Castellammare mozione di sfiducia a Cuomo

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CASTELLAMMARE. Mozione di sfiducia contro il sindaco Pd Nicola Cuomo depositata e protocollata ieri mattina in Comune. Le firme in calce sono 12, ne manca una per rovesciare la maggioranza e chiudere anticipatamente l’esperienza amministrativa cominciata nel 2013. Tra i firmatari del documento ci sono anche i quattro consiglieri dissidenti del Pd (Francesco Iovino, Rosanna Esposito, Rodolfo Ostrifate e Francesco Russo) che già da diversi mesi hanno abbandonato Cuomo, passando all’opposizione. Alle loro firme, si sono aggiunte quelle dei consiglieri di minoranza di Forza Italia Antonio Pentangelo, Gaetano Cimmino e Vincenzo Ungaro, dei Moderati Salvatore Vitiello, Eutalia Esposito e Antonio Alfano, di Luigi Greco (Scelta Civica) e di Giuseppe Giovedì (Sinistra e Libertà). Ora il presidente del Consiglio comunale Carmine Raimo dovrà convocare la seduta per il voto sulla sfiducia tra l’undicesimo giorno ed il trentesimo a partire da ieri. E quindi, entro il prossimo 10 ottobre, Cuomo conoscerà il proprio destino. La mozione intanto resterà, di qui alla seduta del Consiglio comunale ad hoc, presso l’ufficio Giunta e Consiglio del Comune, a disposizione dei consiglieri che volessero aggiungere la propria firma a quella dei primi 12 sottoscrittori. Fari puntati sull’esponente dell’Idv Amedeo Di Nardo e su Eduardo Melisse (Società Civile per Stabiae), assenti all’ultima riunione interpartitica svoltasi a Palazzo Farnese nei giorni scorsi. Anche se difficilmente (secondo gli ultimi rumors politici) i due consiglieri, che hanno votato l’ultimo Bilancio previsionale in aula, si renderanno responsabili dello scioglimento dell’assise cittadina. «L’operato del sindaco – si legge nel documento protocollato al Comune – è stato contrassegnato da una gestione eccessivamente personalistica della cosa pubblica, tale da generare una vera e propria paralisi dell’azione amministrativa, con gravissime ripercussioni sugli interessi della comunità. Tale condotta, oggi – continuano i firmatari della mozione – appare ancor più scellerata alla luce dei reiterati e continui patti di scambio del voto consiliare che hanno determinato volta per volta maggioranza variabili, insostenibili sul terreno dell’etica politica». Chiaro il riferimento all’ultimo voto sul Bilancio, che ha registrato il si di Umberto Pane e Giuseppe Mercatelli, consiglieri eletti nel centrodestra e avvicinatisi a Cuomo. Ma i firmatari della sfiducia attaccano Cuomo anche sull’azione programmatica, definita «insufficiente ad affrontare e risolvere le emergenze sociali, economiche e occupazionali attraversate dalla città». Il documento è stato protocollato il giorno dopo l’interpartitico, caratterizzato dalla decisione intrapresa da Cuomo di ritirare le deleghe ai propri assessori, in vista del rimpasto di giunta. Lo stesso primo cittadino, che al momento può comunque contare su una maggioranza (seppure esile) di un consigliere, ha annunciato che andrà avanti con gli incontri politici per la composizione della nuova squadra di assessori. «Dal confronto – afferma – è emersa la necessità di promuovere un rilancio politico, che consenta di rinvigorire lo spirito unitario e di condivisione, con un respiro temporale ampio per risolvere le sfide che si profilano nell’amministrazione della città. Per questo motivo compierò incontri bilaterali con le forze politiche e civiche presenti in Consiglio comunale, che dovranno portare ad una giunta rinnovata per affrontare questa nuova e complessa fase politica». Francesco Fusco  Il Mattino

CASTELLAMMARE. Mozione di sfiducia contro il sindaco Pd Nicola Cuomo depositata e protocollata ieri mattina in Comune. Le firme in calce sono 12, ne manca una per rovesciare la maggioranza e chiudere anticipatamente l’esperienza amministrativa cominciata nel 2013. Tra i firmatari del documento ci sono anche i quattro consiglieri dissidenti del Pd (Francesco Iovino, Rosanna Esposito, Rodolfo Ostrifate e Francesco Russo) che già da diversi mesi hanno abbandonato Cuomo, passando all’opposizione. Alle loro firme, si sono aggiunte quelle dei consiglieri di minoranza di Forza Italia Antonio Pentangelo, Gaetano Cimmino e Vincenzo Ungaro, dei Moderati Salvatore Vitiello, Eutalia Esposito e Antonio Alfano, di Luigi Greco (Scelta Civica) e di Giuseppe Giovedì (Sinistra e Libertà). Ora il presidente del Consiglio comunale Carmine Raimo dovrà convocare la seduta per il voto sulla sfiducia tra l’undicesimo giorno ed il trentesimo a partire da ieri. E quindi, entro il prossimo 10 ottobre, Cuomo conoscerà il proprio destino. La mozione intanto resterà, di qui alla seduta del Consiglio comunale ad hoc, presso l’ufficio Giunta e Consiglio del Comune, a disposizione dei consiglieri che volessero aggiungere la propria firma a quella dei primi 12 sottoscrittori. Fari puntati sull’esponente dell’Idv Amedeo Di Nardo e su Eduardo Melisse (Società Civile per Stabiae), assenti all’ultima riunione interpartitica svoltasi a Palazzo Farnese nei giorni scorsi. Anche se difficilmente (secondo gli ultimi rumors politici) i due consiglieri, che hanno votato l’ultimo Bilancio previsionale in aula, si renderanno responsabili dello scioglimento dell’assise cittadina. «L’operato del sindaco – si legge nel documento protocollato al Comune – è stato contrassegnato da una gestione eccessivamente personalistica della cosa pubblica, tale da generare una vera e propria paralisi dell’azione amministrativa, con gravissime ripercussioni sugli interessi della comunità. Tale condotta, oggi – continuano i firmatari della mozione – appare ancor più scellerata alla luce dei reiterati e continui patti di scambio del voto consiliare che hanno determinato volta per volta maggioranza variabili, insostenibili sul terreno dell’etica politica». Chiaro il riferimento all’ultimo voto sul Bilancio, che ha registrato il si di Umberto Pane e Giuseppe Mercatelli, consiglieri eletti nel centrodestra e avvicinatisi a Cuomo. Ma i firmatari della sfiducia attaccano Cuomo anche sull’azione programmatica, definita «insufficiente ad affrontare e risolvere le emergenze sociali, economiche e occupazionali attraversate dalla città». Il documento è stato protocollato il giorno dopo l'interpartitico, caratterizzato dalla decisione intrapresa da Cuomo di ritirare le deleghe ai propri assessori, in vista del rimpasto di giunta. Lo stesso primo cittadino, che al momento può comunque contare su una maggioranza (seppure esile) di un consigliere, ha annunciato che andrà avanti con gli incontri politici per la composizione della nuova squadra di assessori. «Dal confronto – afferma – è emersa la necessità di promuovere un rilancio politico, che consenta di rinvigorire lo spirito unitario e di condivisione, con un respiro temporale ampio per risolvere le sfide che si profilano nell’amministrazione della città. Per questo motivo compierò incontri bilaterali con le forze politiche e civiche presenti in Consiglio comunale, che dovranno portare ad una giunta rinnovata per affrontare questa nuova e complessa fase politica». Francesco Fusco  Il Mattino