Sarri prepara il riscatto in tre mosse. Al video analizzati pregi e difetti di Empoli, Bruges e Lazio

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Un crocevia già fondamentale quello di Empoli. Sarri obbligato a vincere contro la sua ex squadra, esigenza dettata dalla falsa partenza, un punto nelle prime due partite con Sassuolo e Sampdoria. La partita del cuore che diventa un esame di quelli da non fallire, tre punti da non lasciarsi sfuggire. Settimana particolare, vigilia speciale: l’importanza vitale della prossima sfida e le emozioni da gestire per il ritorno nella città dove ha fatto benissimo negli ultimi tre anni. La mente di Sarri non è però affollata da tutti questi pensieri, nella sua testa c’è spazio solo per il lavoro di campo, la sua concentrazione è assoluta sulle cose da aggiustare e da migliorare. Sereno come nel primo giorno di approccio nell’universo Napoli, il presidente De Laurentiis gli ha manifestato sempre piena fiducia e non solo pubblicamente, la squadra lo segue, il gruppo è unito, i campioni sono attratti dal suo metodo di campo. Lavoro con il gruppo adesso al completo per il ritorno dei nazionali (ieri Hamsik e Koulibaly hanno svolto solo corsa e scarico perché hanno giocato tutte e due le partite), questa sosta sfruttata per poter lavorare con continuità con Higuain e dedicata molto anche allo studio degli avversari. Già, perché Sarri riserva grande attenzione ai video delle squadre da affrontare e li analizza in tutte le sue sfaccettature, particolari visti e rivisti mille volte. In questi dieci giorni ha così potuto anticiparsi il lavoro e guardare non solo l’Empoli ma anche il Bruges, primo avversario di Europa League giovedì prossimo al San Paolo, e poi la Lazio. Con gli impegni che incalzeranno e il tour de force di partite (sette nei prossimi ventuno giorni), il tempo a disposizione per potersi dedicare all’aspetto dello studio degli avversari sarà minimo e così ha già metabolizzato il tutto. In verità dell’Empoli sa già tutto o quasi, la squadra è una sua creatura modellata negli anni, ovviamente con qualche differenza introdotta da Giampaolo e con qualche volto nuovo. Un ritorno graditissimo anche se di spazio per l’amarcord ce ne sarà poco, un saluto cordialissimo a tutti, giocatori, staff, addetti al campo, un abbraccio speciale al direttore sportivo Marcello Carli con il quale ha condiviso tre anni di successi e di grande intensità. Emozioni racchiuse dentro di sé e poi una partita da vincere, come le altre, più delle altre visto il momento particolare e la partenza con handicap, un solo punto nelle prime due giornate. Il Castellani era un po’ tutto per Sarri, il classico tecnico tutto casa e lavoro che abitava a un chilometro dallo stadio. Su e già in auto, quasi mai una sosta per un caffè, in tre anni di Empoli è uscito pochissime volte e preferiva restare a casa per proseguire il lavoro, guardare partite, gustarsi l’ennesima sigaretta. I ricordi ovviamente gli torneranno in mente, playoff il primo anno, promozione al secondo e l’ottimo campionato di A chiuso al quindicesimo posto con alcuni scalpi importanti, proprio come quello del Napoli di Benitez. Le vigilie della partite all’hotel Alexandra a Vinci, che dista più o meno 11 chilometri dallo stadio, il solito copione ripetuto tante volte. Empoli è il passato, molto felice ma il passato. Napoli è il presente, Sarri va avanti con il suo lavoro e le sue idee condivise dal gruppo: il sistema di gioco è quello, il 4-3-1-2 che piace tanto agli attaccanti, a cominciare da Higuain che contro la Samp ha segnato due gol ed è stato devastante. La sosta sfruttata al massimo per il lavoro atletico e tattico, le esercitazioni suddivise spesso per reparti e in maniera speciale la grande attenzione dedicata alla fase difensiva, il problema che il Napoli si è trascinato dall’anno scorso: anche ieri mattina un’intera seduta è stata dedicata esclusivamente al reparto arretrato. Questi e soltanto questi i pensieri nella testa di Sarri, non c’è spazio per altro. Nessuna pressione particolare dettata dall’esigenza di dover vincere a tutti i costi, il tecnico dicendo sì al Napoli sapeva bene in quale dimensione sarebbe entrato e conosceva le aspettative della piazza. Tutte le partite le affronta per vincere e sa bene che questo è sempre l’obiettivo, in campionato come in coppa. Un incrocio speciale adesso, già alla terza giornata, contro l’Empoli, la sua vecchia squadra ferma ancora a zero punti. Lo stato d’animo sarà quello di sempre che lo ha accompagnato in tutta la carriera: la preparazione migliore della partita e l’obiettivo di attuare con grande attenzione le cose provate in allenamento. Per la perfezione ci sarà bisogno di tempo. La vittoria però serve subito, nella sfida del cuore. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

