complicato e dalla voglia di provare a vincere la partita fino agli ultimi secondi. Però il percorso di crescita ha bisogno di un'accelerata perché gli azzurri in tre giornate non hanno ancora vinto e non hanno ancora convinto e la forbice dall'alta classifica comincia già ad allargarsi troppo. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

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