Napoli. Ormeggi irregolari, barche sequestrate a Mergellina. L’ipotesi: occupazione abusiva del suolo demaniale

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Napoli. Ormeggi clandestini, mancato rispetto dei vincoli concessori, occupazione abusiva di suolo pubblico. La Guardia Costiera ha colpito in maniera pesante nei giorni scorsi l’area di Mergellina dove sono state rilevate una serie di irregolarità e poste sotto sequestro alcune imbarcazioni che impegnavano aree del demanio non in concessione. Gli uomini dell’ammiraglio Antonio Basile hanno applicato misure cautelari così come richiesto dalla quinta sezione della Procura presso il Tribunale di Napoli per «abusiva occupazione – informa una nota della Guardia Costiera – di aree del pubblico demanio marittimo e dello specchio acqueo del litorale». In particolare, per ora, nel mirino della Procura è finita una zona del molo di sopraflutto del porticciolo di Mergellina. Ma nei prossimi giorni ci potrebbero essere altri clamorosi sviluppi stando alle documentazioni già raccolte dai militari della Guardia Costiera. Una bufera in piena regola, arrivata alla fine dell’ennesima estate vissuta per il turismo nautico all’insegna dell’improvvisazione e della precarietà. A Napoli infatti non esistono porti turistici veri e propri, nonostante progetti più o meno faraonici sbandierati dalle istituzioni e mai portati a compimento. «Non bisogna colpire gli armatori, ma chi non rispetta i vincoli concessori», questo il parere di Lino Ferrara, presidente dell’Unione italiana armatori da diporto, che si schiera con i proprietari delle imbarcazioni sequestrate. Ferrara plaude comunque a questa operazione di polizia giudiziaria «questa volta molto più corposa e – ha detto – non a carico delle solite quattro barchette alla boa ma nel principale approdo cittadino». Detto questo l’ex patron del Nautic sud attacca: «Che colpa ne hanno gli ignari armatori da diporto se hanno accettato di ormeggiare la propria unità da diporto in un tratto di banchina, che poi da controlli effettuati risulta con concessioni demaniali non corrispondenti all’intera lunghezza della propria unità da diporto. Possono mai immaginare gli armatori da diporto ed i comandanti delle loro unità navali che nel principale approdo cittadino l’ormeggio offerto, a caro prezzo, non corrisponda alle caratteristiche della loro unità navale e che questo accada, per giunta, in un approdo cittadino proprio vicine ad unità navali della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto». E ancora: «Gli armatori possono mai chiedere al concessionario demaniale al momento di accettare l’ormeggio stanziale o al transito di favorire i documenti e cioè di esibire tutte le concessioni demaniali ed autorizzazioni con tanto di stralci planimetrici? È risultata impresa ardua e difficile al nostro ufficio legale, dell’Unione Nazionale Armatori da Diporto, accedere agli atti (pubblici) presso la concedente Autorità Portuale di Napoli al punto da dover presentare un esposto alla Procura diNapoli per verificare gli estremi di una omissione di atti d’ufficio; figuriamoci al singolo armatore». Ferrara conclude auspicando che «si faccia finalmente chiarezza e si scavi fino in fondo perché, se venisse ravvisato un reato penale, occupazione abusiva di spazi demaniali, e conseguente danno erariale per avere evaso i diritti concessori dovuti alla pubblica amministrazione, resta da chiedersi come sia stato mai possibile che ciò sia avvenuto per tanti anni e sotto gli occhi di tutti». (Antonino Pane – Il Mattino)

Napoli. Ormeggi clandestini, mancato rispetto dei vincoli concessori, occupazione abusiva di suolo pubblico. La Guardia Costiera ha colpito in maniera pesante nei giorni scorsi l'area di Mergellina dove sono state rilevate una serie di irregolarità e poste sotto sequestro alcune imbarcazioni che impegnavano aree del demanio non in concessione. Gli uomini dell'ammiraglio Antonio Basile hanno applicato misure cautelari così come richiesto dalla quinta sezione della Procura presso il Tribunale di Napoli per «abusiva occupazione – informa una nota della Guardia Costiera – di aree del pubblico demanio marittimo e dello specchio acqueo del litorale». In particolare, per ora, nel mirino della Procura è finita una zona del molo di sopraflutto del porticciolo di Mergellina. Ma nei prossimi giorni ci potrebbero essere altri clamorosi sviluppi stando alle documentazioni già raccolte dai militari della Guardia Costiera. Una bufera in piena regola, arrivata alla fine dell’ennesima estate vissuta per il turismo nautico all’insegna dell’improvvisazione e della precarietà. A Napoli infatti non esistono porti turistici veri e propri, nonostante progetti più o meno faraonici sbandierati dalle istituzioni e mai portati a compimento. «Non bisogna colpire gli armatori, ma chi non rispetta i vincoli concessori», questo il parere di Lino Ferrara, presidente dell'Unione italiana armatori da diporto, che si schiera con i proprietari delle imbarcazioni sequestrate. Ferrara plaude comunque a questa operazione di polizia giudiziaria «questa volta molto più corposa e – ha detto – non a carico delle solite quattro barchette alla boa ma nel principale approdo cittadino». Detto questo l'ex patron del Nautic sud attacca: «Che colpa ne hanno gli ignari armatori da diporto se hanno accettato di ormeggiare la propria unità da diporto in un tratto di banchina, che poi da controlli effettuati risulta con concessioni demaniali non corrispondenti all’intera lunghezza della propria unità da diporto. Possono mai immaginare gli armatori da diporto ed i comandanti delle loro unità navali che nel principale approdo cittadino l’ormeggio offerto, a caro prezzo, non corrisponda alle caratteristiche della loro unità navale e che questo accada, per giunta, in un approdo cittadino proprio vicine ad unità navali della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto». E ancora: «Gli armatori possono mai chiedere al concessionario demaniale al momento di accettare l’ormeggio stanziale o al transito di favorire i documenti e cioè di esibire tutte le concessioni demaniali ed autorizzazioni con tanto di stralci planimetrici? È risultata impresa ardua e difficile al nostro ufficio legale, dell’Unione Nazionale Armatori da Diporto, accedere agli atti (pubblici) presso la concedente Autorità Portuale di Napoli al punto da dover presentare un esposto alla Procura diNapoli per verificare gli estremi di una omissione di atti d’ufficio; figuriamoci al singolo armatore». Ferrara conclude auspicando che «si faccia finalmente chiarezza e si scavi fino in fondo perché, se venisse ravvisato un reato penale, occupazione abusiva di spazi demaniali, e conseguente danno erariale per avere evaso i diritti concessori dovuti alla pubblica amministrazione, resta da chiedersi come sia stato mai possibile che ciò sia avvenuto per tanti anni e sotto gli occhi di tutti». (Antonino Pane – Il Mattino)