Un crocevia già fondamentale quello di Empoli. Sarri obbligato a vincere contro la sua ex squadra, esigenza dettata dalla falsa partenza, un punto nelle prime due partite con Sassuolo e Sampdoria. La partita del cuore che diventa un esame di quelli da non fallire, tre punti da non lasciarsi sfuggire. Settimana particolare, vigilia speciale: l’importanza vitale della prossima sfida e le emozioni da gestire per il ritorno nella città dove ha fatto benissimo negli ultimi tre anni. La mente di Sarri non è però affollata da tutti questi pensieri, nella sua testa c’è spazio solo per il lavoro di campo, la sua concentrazione è assoluta sulle cose da aggiustare e da migliorare. Sereno come nel primo giorno di approccio nell’universo Napoli, il presidente De Laurentiis gli ha manifestato sempre piena fiducia e non solo pubblicamente, la squadra lo segue, il gruppo è unito, i campioni sono attratti dal suo metodo di campo. Lavoro con il gruppo adesso al completo per il ritorno dei nazionali (ieri Hamsik e Koulibaly hanno svolto solo corsa e scarico perché hanno giocato tutte e due le partite), questa sosta sfruttata per poter lavorare con continuità con Higuain e dedicata molto anche allo studio degli avversari. Già, perché Sarri riserva grande attenzione ai video delle squadre da affrontare e li analizza in tutte le sue sfaccettature, particolari visti e rivisti mille volte. In questi dieci giorni ha così potuto anticiparsi il lavoro e guardare non solo l’Empoli ma anche il Bruges, primo avversario di Europa League giovedì prossimo al San Paolo, e poi la Lazio. Con gli impegni che incalzeranno e il tour de force di partite (sette nei prossimi ventuno giorni), il tempo a disposizione per potersi dedicare all’aspetto dello studio degli avversari sarà minimo e così ha già metabolizzato il tutto. In verità dell’Empoli sa già tutto o quasi, la squadra è una sua creatura modellata negli anni, ovviamente con qualche differenza introdotta da Giampaolo e con qualche volto nuovo. Un ritorno graditissimo anche se di spazio per l’amarcord ce ne sarà poco, un saluto cordialissimo a tutti, giocatori, staff, addetti al campo, un abbraccio speciale al direttore sportivo Marcello Carli con il quale ha condiviso tre anni di successi e di grande intensità. Emozioni racchiuse dentro di sé e poi una partita da vincere, come le altre, più delle altre visto il momento particolare e la partenza con handicap, un solo punto nelle prime due giornate. Il Castellani era un po’ tutto per Sarri, il classico tecnico tutto casa e lavoro che abitava a un chilometro dallo stadio. Su e già in auto, quasi mai una sosta per un caffè, in tre anni di Empoli è uscito pochissime volte e preferiva restare a casa per proseguire il lavoro, guardare partite, gustarsi l’ennesima sigaretta. I ricordi ovviamente gli torneranno in mente, playoff il primo anno, promozione al secondo e l’ottimo campionato di A chiuso al quindicesimo posto con alcuni scalpi importanti, proprio come quello del Napoli di Benitez. Le vigilie della partite all’hotel Alexandra a Vinci, che dista più o meno 11 chilometri dallo stadio, il solito copione ripetuto tante volte. Empoli è il passato, molto felice ma il passato. Napoli è il presente, Sarri va avanti con il suo lavoro e le sue idee condivise dal gruppo: il sistema di gioco è quello, il 4-3-1-2 che piace tanto agli attaccanti, a cominciare da Higuain che contro la Samp ha segnato due gol ed è stato devastante. La sosta sfruttata al massimo per il lavoro atletico e tattico, le esercitazioni suddivise spesso per reparti e in maniera speciale la grande attenzione dedicata alla fase difensiva, il problema che il Napoli si è trascinato dall’anno scorso: anche ieri mattina un’intera seduta è stata dedicata esclusivamente al reparto arretrato. Questi e soltanto questi i pensieri nella testa di Sarri, non c’è spazio per altro. Nessuna pressione particolare dettata dall’esigenza di dover vincere a tutti i costi, il tecnico dicendo sì al Napoli sapeva bene in quale dimensione sarebbe entrato e conosceva le aspettative della piazza. Tutte le partite le affronta per vincere e sa bene che questo è sempre l’obiettivo, in campionato come in coppa. Un incrocio speciale adesso, già alla terza giornata, contro l’Empoli, la sua vecchia squadra ferma ancora a zero punti. Lo stato d’animo sarà quello di sempre che lo ha accompagnato in tutta la carriera: la preparazione migliore della partita e l’obiettivo di attuare con grande attenzione le cose provate in allenamento. Per la perfezione ci sarà bisogno di tempo. La vittoria però serve subito, nella sfida del cuore. (Roberto Ventre – Il Mattino)